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Rob the Mob

sabato 12 Luglio, 2014 | di Teresa Nannucci
Rob the Mob
Inediti
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La coscienza del genere
Una coppia di moderni Bonnie e Clyde decidono di passare dal rapinare i negozi al rapinare esponenti della mafia locale. A questo punto non sarà più possibile per i protagonisti sottrarsi al circolo vizioso e agli eventi provocati dall’intreccio tra criminali, mafiosi e FBI.

Raymond De Felitta gioca col genere che insegue: il gangster pervade lo spirito e le inquadrature di questo film, ma viene anche costantemente negato. L’ironia, ben lontana dall’aperta parodia, fa da padrona nella composizione di Rob the Mob, prima di tutto attraverso i temi e i dialoghi. I personaggi, rigorosamente italoamericani, ricalcano gli stereotipi del genere:mediacritica_rob_the_mob non solo troviamo mafiosi e poliziotti che collaborano tra loro, ma incontriamo anche interpreti del calibro di Andy Garcia nei panni di un improbabile boss mafioso sensibile e soggetto a rimorsi. Dialoghi e situazioni raggiungono i limiti dell’assurdo, provenendo da una sceneggiatura che lascia trapelare la propria ironia e la propria consapevolezza di sé. Frasi ripetute prima di ogni colpo, conduzione delle rapine ai limiti della parodia e uno spiccato anacronismo dei costumi formano la cornice di una storia che sa bilanciare il lato di azione con quello retorico. Il senso di inopportunità viene correlato anche da una colonna sonora romantica e melanconica, cantata da parole italiane storpiate, come solo qualcuno ignaro di quello che sta dicendo può fare. Il finale poi arriva come la ciliegina sulla torta, con il suo afflato epico e un certo retrogusto à la Scorsese dato dal contrasto visivo e sonoro.
Aldilà del citazionismo e della parodia, comunque, Rob the Mob non arriva a poter essere identificata come una commedia, anzi, se ne tiene a notevole distanza. Quello che emerge non sono risatine più o meno soffocate, bensì sorrisi provocati dalla consapevolezza di chi ha coscienza di ciò che sta maneggiando. Gli interpreti si dimostrano all’altezza della situazione, Michael Pitt primo fra tutti; per dare una nota curiosa, ai margini del racconto troviamo anche una piccola parte ben recitata da Samira Wiley, aka Poussey di Orange is the New Black.

Rob the Mob [id., USA 2014] REGIA Raymond De Felitta.
CAST Michael Pitt, Nina Arianda, Andy Garcia, Ray Romano, Griffin Dunne, Burt Young.
SCENEGGIATURA Jonathan Fernandez. FOTOGRAFIA Chris Norr. MUSICHE Stephen Endelman.
Gangster, durata 104 minuti.

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