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A Bigger Splash

martedì 8 Settembre, 2015 | di Juri Saitta
A Bigger Splash
Festival
5
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Voto autore:

72a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, 2-12 settembre 2015, Lido di Venezia

IN CONCORSO
Guadagnino senza pretese
Paul e Marianne sono due compagni che stanno passando tranquillamente la propria vacanza estiva nella loro villa di Pantelleria, in Sicilia, tra gite in macchina, tuffi in piscina e riposi al sole. La loro quotidianità oziosa e placida verrà però sconvolta dall’arrivo di Harry (ex di Marianne e amico di Paul) e di sua figlia Penelope, i quali daranno vita a un intreccio sentimentale che rischierà di rompere gli equilibri della coppia.

Guadagnino è un autore che può risultare tanto affascinante quanto irritante soprattutto per il suo estetismo spesso eccessivo e ostentato, evidente in una regia tendenzialmente barocca che a volte fa un uso gratuitamente particolare della cinepresa, delle luci e del montaggio. Tutte caratteristiche che si possono riscontrare almeno in parte anche nel suo ultimo film: A Bigger Splash, libero remake de La piscina (1968) di Jacques Deray.mediacritica_a_bigger_splash_290 In realtà, l’opera risulta piuttosto distante da Io sono l’amore (2009) − il film che ha rivelato Guadagnino sia in Italia che all’estero −, soprattutto perché meno autoriale e ambiziosa, sia sul piano dei contenuti sia su quello dei riferimenti culturali e cinematografici. Anche la regia è più sottesa e meno invadente, in quanto non si “perde” quasi mai in digressioni contemplative ed estetiche, ma sembra invece più impegnata a seguire con vitalità e con un certo umorismo le vicende dei quattro protagonisti, la cui psicologia è peraltro poco approfondita. Ma anche se A Bigger Splash è un lavoro meno intellettuale e personale rispetto al precedente, il “tocco” di Guadagnino resta e si fa sentire, con tutti i suoi elementi più riconoscibili e irritanti, come le inquadrature patinate e quasi pubblicitarie e i veloci nodi di montaggio poco motivati sia dal punto di vista narrativo che semantico. E una volta tolte ambizioni e profondità, rischia di rimanere soltanto l’estetismo del cineasta, questa volta solo più “addomesticato” e meno invasivo. Caratteristiche che, insieme a un dialogo gratuito e superficiale sui migranti, farebbero dell’ultima fatica di Guadagnino un’opera poco riuscita e a tratti persino fastidiosa, se non fosse per un meccanismo che, nel complesso, funziona. Infatti, l’opera scorre bene e senza fatica, grazie a un ritmo brioso ma non frenetico, a un buon utilizzo dei brani musicali e a un’ironia costante, forse utile anche a sottolineare l’approccio “disimpegnato” e poco serioso dell’autore. Dunque, tenendo conto delle intenzioni non particolarmente “alte” del regista, A Bigger Splash può essere considerato un film piuttosto riuscito, talvolta forse irritante, ma comunque efficace.

A Bigger Splash [Italia 2015] REGIA Luca Guadagnino.
CAST Tilda Swinton, Ralph Fiennes, Matthias Schoenaerts, Dakota Johnson, Corrado Guzzanti.
SCENEGGIATURA David Kajganich. FOTOGRAFIA Yorick Le Saux. MUSICHE Antonio Carlos Jobim, Giacinto Scelsi, John Adams, Popol Vuh.
Drammatico/Thriller/Commedia, durata 120 minuti.

5 Comments

  1. Gianduia says:

    è un film discontinuo, ma anche più profondo di quanto possa sembrare nell’immediato. Interessante l’uso che fa dei migranti: semplice sfondo per sottolineare l’indifferenza verso ciò che li circonda dei protagonisti,acquistano un valore narrativo solo nel finale, quando “servono” ai protagonisti.

  2. David says:

    Filmetto davvero imbarazzante. Se questa è l’Italia da Festival…poveri noi

  3. victia says:

    Da tutto il dibattito critico che è emerso negli ultimi giorni non ho ancora capito se mi sono persa una cagata mondiale o il film del secolo…

  4. Pingback: Un canto d'amore investe il presente - Mediacritica – Un progetto di critica cinematografica

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