adidas nmd city sock adidas nmd city sock adidas nmd city sock gum pack release date info adidas NMD R1 Trail adidas nmd city sock gum soles adidas nmd city sock gum pack adidas nmd city sock nmd city sock primeknit core blacklush blue adidas nmd city sock black gum where to buy adidas nmd city sock winter wool adidas nmd city sock primeknit s79150 core black adidas nmd city sock core black adidas nmd primeknit city sock black adidas nmd city sock core black lush blue release date adidas NMD R1 PK adidas nmd chukka receives og colorway NMD City Sock PK adidas nmd chukka 2 adidas NMD R1 Triple Black comparing og adidas nmd r1 nmd chukka

In questo numero

FEFF 17, tra aspettative da festival e uhuhpeople

sabato 9 Maggio, 2015 | di Massimiliano Deliso
FEFF 17, tra aspettative da festival e uhuhpeople
Editoriale
3
Facebooktwittermail

Io non sono stato a tutte le edizioni del Far East Film Festival, non sono un fan del cinema asiatico, non mi metto ad urlare “wow” tarantolato all’apparire di un qualsiasi regista giapponese, o indonesiano, o vietnamita, che di solito nemmeno conosco, e per questo dovrei essere abbattuto all’uscita dalla sala.

No, non sono così. Però adoro questa kermesse, perchè amo la Settima Arte e le sorprese che spesso produce. È importante a volte non avere aspettative, sia nella umana rincorsa alla felicità terrena, sia poco prima dello spegnimento delle luci alla proiezione dell’ultima fatica di Pak Doo-ik, che non è esattamente un nome di fantasia, ma un dentista che nel 1966 ci fece gol ai campionati del mondo di calcio eliminandoci e portando il Bel Paese verso il tracollo economico. Ecco, tu sei lì e non sai, hai solo letto la sinossi, qualche volta hai conosciuto il regista perché hai ululato dalla galleria, se si tratta di Okita Shuiki e hai visto The Woodsman and the Rain o A Story of Yonosuke hai quasi la certezza di una riconferma ad alti livelli, che puntualmente avviene con il delicato e incantevole Ecotherapy Getaway Holiday, pregno di ironia e puntigliosa armonia, o rimani deluso da Yamashita Nobuhiro, narratore ordinato di un’umanità spazzatura, che invece con La La La at Rock Bottom rimane intrappolato in alcuni cliché retrò ammantati di déja vu. Il fatto che in questo momento io stia ridendo non mi impedirà di dire bene di un paio di pellicole che, in modi diversi, mi hanno emozionato, perché io che non strillo istericamente dal terzo anello è questo che cerco in fondo: quei piccoli brividi, quelle piccole lacrime, quei groppetti che ti stringono lo stomaco e che a volte vengono liberati da una risata. Questo è avvenuto con My Brilliant Life di E J-yong, che è stato bravo a non scadere mai nella retorica del dolore visto che parlava di morte, di famiglia, di amore genitoriale e di buoni sentimenti. Alla fine risulta tutto perfetto, dalla regia alla fotografia, dalla sceneggiatura alla prova attoriale del giovane protagonista, e solo in pochi all’uscita si sono dilungati in sciocche puttanate autoreferenziali d’essai confortati dalla loro finta conoscenza belatarriana: non puoi fare così se hai gli occhi rossi e la morosa attaccata al braccio che ti guarda come un bambino guarda una clementina a Natale. La chiosa finale è per Port of Call di Philip Yung, da Hong Kong. Un noir vero, piuttosto di nicchia, con un retrogusto godardiano intenso, dove i sottintesi alimentano misteri più freudiani che autenticamente gialli. Un’edizione, questa diciassettesima del Feff, molto buona, superiore – per quel che ne capisco io – alle ultime due; e comunque chissenefrega, a me è piaciuta. Solo un appunto allo staff organizzativo: create uno spazio con un rogo eterno e un frustatore professionista nel patio per gli uhuhpeople, credo meritino una giusta fine.

Massimiliano Deliso, Cormòns, Gorizia, 21 agosto 1967. Scrittore incompiuto a livello mediatico, è stato blogger con Il Teatro Invisibile di Mr. Potter dove intratteneva gli astanti con delle storie corte. Scrive per il quindicinale Panorama (HR), dove si occupa di Cinema, Teatro e Musica. Conduce la trasmissione radiofonica I Fratelli Lugosi per Radio Onde Furlane, dove svolge anche il ruolo di critico cinematografico. Scrive racconti brevi che vengono spesso letti in pubblico da giovani attori presi a caso per strada, riscuotendo un grande successo di pubblico e critica. A volte ci sono anche delle donne.

3 Comments

  1. Erasmo says:

    Certamente da lì stanno arrivando grosse novità, non stilistiche e non assolute, ma il terreno è molto fertile rispetto ai nostri discreti impoverimenti!

  2. Maria Cristina says:

    Quoto, scrivo e sottoscrivo. Specie la stoccata ai critici d’essai. E la riflessione su “My Brilliant Life”.

  3. Giorgio Placereani says:

    A me non danno fastidio gli uhuhpeople ma quei XXXXXX che si accendono lo smartphone durante le proiezioni scagliandoti un colpo di lightsabre di luce in faccia mentre tu – giustamente – sei concentrato nel film. Un giorno ne ucciderò uno. Mi porteraui le arance in carcere?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

adidas yeezy boost 350 turtle dove transcends sneakers adidas yeezy 350 boost turtle dove restock re release adidas yeezy 350 boost black release date yeezy 350 boost low yeezy boost 350 pirate black yeezy boost 350 low adidas yeezy boost 350 v2 black white yeezy boost 350 moonrock adidas yeezy 350 boost moonrock release date moonrock yeezy 350 boost legit real fake on foot look adidas yeezy boost 350 oxford tan adidas yeezy boost 350 v2 zebra another look adidas yeezy boost 350 oxford tan even more images yeezy 350 moonrock release date adidas yeezy 350 boost black adidas yeezy 350 boost low heres where you can cop the black adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost 10 reasons why the adidas yeezy 350 boost will sell out instantly