adidas nmd city sock adidas nmd city sock adidas nmd city sock gum pack release date info adidas NMD R1 Trail adidas nmd city sock gum soles adidas nmd city sock gum pack adidas nmd city sock nmd city sock primeknit core blacklush blue adidas nmd city sock black gum where to buy adidas nmd city sock winter wool adidas nmd city sock primeknit s79150 core black adidas nmd city sock core black adidas nmd primeknit city sock black adidas nmd city sock core black lush blue release date adidas NMD R1 PK adidas nmd chukka receives og colorway NMD City Sock PK adidas nmd chukka 2 adidas NMD R1 Triple Black comparing og adidas nmd r1 nmd chukka

In questo numero

Il conformista

giovedì 17 Maggio, 2012 | di Edoardo Peretti
Il conformista
Film History
0
Facebooktwittermail
Voto autore:

Sempre in mezzo a noi
Il conformista è per Bernardo Bertolucci una tappa decisiva verso la maturità artistica, la consapevolezza stilistica e la fama internazionale, elementi che sarebbero stati confermati e migliorati con i suoi due capolavori successivi (Ultimo tango a Parigi e soprattutto l’epico Novecento, probabilmente il punto più alto di tutto il suo percorso).

La narrazione, le tematiche e lo stile del regista emiliano acquisiscono con questo film un respiro e una valenza sempre più vaste e globali, pur senza rinunciare a tematiche genuinamente “italiane” ricorrenti in molti suoi lavori, prima fra tutte l’ambientazione fascista e la rappresentazione degli oppositori al regime e il privato influenzato dal “pubblico” della nostra storia recente.
Basandosi sul romanzo omonimo di Alberto Moravia, Bertolucci mette in scena un personaggio universale le cui coordinate possono essere adattate a qualsiasi contesto politico/sociale e periodo storico, contemporaneità compresa, e che infatti ha parentele con protagonisti di film diversissimi e lontanissimi (per esempio L’uomo che non c’era dei Coen, o Collateral di Mann): l’uomo qualunque nel senso peggiore e più deleterio del termine, per il quale termini come conformismo, quotidianità, normalità sono parole vuote che nascondono meschinità e vigliaccheria, e la loro base di assoluta banalità. L’aspirazione del protagonista, impersonato da un Jean Louis Trintignant perfetto, è sembrare ed essere normale, come confida ad inizio film al suo amico cieco, quando gli rivela di volere il matrimonio per potere mimetizzarsi con gli altri. Per ottenere questo obiettivo, è disposto a venir meno al proprio talento, alla propria intelligenza, ai propri ideali (per esempio il rapporto con la fede e la religione, dalla scena della confessione fino al finale in cui insegna l’Ave Maria alla figlioletta) e anche alla consapevolezza, sempre più o meno evidentemente presente e sempre più combattuta, di andare verso il baratro della meschinità e della vuota banalità. La mediocrità come massima aspirazione di vita, l’ipocrisia e la falsità come irrinunciabili contorni per assaporire il tranquillo nulla a cui mira. Bertolucci ambienta questa “educazione sentimentale” nell’orizzonte piccolo borghese cattolico che ha sempre contestato e nello sfondo della dittatura fascista, senza venir meno alla passione e al furore ideologico che lo ha sempre contraddistinto; questo però non toglie il carattere di universalità al personaggio. È limitativo ridurlo al contesto del ventennio, così come legarlo, semplicisticamente, alla formazione e al sostegno di una generica dittatura: è una figura, un simbolo, eterno, che si mimetizza in ogni ambiente storico/politico, democrazia compresa. È la massa grigia che caratterizza ogni momento della nostra storia, che fa sì che le storture di ogni sistema siano sostenute e non vengano combattute. A fare da cornice un sagace uso geometrico degli spazi e degli ambienti, una ricerca sulla fotografia e sui colori, la prevalenza di campi lunghi e della profondità di campo, e di piani sequenza sostenuti da lievi movimenti di macchina. Il risultato è un’immediata bellezza formale assoluta, pregio, ma anche unico limite del film: infatti, se su Il conformista si può discutere se sia un capolavoro o “solo” un ottimo film è proprio perché qua e là dà l’impressione di un eccessivo estetismo e di una troppo esposta ricerca formale.

Il conformista [Italia/Francia/Germania Ovest 1970] REGIA Bernardo Bertolucci.
CAST Jean-Louis Trintignant, Stefania Sandrelli, Gastone Moschin, Enzo Tarascio, Dominique Sanda, José Quaglio, Fosco Giachetti, Pierre Clémenti.
SCENEGGIATURA Bernardo Bertolucci (dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia). FOTOGRAFIA Vittorio Storaro. MUSICHE Georges Delerue.
Drammatico, durata 111 minuti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

adidas yeezy boost 350 turtle dove transcends sneakers adidas yeezy 350 boost turtle dove restock re release adidas yeezy 350 boost black release date yeezy 350 boost low yeezy boost 350 pirate black yeezy boost 350 low adidas yeezy boost 350 v2 black white yeezy boost 350 moonrock adidas yeezy 350 boost moonrock release date moonrock yeezy 350 boost legit real fake on foot look adidas yeezy boost 350 oxford tan adidas yeezy boost 350 v2 zebra another look adidas yeezy boost 350 oxford tan even more images yeezy 350 moonrock release date adidas yeezy 350 boost black adidas yeezy 350 boost low heres where you can cop the black adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost 10 reasons why the adidas yeezy 350 boost will sell out instantly