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Dark Horse Presents: Aliens

lunedì 17 Settembre, 2012 | di Mattia Filigoi
Dark Horse Presents: Aliens
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L’alieno di carta
È ormai da parecchi anni pratica consolidata, all’uscita di un blockbuster o filmone di sicuro interesse, pubblicarne una versione a fumetti, di solito una pedissequa riproposizione a vignette del film, spesso ben poco riuscita. Altre volte, invece – ed è il caso di Aliens – si va ben oltre la mera fotocopia.

La casa editrice Dark Horse, acquistati dalla Fox i diritti per una trasposizione a fumetti del film di Cameron, decide di puntare non sul classico volume unico, ma su una serie in più albi che si pongano come sequel cartaceo della saga cinematografica. Nel luglio 1988 viene pubblicato così il primo numero della serie Aliens, scritta da Mark Verheiden e disegnata, in un bianco e nero molto tratteggiato, da Mark Nelson.
Sono passati dieci anni dal massacro sul pianeta Acheron. I sopravvissuti, tornati sulla Terra, conducono una vita schifosa: Ripley scompare, lasciando sola la piccola Newt che passa la sua adolescenza tra orfanotrofi e manicomi, flagellata da incubi continui di alien affamati, mentre il marine Hicks, sfigurato su Acheron, si arrabatta come può, tra un lavoro da mercenario e qualche rissa nei pub, del tutto disilluso e ormai alcolizzato. Una vita penosa che potrebbe svoltare quando la Compagnia lo contatta per una nuova missione di “caccia all’alieno”, alla quale si aggrega anche Newt. Peccato sia tutto un imbroglio: la Compagnia in realtà mira a catturare vivi gli alien per rivenderli come armi biologiche, sacrificando anche l’intera squadra se necessario. Hicks, Newt e pochi altri marines sopravvivono alla trappola, ma gli alien riescono ugualmente ad arrivare sulla Terra: stazionati in un astronave nell’orbita terrestre, li osservano impotenti diffondersi per il pianeta, condannando la razza umana all’estinzione. Diviso in sei parti, questo primo capitolo della serie (poi rinominato Aliens: Book One) riprende, oltre a personaggi e ambientazione, la struttura e gli snodi narrativi della sceneggiatura di Cameron, con lo stesso senso del ritmo e dell’azione, infarcendoli però di tanti piccoli particolari sulla vita quotidiana del futuro (fantastico lo squash virtuale) e spingendosi addirittura a fornire spiegazioni parascientifiche sulla genesi e sulla natura degli alien, riprese poi in parte nei successi capitoli cinematografici della saga. Soprattutto in Alien – La clonazione di Jeunet, che riprende l’ambientazione (una stazione spaziale/laboratorio dove si conducono esperimenti di addomesticazione degli alien) direttamente dal secondo capitolo della serie della Dark Horse, Aliens: Book Two, pubblicato in quattro uscite dall’agosto 1989, scritto sempre da Verheiden ma disegnato, questa volta, da Denis Beauvais. Nonostante piccoli gruppi di resistenza, la Terra è in mano agli alien. Persistono stazioni orbitanti abitate nell’orbita terrestre, ma in quella che raggiungono Hicks e Newt il generale in comando conduce bizzarri esperimenti sugli alien, che ovviamente si ribellano e trasformano la base in un mattatoio spaziale. Hicks e Newt riescono ancora a scappare, raggiungendo, sulla Terra, un gruppo di resistenza che – sorpresa! – è guidato da una rediviva Ripley, più tosta che mai.
La battaglia finale è narrata in Aliens: Earth War, sempre di Verheiden e disegnata da Sam Keith, in quattro uscite pubblicate dal giugno del 1990, dove Newt, Hicks e Ripley riescono nella missione impossibile di abbattere quella che sembra la vera, originaria regina aliena. Un classico finale aperto, però, lascia spazio ad altre avventure, che proseguiranno fino al 1999, con pubblicazioni di saghe divise in più volumi o episodi unici, più o meno riuscite, scritte e illustrate da un gran numero di autori e disegnatori, con comparsate di nomi celebri del fumetto (Gibbons, Mignola, Solano Lopez). I protagonisti non saranno più Ripley, Hicks e Newt, ma nuovi marines coraggiosi, scienziati pazzi o semplici civili, sempre alle prese con la ferocia aliena e l’avidità umana, non necessariamente seguendo un preciso ordine cronologico e a se stanti dalla trilogia di Verheiden.
Anche al cinema si preferisce seguire altre strade. Chi conosce la saga cinematografica sa bene che fine fanno Hicks, Newt e Ripley nell’Alien3 di Fincher, o di come Ripley venga riportata in vita in Alien – La clonazione di Jeunet. Che sono anche dei bei film, angoscianti e sperimentali, se presi per conto loro: all’interno della saga di Alien devono però confrontarsi con i capolavori di Scott e Cameron, e non possono che uscirne male. Soprattutto quando era già pronto un seguito perfetto, quello proposto da Verheiden con la sua trilogia fumettistica: Cameron stesso, poco dopo Aliens, pensava a un sequel con gli alien sulla Terra, elevando a protagonisti Hicks e Newt. Un’altra grande occasione mancata. Ma chiunque non si senta soddisfatto delle pieghe prese dalle avventure di Ripley dopo Aliens, ricordi che è nei fumetti della Dark Horse, nella trilogia di Verheiden che deve ripiegare. Non se ne pentirà.

Aliens: Book One [id., USA 1988]
TESTO Mark Verheiden. DISEGNI Mark A. Nelson.
PUBBLICATO DA Dark Horse Comics.

Aliens: Book Two [id., USA 1989]
TESTO Mark Verheiden. DISEGNI Denis Beauvais.
PUBBLICATO DA Dark Horse Comics.

Aliens: Earth War [id., USA 1990]
TESTO Mark Verheiden. DISEGNI Sam Kieth.
PUBBLICATO DA Dark Horse Comics.

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