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Lost in Google

giovedì 3 Maggio, 2012 | di Teresa Nannucci
Lost in Google
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Video killed the web stars
Se dovessimo elencare tutti coloro che hanno raggiunto il loro quarto d’ora di celebrità grazie a YouTube potrebbero non finire mai, partendo da Justin Bieber e arrivando al tormentone “Leave Britney alone!”.

Guardando il panorama nostrano, i primi della lista sono sicuramente i protagonisti di Freaks!, da Wilwoosh (aka Guglielmo Scilla) ad Andrea Poggioli. Questi ragazzi che hanno saputo fare di YouTube il loro trampolino di lancio si trovano tutti riuniti nella parodia di film e serie tv che ha riscosso un grande successo su tutti i fronti. Nonostante le web star qui coinvolte siano numerose, restano comunque dei grandi esclusi, in particolare Simone Russo e Ciro Capriello. Cosa fare quindi? Semplice, riunirsi tra di sé e cercare di rispondere alla domanda morettiana “Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”, ideando una nuova serie web: Lost in Google (lostingoogle.fanpage.it).
Brillante primo episodio (prologo alle altre puntate) che apre le porte a molte possibilità e risorse, prima fra tutte un’imperversante interattività tra protagonisti e pubblico: è infatti quest’ultimo a dire ai personaggi cosa fare, con la possibilità di comparire nel video stesso sotto forma di commento (seguendo un semplice video tutorial appositamente creato). Peccato però che le scadenze mensili per l’uscita delle puntate raramente siano rispettate e che l’entusiasmo iniziale trovi una battuta d’arresto dopo pochi minuti. Le risate e il divertimento delle elucubrazioni del primo episodio diventano ripetizione e prevedibilità a partire dal secondo. A poco valgono gli interventi di Claudio di Biagio (il Silvio di Freaks!), Caparezza e Roberto Giacobbo, così come i viaggi in Google Maps e Twitter: la serie sembra rimanere una pallida risposta al successo dei colleghi. Conseguenza quasi logica è che al disappunto per il risultato della serie sussegua lo stesso sentimento verso i protagonisti, giocando quindi a loro svantaggio.
C’è da dire che le puntate finora realizzate sono solo quattro, quindi rimane tutto il tempo per ravvivare la narrazione, anche se la sensazione è che i commenti degli utenti possano diventare un vero parassita per questo prodotto pieno di potenziale. Nel fiume di frasi che compaiono sotto il video è infatti difficile trovarne qualcuna che dia un vero spunto alla serie: com’è facilmente immaginabile, la maggior parte inneggia a scene di sesso, a Chuck Norris e all’autocelebrazione. Ecco quindi come un’idea innovativa e ricca di possibilità si ripiega in un patetico specchio del pubblico a cui è rivolto (troppo giovane? Troppo potente?). È un dispiacere vedere come un buon prodotto iniziale possa essere danneggiato proprio dalla sua caratteristica e forza principale.
Restiamo in attesa di nuovi sviluppi di fabula e intreccio, ma soprattutto di nuovi spunti che rimettano in gioco la serie, trovando la stessa forza dell’episodio 0, senza lasciare che essa diventi un altro dei prodotti trash e demenziali che costellano il web e lo stesso YouTube (dalle parodie di Lady Gaga da parte di Sale e Pepe alle cento ore del Nyan Cat con il suo arcobaleno). Comunque sia, dalla quarta puntata entra in gioco un altro personaggio, un forse cattivo, un misto tra Misfits (e quindi Freaks!) e Dart Fener: speriamo che nei prossimi mesi gli attuali sorrisi tirati e poco convinti possano tornare ad aprirsi e illuminare la giornata, almeno per il tempo del video.

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