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Guerre stellari (1977)

sabato 19 dicembre, 2015 | di Juri Saitta
Guerre stellari (1977)
Speciale
11
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Voto autore:

SPECIALE STAR WARS
“Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…”
Con il rischio di scontentare i fan di George Lucas, confesso che né il primo Guerre stellari né il resto della saga mi hanno mai appassionato né hanno fatto parte delle mie ossessioni infantili. Anzi, c’è una parte di me che considera Star Wars poco più di un circo rumoroso e a tratti un po’ stancante perché troppo carico di personaggi, combattimenti ed effetti speciali. Uno spettacolo in cui c’è tutto e il suo contrario, prolisso nel racconto e bulimico nel suo insieme.

Ciononostante, devo riconoscere il valore storico e la creatività appartenenti almeno all’opera del 1977. Guerre stellari costituisce in primis un capitolo importante della Storia del Cinema, soprattutto perché – sviluppando la linea cominciata due anni prima da Lo squalo (che inaugurò il concetto di blockbuster) –, ha contribuito a cambiare la produzione e la distribuzione di Hollywood, prestando molta attenzione alla promozione e allo sfruttamento del merchandising.mediacritica_guerre_stellari_1977_290 Inoltre, va riconosciuto a Lucas il merito di aver creato quasi dal nulla un universo nuovo, diverso dal nostro ma che possiamo riconoscere grazie ai molteplici riferimenti storici e culturali da cui è composto: qui si passa da Flash Gordon al western fordiano, da Kurosawa al Metropolis di Lang, dalle bische clandestine alla Germania nazista. Il tutto unito e narrato con il gusto epico dell’avventura, spirito cameratesco, filosofia orientaleggiante e una certa dose di umorismo. Ma soprattutto Guerre stellari ha voluto creare una sorta di nuova mitologia, che andasse al di là del tempo e dello spazio. Infatti, la vicenda narrata ha tempi e luoghi autonomi, che non fanno direttamente riferimento alla nostra cronologia storica, rispetto alla quale risultano invece indefiniti e quasi sospesi. In tale direzione non è un caso che la pellicola cominci senza indicare una data precisa, ma con la scritta “Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana”, in quello che è un esordio più simile a una fiaba che a un film fantascientifico. Questo non solo facilita il mix di culture e riferimenti prima descritto, ma soprattutto permette che i protagonisti diventino degli archetipi rappresentativi d’idee e psicologie più astratte e generali con le quali possiamo identificarci. Se Luke Skywalker è il ragazzo che è in noi con la sua ingenuità ma anche con la sua forza e il suo idealismo, Han Solo è la nostra parte più egoista e cinica, mentre Darth Vader è il bene che diventa male supremo e quasi invincibile. Tutti elementi – la miscellanea e il Mito – che ci rendono la galassia di Guerre stellari allo stesso tempo molto lontana e molto vicina, in quella che forse è la ragione principale del suo successo, magari non pienamente condivisibile, ma comunque innegabile.

Guerre stellari [Star Wars, USA 1977] REGIA George Lucas.
CAST Mark Hamill, Harrison Ford, Carrie Fisher, Peter Cushing, Alec Guinness.
SCENEGGIATURA George Lucas. FOTOGRAFIA Gilbert Taylor. MUSICHE John Williams.
Fantascienza, durata 125 minuti.

Guerre stellari (1977)
3.9 29 77.93%

11 Comments

  1. Vins says:

    3 stelle??!!

    • Juri S. says:

      Gli ho dato tre stelle perché, pur riconoscendo il suo valore storico e alcune sue qualità, non riesco a trovarlo un capolavoro né un grandissimo film, a causa di un racconto prolisso e di una certa bulimia complessiva. Questo almeno è il mio giudizio.

  2. Frances says:

    Giudizio un po’ severo, ma condivido le argomentazioni dell’articolo. Il problema con i film/saga di (e alla) Star Wars è che il giudizio collettivo (specie sui primi 3 film della serie) è tendenzialmente acritico e molto “da fan”, cioè puramente emotivo. I capolavori della fantascienza sono altri.
    Per quanto mi riguarda li ho trovati degli ottimi film di intrattenimento, non di più (non che sia poco ben inteso!). Con eccezioni sulla trilogia “nuova”: “La minaccia fantasma”, piuttosto debole; e “La vendetta dei Sith”, il più adulto, pessimista, tragico e politico.

    • Vins says:

      Alla fine, certo, è questione di gusti. Star Wars, però, lo si rilegge oggi in qualità di fenomeno (cinematografico, sociologico, antropologico ecc ecc) storicizzato e ammantato di luce mistica, per questo mi ha stupito il voto dato :)
      Io sono cresciuto a pane e battaglie galattiche e non faccio testo, sarò sempre poco obiettivo, ma credo sia impossibile estrapolare una critica che prescinda dal retroterra mitologico della saga…Si tratta di un fenomeno sociale più che di un film e dalla saga discende un vastissimo immaginario fantascientifico e non che non può essere ignorato. Cioè, vada per il 3 come gusto personale, condivisibile o meno, ma dal 4 in su per tutto ciò che significano le due parole “Star” e “Wars” :) Per quanto mi riguarda è un capolavoro che attraversa mille generi cinematografici, modellato sugli illustri esempi dei miti di fondazione e sulle leggende epiche medievali. C’è un universo all’interno di Star Wars. Poi, vabbè, io sono di parte eheheh

      • Wilder '87 says:

        Secondo me dipende anche da come si vuole impostare l’articolo. Io ho cercato di descrivere brevemente l’importanza storica che ha il film senza traslaciare però la mia opinione personale sull’opera in sé, che a parer mio ha più di un difetto.
        Le tre stelle vogliono essere quindi una sintesi tra il riconoscimento del fenomeno (cinematografico, sociologico, ecc.) e il giudizio personale sul film, che ho voluto inserire per non rischiare di scrivere un pezzo troppo “celebrativo”.

      • Frances says:

        Ecco finché si parla di fenomeno che va storicizzato, d’accordissimo, i problemi sorgono su “ammantato di luce mistica”. Ecco a me le luci mistiche stanno sulle palle (in generale!). Detto ciò se proprio se ne deve parlare, va benissimo in una conversazione davanti a una birra o sentendo in loop la colonna sonora di John Williams (quella sì, capolavoro), ma non quando si scrive un articolo critico, a meno di non volersi dare all’agiografia…

        • Vins says:

          Anche l’agiografia (che non ha nulla a che vedere con la santificazione dogmatica) fa parte della storicizzazione del fenomeno e della creazione di un immaginario collettivo. Secondo me ha molto senso parlarne in una recensione critica proprio perché lo si analizza oggi, nel 2015, alla luce di quello che è stato e di quello che continua ad essere, cioè un fenomeno massivo e totalizzante…Ma sono opinioni, ognuno ha la sua. Io, come ho detto prima, sono poco obiettivo :)

  3. Fra X says:

    Fu una saga che scoprii in TV per caso come succedeva con altri film. Prima il 5, poi il 6 e quindi il 4. Ormai altri tempi! Erano solo 3 (adesso fanno pure gli spin-off!) e non c’ era l’ amplificazione del web. Ancora oggi mantiene una freschezza che solo i classici hanno!

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