adidas nmd city sock adidas nmd city sock adidas nmd city sock gum pack release date info adidas NMD R1 Trail adidas nmd city sock gum soles adidas nmd city sock gum pack adidas nmd city sock nmd city sock primeknit core blacklush blue adidas nmd city sock black gum where to buy adidas nmd city sock winter wool adidas nmd city sock primeknit s79150 core black adidas nmd city sock core black adidas nmd primeknit city sock black adidas nmd city sock core black lush blue release date adidas NMD R1 PK adidas nmd chukka receives og colorway NMD City Sock PK adidas nmd chukka 2 adidas NMD R1 Triple Black comparing og adidas nmd r1 nmd chukka

In questo numero

Cesare deve morire

lunedì 5 Marzo, 2012 | di Andrea Moschioni Fioretti
Cesare deve morire
Speciale
0
Facebooktwittermail
Voto autore:

Una scelta di vita
“L’ultimo film che vide mio padre fu Across the Universe. Mi chiamò, tutto entusiasta, per dirmi che aveva visto un film di pura poesia e con canzoni meravigliose. In quelle parole sentii un uomo di novantuno anni, molto moderno e aperto al nuovo”, questo è uno stralcio tratto dall’autobiografia di Carlo Verdone La casa sopra ai portici edito da Bompiani.

Verdone parla del padre Mario, critico e storico cinematografico, che si sorprendeva ancora, nonostante l’età avanzata, per un film contemporaneo, questa citazione mi fa pensare alla grande modernità e alla voglia di novità che trasmettono Paolo e Vittorio Tavani nel loro nuovo film, premiato meritamente all’ultimo Festival di Berlino con l’Orso d’oro, Cesare deve morire. I due fratelli/registi, entrambi abbondantemente entrati nell’ottantesimo anno d’età, dimostrano uno spirito e uno sguardo cinematografico che non sfigura di fronte a quello dei loro colleghi più giovani, anzi lo supera per sincerità intellettuale.
Decidendo di raccontare l’allestimento e la realizzazione del Giulio Cesare shakespeariano all’interno del carcere di Rebibbia da parte dei carcerati stessi, i Taviani parlano di un mondo e dei suoi protagonisti attraverso le parole del dramma classico, arrivando a mostrarci le paure e i limiti umani dei condannati che si prestano alla recita. Il potente mezzo del teatro che come “terapia” è forse ancora l’arte più adatta e fruttuosa per esorcizzare fantasmi e per affrontare e risolvere dei problemi personali. Chiunque abbia avuto esperienze teatrali, sa che il mezzo è in alcuni casi un modo per esprimersi confrontandosi con i propri limiti, quali la timidezza e la difficoltà di rivivere il proprio vissuto, unico al mondo, è potente perché reale e ritmato come la vita, sei in scena e il pubblico vive quello che fai in diretta senza medium o aggiustamenti rispetto ad esempio al Cinema. I carcerati quindi sono i protagonisti di una storia che li tocca da vicino, tematiche come il tradimento e la lealtà hanno fatto parte della loro vita, alcuni sono in carcere per reati di mafia origine di questi principi. I Taviani usano un montaggio e una tecnica quasi di sperimentazione, il bianco e nero bellissimo e drammatico e la cornice a colori che apre e chiude il film, idee registiche che permettono di cancellare la distanza tra rappresentazione e realtà che non ti aspetteresti da due registi abituati a realizzare, perdonatemi l’aggettivo, cinema classico. I personaggi protagonisti del film hanno le facce giuste che rimangono impresse, profili di uomini autentici e per questo intriganti e vitali, che non sono stereotipi degli uomini della criminalità. C’è chi ha parlato di regia vecchia e creata con uno sguardo troppo invadente, che porterebbe a limare la veridicità della vicenda, invece questa direzione, che è sì molto marcata ma è funzionale soprattutto in alcuni momenti come il finto litigio tra due detenuti, eleva la possibilità espressiva e il percorso umano dei protagonisti che, recitando, scongiurano barriere e difficoltà comportamentali. Quindi più che un semplice film un esperimento concettuale, figlio di Tutta colpa di Giuda di Davide Ferrario affine per tesi e realizzazione. Un film piccolo, per la breve durata, ma con elementi espressivi potenti e moderni, una boccata d’aria fresca nel panorama cinematografico nostrano che per fortuna sta abbandonando la finta idea che si incassa solo con le commedie. Auguriamoci in futuro più fratelli Taviani e che gli incassi li premino per la seconda volta!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

adidas yeezy boost 350 turtle dove transcends sneakers adidas yeezy 350 boost turtle dove restock re release adidas yeezy 350 boost black release date yeezy 350 boost low yeezy boost 350 pirate black yeezy boost 350 low adidas yeezy boost 350 v2 black white yeezy boost 350 moonrock adidas yeezy 350 boost moonrock release date moonrock yeezy 350 boost legit real fake on foot look adidas yeezy boost 350 oxford tan adidas yeezy boost 350 v2 zebra another look adidas yeezy boost 350 oxford tan even more images yeezy 350 moonrock release date adidas yeezy 350 boost black adidas yeezy 350 boost low heres where you can cop the black adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost 10 reasons why the adidas yeezy 350 boost will sell out instantly