adidas nmd city sock adidas nmd city sock adidas nmd city sock gum pack release date info adidas NMD R1 Trail adidas nmd city sock gum soles adidas nmd city sock gum pack adidas nmd city sock nmd city sock primeknit core blacklush blue adidas nmd city sock black gum where to buy adidas nmd city sock winter wool adidas nmd city sock primeknit s79150 core black adidas nmd city sock core black adidas nmd primeknit city sock black adidas nmd city sock core black lush blue release date adidas NMD R1 PK adidas nmd chukka receives og colorway NMD City Sock PK adidas nmd chukka 2 adidas NMD R1 Triple Black comparing og adidas nmd r1 nmd chukka

In questo numero

Aspettando Gasparri

sabato 30 gennaio, 2016 | di Vanni Veronesi
Aspettando Gasparri
Editoriale
0
Facebooktwittergoogle_plusmail

Si inizia presto: superate le 8, quando buona parte degli Italiani ha già bevuto il provvidenziale caffè, le torrenziali rassegne stampa e le notizie a rotazione cedono il passo ai primi dibattiti politici. La prima sfida è fra Agorà su Rai3 e Omnibus su La7: due ore in cui si rimasticano gli eventi della giornata precedente, essendo ancora presto per avere nel piatto delle novità.

Il sonno del mattino non di rado si manifesta in quello della ragione, che notoriamente genera mostri: è proprio questo, infatti, il momento in cui i freni inibitori non sono ancora tirati e i nostri onorevoli danno il peggio (anzi, il meglio, perché sono più sinceri). Sul palcoscenico si alternano le maschere della nuova Commedia dell’arte: la Renziana ottimista, il Leghista dantescamente «tristo», il giornalista polemico del Fatto Quotidiano e un generico “cattolico” (indifferente la sua collocazione parlamentare) assoldato per ricordarci che moriremo tutti democristiani. Sullo sfondo si agitano i personaggi secondari: il Grillino finalmente a suo agio nei salotti tv, Quello-di-sinistra-che-non-sta-con-Renzi e il Berlusconiano eterno che resiste come il soldato giapponese vent’anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.
Passate le 10, la Sacra Rappresentazione si trasferisce tutta su La7, grazie a Coffee Break e L’aria che tira: arrivano i primi fatti della giornata, che comunque sono identici a quelli del giorno prima, per altro uguali a quelli della settimana precedente, ma a dire il vero simili a quelli di un anno fa, comunque analoghi a quelli del decennio scorso, molti dei quali già ampiamente discussi negli anni Novanta, certi anche da prima. Ed ecco che nel 2016, tramontata l’età dell’oro in cui era sufficiente dire «Berlusconi» per creare un programma, eclissata l’effimera stagione dei tecnici in cui tutti sembravano improvvisamente laureati in economia, la tv italiana è tornata nel solco della tradizione, riuscendo ancora a creare dei talk in merito al Ponte sullo Stretto, l’articolo 18, le tangenti, l’alta velocità.
Valicati i telegiornali della fascia prandiale, è sempre La7 a raccontare la stessa politica di un’ora prima con Tagadà. All’ora della merenda tutto si ferma, ma il Palazzo non può certo tacere per colpa del palinsesto e dunque si trasferisce sui social, in una sfida a colpi di 140 caratteri, hasthag e like perfettamente in linea con la riduzione a slogan di tutti i contenuti. Si affilano così le armi per la sera, quando a Otto e mezzo Lilli Gruber riesce a impostare una discussione finalmente precisa e circostanziata, grazie anche al Punto di Paolo Pagliaro e a una scelta più oculata degli ospiti. Finché, dopo le 21, da Rai2 a La7 arrivano i cloni dei programmi che Michele Santoro faceva cinque, dieci, quindici, venti anni fa (mentre l’originale, intelligentemente, si è ritirato dall’agone in attesa di reinventarsi ancora una volta): Ballarò e DiMartedì indovinate quando, La Gabbia il mercoledì, Virus e Piazzapulita il giovedì. Come al solito va in scena il teatro latino di Plauto: l’intreccio è sempre lo stesso, i tipi umani anche, a cambiare sono unicamente i nomi dei personaggi, spesso identici a quelli della prima mattina, di metà mattina, della tarda mattinata e del primo pomeriggio. Fra un «posso finire?» e «non interrompermi» si arriva alla seconda o anche terza serata, con il canale di Urbano Cairo ancora protagonista grazie a Bersaglio mobile di Enrico Mentana e alle repliche notturne dei talk politici diurni. E poi è di nuovo mattina e la giostra ritorna a girare. Mentre i giovani espatriano a migliaia da un Paese che non riescono più a comprendere, incapace di affrontare i problemi ma abilissimo a sezionarli in tv. Aspettando Gasparri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

adidas yeezy boost 350 turtle dove transcends sneakers adidas yeezy 350 boost turtle dove restock re release adidas yeezy 350 boost black release date yeezy 350 boost low yeezy boost 350 pirate black yeezy boost 350 low adidas yeezy boost 350 v2 black white yeezy boost 350 moonrock adidas yeezy 350 boost moonrock release date moonrock yeezy 350 boost legit real fake on foot look adidas yeezy boost 350 oxford tan adidas yeezy boost 350 v2 zebra another look adidas yeezy boost 350 oxford tan even more images yeezy 350 moonrock release date adidas yeezy 350 boost black adidas yeezy 350 boost low heres where you can cop the black adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost 10 reasons why the adidas yeezy 350 boost will sell out instantly