adidas nmd city sock adidas nmd city sock adidas nmd city sock gum pack release date info adidas NMD R1 Trail adidas nmd city sock gum soles adidas nmd city sock gum pack adidas nmd city sock nmd city sock primeknit core blacklush blue adidas nmd city sock black gum where to buy adidas nmd city sock winter wool adidas nmd city sock primeknit s79150 core black adidas nmd city sock core black adidas nmd primeknit city sock black adidas nmd city sock core black lush blue release date adidas NMD R1 PK adidas nmd chukka receives og colorway NMD City Sock PK adidas nmd chukka 2 adidas NMD R1 Triple Black comparing og adidas nmd r1 nmd chukka

In questo numero

In Your Eyes

sabato 25 Aprile, 2015 | di Massimo Padoin
In Your Eyes
Film History
0
Facebooktwittergoogle_plusmail
Voto autore:

SPECIALE JOSS WHEDON
Due vite a metà
Per raccontare una storia che riesca a differenziarsi basta anche solo osservarla in modo strutturale o geometrico. Prendiamo come esempio un racconto tra due persone che s’innamorano: la storia è una sola nonostante i protagonisti siano due, perché il fine sarà il medesimo.

Ci saranno sottotrame che separano gli accadimenti differenziandoli l’uno dall’altra, ognuno indipendentemente proseguirà un viaggio differente con i propri aiutanti e, forse, con diversi oppositori, ma il fine sarà sempre lo stesso, quello di raccontare un’unica storia. mediacritica_in_your_eyes_290Da questo assunto possiamo ricavare la sostanziale complementarietà di vicende personali sovrapponibili, ma lo switch che Joss Whedon (in veste di sceneggiatore) attua in In Your Eyes non è tanto quell’elemento magico che mette in relazione due persone lontane attraverso la condivisione visiva, sensitiva ed emotiva tra i due (entrambi vivono in prima persona le esperienze dell’altro come fossero una testa sola in due realtà), ma il fatto di rappresentare due storie speculari ma distinte. Dylan è single, un ex galeotto e sta in una roulotte; Rebecca è sposata, borghese e vive in una casa lussuosa. Dylan è immerso dalla luce giallognola del sole che brucia costantemente il deserto del New Mexico, mentre Rebecca è circondata dall’azzurrino della neve che ricopre i marciapiedi del New Hampshire. Due contesti opposti per due giovani simili, perché Dylan e Rebecca sono allo stesso modo inadeguati alla realtà in cui vivono, l’uno troppo sveglio per il giro di losche compagnie in cui è finito, l’altra troppo fragile per l’ambiente alto borghese di ostentate sicurezze che il marito le richiede. Ma in fondo non è questo a rendere In Your Eyes diverso da tanti altri, ma intenzionalmente ciò che  dovrebbe farlo è il taglio netto tra due storie che crescono e crollano in diretta, costituite da una confusione simbiotica di realtà sovrapposte. In Your Eyes è un caso similare al dittico The Disappearance of Eleonor Rigby (Him e Her) e, in senso meno assoluto, alla serie The Affair, seppur privo della natura episodica degli altri due esempi. Una tendenza sempre più insistente nel cinema contemporaneo che intende ridisegnare il contenuto tramite la forma narrativa, e nella quale è difficile capire quanto in tutto ciò sia una storia a raccontare le esistenze di due personaggi – come si diceva all’inizio – o due storie che ne raccontano una sola. In fondo la divisione strutturale di parti speculari della sceneggiatura di Joss Whedon è solo un’illusione, nel quale la regia di Brian Hill amalgama i toni e colori della più comune commedia sentimentale agrodolce indie. Invece di avere una storia A e una B abbiamo una storia AB e una BA, da leggersi come incrocio magico di affinità elettive chiasmiche. Del resto In Your Eyes è riassumibile in un’unica sequenza, quella in cui i due riescono a vedersi per la prima volta vicendevolmente guardandosi allo specchio, una situazione straordinaria normalizzata da un illusorio campo-controcampo. Io guardo me stesso per vedere te: due punti di vista narrativi, ma paradossalmente convergenti, per raccontare un’unica storia. Ma in fondo anche questa illusione fa parte dell’arte ingannatoria del narrare.

In Your Eyes [id., USA 2014] REGIA Brian Hill.
CAST Zoe Kazan, Michael Stahl-David, Mark Fuerstein, David Gallagher.
SCENEGGIATURA Joss Whedon. FOTOGRAFIA Elisha Christian. MUSICHE Tony Morales.
Sentimentale, durata 104 minuti.

VOTA IL FILM

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

adidas yeezy boost 350 turtle dove transcends sneakers adidas yeezy 350 boost turtle dove restock re release adidas yeezy 350 boost black release date yeezy 350 boost low yeezy boost 350 pirate black yeezy boost 350 low adidas yeezy boost 350 v2 black white yeezy boost 350 moonrock adidas yeezy 350 boost moonrock release date moonrock yeezy 350 boost legit real fake on foot look adidas yeezy boost 350 oxford tan adidas yeezy boost 350 v2 zebra another look adidas yeezy boost 350 oxford tan even more images yeezy 350 moonrock release date adidas yeezy 350 boost black adidas yeezy 350 boost low heres where you can cop the black adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost 10 reasons why the adidas yeezy 350 boost will sell out instantly