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Los muertos

giovedì 1 Dicembre, 2011 | di Roy Menarini
Los muertos
Editoriale
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Oggi dovremmo piangere Vittorio De Seta e Ken Russell, in rigoroso ordine alfabetico, cui magari si aggiungerebbe Lucio Magri, la cui avventura intellettuale e le cui scelte di fine vita non possono che interrogare dal profondo chiunque lavori nel territorio dell’intelletto, critica cinematografica compresa.

Ma, invece che spiegare quanto De Seta e Russell fossero in fondo la riprova di come la storia del cinema contenga in sé idee artistiche meravigliosamente opposte, di come il simbolo del realismo e il simbolo della sulfurea visionarietà praticassero in fondo la medesima fede nel film e nella sua flagranza, di come ci sentiamo un po’ colpevoli per non averne parlato a sufficienza (oggi che su Youtube sono ospitati integralmente molti loro lavori), la simultanea scomparsa dei due autori ci suggerisce altro.ken-russel

In fondo, ancora oggi, il cinema continua ad essere una macchina di fantasmi, un incessante prodigarsi della vita nei confronti della morte e delle sue tragedie e seduzioni. Ogni anno che passa, sempre più osserviamo sullo schermo persone defunte – e quanto presto è decaduto il sogno ridicolo di vedere i vecchi divi digitalmente resuscitati sullo schermo. La storia del cinema è anche una storia di memorizzazione coatta, una lotta contro l’oblio che – se pur eroica e ricca di emozione – significa anche condanna a ricordare la condizione mortale dell’uomo, avendo davanti a noi così spesso volti e corpi che non ci sono più.

Quando poi muore un cineasta, come in questi casi, il ricordo non ha più a che fare con l’immagine (sebbene le immagini sussistano in termini di interviste, fotografie, etc.) ma con l’immaginazione: ci rimane, di loro, l’opera, appunto, che contiene a sua volta altre immagini, altri corpi, altri volti, altre esperienze che rivivono senza più esserci. Che cosa è cambiato nella nuova condizione tecnologica del cinema? Quasi niente, e forse è anche grazie a questa sorprendente originalità assoluta e persistente della nostra macchina preferita che il cinema non ha subito il tramonto da molti pronosticato. E noi, spettatori de “los muertos”, siamo l’aldiquà di un’invenzione dal grande futuro.

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