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Millennium – Uomini che odiano le donne

lunedì 6 Febbraio, 2012 | di Daniela Bressanutti
Millennium – Uomini che odiano le donne
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Il riscatto americano
Ogni opera dovrebbe essere indipendente, anche quando tratta da un’altra opera, ed osservata come tale? Nel nostro caso un film può svincolarsi dal romanzo a cui si ispira? E come può lo spettatore che, oltre ad aver letto il libro, ha visto anche il precedente film sul medesimo, non cadere in paragoni e confronti?

Millennium – Uomini che odiano le donne è il film diretto da David Fincher sulla base del romanzo Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson (2005), del quale era già stata fatta una omonima trasposizione cinematografica solo due anni fa da una produzione svedese. La trama è lunga ed estremamente complessa e limitarla all’indagine sul presunto omicidio irrisolto di una ragazza vanificherebbe le 676 pagine del romanzo e i 158 minuti del film. Sono il giornalista Mikael Blomkvist e la nerd Lisbeth Salander ad essere la vera anima della trilogia di Larsson. Lo spettatore che si appresta a vedere Millennium senza aver letto il libro riesce a godere di una storia completa, autonoma e avvincente. Forse troppo rapida nella risoluzione dei vari intrighi familiari, ma comunque comprensibile. Chi invece avesse letto il romanzo ritrova sullo schermo dei personaggi coerenti e fedeli agli “originali”, confutando il personale pregiudizio che una produzione americana avrebbe snaturato una storia caratteristicamente svedese. È sempre difficile portare un libro all’interno di un film, poiché i mezzi narrativi sono intrinsecamente differenti, ma Fincher è riuscito a rispettarne, oltre che l’essenza, anche i dettagli più stretti grazie a dialoghi precisi e non scritti solo per riassumere pagine su pagine. Due sole sono le incongruenze riscontrate, ed effettivamente non trascurabili, rispetto al romanzo: il carcere e l’Australia (non dirò di più per non svelare nulla a chi volesse avvicinarsi all’una o all’altra opera), ma nonostante la loro importanza non inficiano la credibilità e l’autonomia del film, cosa che invece era successa con la pellicola del 2009. Diretto da Niels Arden Oplev, Man son hatar kvinnor rispetta maggiormente il carattere scandinavo dei personaggi ma perde totalmente il succo della storia, sia per quanto riguarda le relazioni di parentela tra i personaggi che per alcuni dettagli fondamentali. Si tratta di scelte registiche e narrative opinabili ma non confrontabili: bisognerebbe ampliare l’analisi anche alle possibilità produttive, considerare i budget ed i cast. Quel che è certo è che nel 2009 senza aver letto il libro si restava con molti punti interrogativi, oggi no.

Millennium – Uomini che odiano le donne [The Girl with the Dragon Tattoo, USA/Gran Bretagna/Svezia 2011] REGIA David Fincher.
CAST Daniel Craig, Rooney Mara, Christopher Plummer, Robin Wright, Goran Visnjic.
SCENEGGIATURA Steven Zaillian (tratta dal romanzo Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson). FOTOGRAFIA Jeff Cronenweth. MUSICHE Trent Reznor, Atticus Ross.
Drammatico/Thriller, durata 158 minuti.

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