adidas nmd city sock adidas nmd city sock adidas nmd city sock gum pack release date info adidas NMD R1 Trail adidas nmd city sock gum soles adidas nmd city sock gum pack adidas nmd city sock nmd city sock primeknit core blacklush blue adidas nmd city sock black gum where to buy adidas nmd city sock winter wool adidas nmd city sock primeknit s79150 core black adidas nmd city sock core black adidas nmd primeknit city sock black adidas nmd city sock core black lush blue release date adidas NMD R1 PK adidas nmd chukka receives og colorway NMD City Sock PK adidas nmd chukka 2 adidas NMD R1 Triple Black comparing og adidas nmd r1 nmd chukka

Questa settimana

La ragazza senza nome

sabato 29 ottobre, 2016 | di Erasmo De Meo
La ragazza senza nome
In sala
2
Facebooktwittergoogle_plusmail
Voto autore:

Indagare senza emozioni
Dagli occhi della dottoressa Jenny Davin raramente trapelano emozioni, fa parte della sua etica lavorativa: se un medico provasse empatia per un paziente la sua diagnosi non sarebbe oggettiva. È per questo motivo che, cercando di trasmettere questo principio al suo stagista Julien, quando una donna suona al campanello un’ora dopo la chiusura dell’ambulatorio Jenny non apre, mostrandosi rigida, forse eccessivamente, ma convinta della sua posizione.

Quella sera stessa viene accolta tra molti elogi in un equipe medica in cui sta per entrare, dando una svolta alla sua carriera che si preannuncia piena di successi. Ma proprio quando sta per mettere piede su un gradino più alto della sua vita, ecco che il mattino seguente la polizia le chiede di avere le immagini della sua telecamera di sicurezza.  mediacritica_la_ragazza_senza_nome_290Una donna è stata trovata morta vicino il suo studio, proprio quella donna che aveva suonato al citofono una volta sola, non per poca urgenza come aveva supposto Jenny, ma per troppa, essendo inseguita. Il volto spaventato della donna, registrato dalla telecamera viene mostrato ovunque, ma nessuno sembra riconoscerla e nessuno denuncia l’accaduto o ne reclama la scomparsa. L’apparente insolvibilità del mistero sconvolge Jenny, che ne fa una questione personale: se avesse aperto la donna sarebbe ancora viva. Come una voce nel deserto prova con caparbia a darle un nome ed una degna sepoltura, tentandovi apparentemente anche più di quanto non lo stia facendo la polizia. Jenny andrà tanto a fondo da scoperchiare una lunga serie di intrecci, di silenzi forzati, vergogne private, disagi indicibili e invisibili sofferenze. Col venire alla luce di questa trama i fratelli Dardenne svelano un Belgio periferico, disperato e quotidianamente nevrotico, con una capacità d’indagine asciutta, anti-empatica come la protagonista, dove la mancanza di un commento sonoro porta tutta l’attenzione ai suoni improvvisi, frammentati e inquieti della realtà, orchestrati ad arte nel montaggio. È un’indagine quindi non direttamente coinvolgente, La ragazza senza nome non è un thriller, ma una sua contaminazione, chiede allo spettatore di coinvolgersi esso stesso, di “auscultare” con attenzione e coscienza – gesto più volte ripetuto da Jenny – le discrepanze sociali che lentamente mostrano tutta la sua aridità. Ci interroga sulla nostra posizione, sul nostro ruolo in una società di senza nome, di sconosciuti con i quali interagiamo più di quanto crediamo possibile, è un film bressoniano nella forma e, pur non avendone la potenza, nella sostanza. Resterà un ritratto minore nella galleria femminile dei Dardenne, ma merita di essere rivisto e assimilato.

La ragazza senza nome [La fille inconnue, Belgio 2016] REGIA Jean-Pierre e Luc Dardenne.
CAST Adèle Haenel, Olivier Bonnaud, Jérémie Renier, Louka Minnella.
SCENEGGIATURA Jean-Pierre e Luc Dardenne. FOTOGRAFIA Alain Marcoen.
Drammatico, durata 113 minuti.

La ragazza senza nome
3.67 6 73.33%

2 Comments

  1. Spencer says:

    Visto ieri. Magari non sarà il migliore film dei Dardenne, ma complessivamente mi è piaciuto. Secondo me Jenny è un personaggio interessante, anche perché la sua assenza di empatia è solo apparente, è solo una maschera che gradualmente viene tolta dagli accadimenti che si susseguono durante la narrazione.

    • Erasmo says:

      Sì, infatti la bellezza sta proprio in questo inganno/forzatura: una maschera (che per me resta anche nel procedere del film) che nasconde una persona attenta, appassionata e per nulla indifferente a ciò che la circonda. Anche nei momenti in cui dovrebbe mostrare spavento, come nelle due tentate aggressioni in auto e in ambulatorio, lei resta sempre con la situazione sotto controllo, come se, grazie alla sua capacità di entrare in contatto con chi gli sta di fronte, già conoscesse le mosse degli aggressori e queste non la colgano impreparata.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

adidas yeezy boost 350 turtle dove transcends sneakers adidas yeezy 350 boost turtle dove restock re release adidas yeezy 350 boost black release date yeezy 350 boost low yeezy boost 350 pirate black yeezy boost 350 low adidas yeezy boost 350 v2 black white yeezy boost 350 moonrock adidas yeezy 350 boost moonrock release date moonrock yeezy 350 boost legit real fake on foot look adidas yeezy boost 350 oxford tan adidas yeezy boost 350 v2 zebra another look adidas yeezy boost 350 oxford tan even more images yeezy 350 moonrock release date adidas yeezy 350 boost black adidas yeezy 350 boost low heres where you can cop the black adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost 10 reasons why the adidas yeezy 350 boost will sell out instantly