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Jurassic World

sabato 13 Giugno, 2015 | di Gabriele Baldaccini
Jurassic World
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SPECIALE DINOSAURI AL CINEMA
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La filosofia che regola il nuovo, tanto atteso, film “giurassico” sembra essere quella del “the bigger the better”. No, anzi, non ci sono proprio dubbi. Già il titolo lo stampa a chiare lettere: Jurassic World al posto del più infimo e “casalingo” Jurassic Park. Tutto quello che vi è contenuto, in questo nuovo “mondo giurassico”, tende quindi a voler fare di ogni cosa qualcosa di “più grande” rispetto a quello che ci veniva mostrato nel primo capitolo.

Tutto più grande, dicevamo: lo è quella che dovrebbe essere la principale attrazione del nuovo parco, l’Indominus Rex, una specie di T-Rex OGM; lo sono i protagonisti Owen Grady e Claire Dearing, fisicamente ben più prestanti  in confronto ai due “smilzi” paleontologi Alan Grant e Ellie Sattler; lo è – ça va sans dire – lo stesso parco, più grande, più efficiente, più tecnologico. Nonostante questo, le cose non andranno tanto meglio di quanto andarono in passato.mediacritica_jurassic_world_290 Chi però si attende un film becero e muscolare è (per fortuna) sulla falsa strada. In un certo qual modo, infatti, pare essere il senso dell’equilibrio a salvare Jurassic World. Non si tenta insomma di strafare su nessun piano e questa pare essere la qualità maggiore di un film che vuole, comunque sia, raccontare un mondo che è in maniera naturale metafora di quello che siamo costretti a vivere ogni giorno, popolato da personaggi pieni di sé che fanno i propri interessi senza preoccuparsi minimamente delle possibili conseguenze (il genista Henry Wu e il tronfio Vic Hoskins), da onesti cittadini che al contrario credono di poter cambiare in qualche modo le cose (Owen e Claire) e da altrettanti perbene che però non si pongono nessuna domanda al riguardo e fanno quel che fanno per tirare nel migliore dei modi la carretta (tutti quelli che lavorano per il parco). L’Indominus Rex diventa allora il simbolo di tutto quello che temiamo, di quello che può sfuggirci al controllo; assolutizzando, la rappresentazione del caso. È vero, non sono cose nuove, ma almeno – per essere l’ennesimo blockbuster su un argomento trito e ritrito – ci vengono poste con una certa dignità. Riassumendo ulteriormente (in particolare per chi non ha voglia di leggere tutto quello che ho scritto sopra), cosa ci dice il nuovo film di Trevorrow? Ci dice che (e ce lo potevamo anche immaginare) chi troppo vuole nulla stringe, che la natura, alla fine, qualsiasi cosa all’essere umano salti in testa di fare, ristabilirà il suo equilibrio iniziale e che i velociraptor, molto probabilmente, potrebbero essere i migliori amici dell’uomo. Se l’avessimo scoperto prima…
P.S. – Date un’occhiata al sito ufficiale del film perché è un vero spasso.

Jurassic World [id., USA 2015] REGIA Colin Trevorrow.
CAST Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Vincent D’Onofrio, Ty Simpkins, Irrfan Khan.
SCENEGGIATURA Colin Trevorrow, Derek Connolly. FOTOGRAFIA John Schwartzman. MUSICHE Michael Giacchino.
Fantascienza/Avventura, durata 124 minuti.

One Comment

  1. Vins says:

    Io l’ho trovato godibile sotto tutti i punti di vista: dalla CGI alla motion capture, dalla filosofia pseudo evoluzionistica alle riflessioni sulle infestazioni genetiche. Certo, non c’è nulla della suspense spielberghiana e men che meno delle sue scene madri da incorniciare, ma rimane un buon prodotto che dispiega il senso (tutto post-moderno) dell’iter che conduce dalla meraviglia all’orrore.

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