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Lion – La strada verso casa

sabato 24 Dicembre, 2016 | di Andrea Moschioni Fioretti
Lion – La strada verso casa
In sala
5
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Voto autore:

Un bravo leone
Lion – La strada verso casa è il classico film che intenerisce i cuori dell’Academy, e di sicuro sarà protagonista alla prossima edizione degli Oscar, anche con merito e non solo per una questione di produzione o tematica.

Garth Davis, al suo primo lungometraggio, dimostra mestiere soprattutto nella netta divisione del film: una prima parte più libera e attenta ai dettagli e una seconda più “canonica” e interiore. Lion racconta la storia di Saroo, un bambino che si perde nell’India più remota e che, dopo aver passato molte peripezie, verrà adottato da una famiglia australiana. Ma una volta cresciuto il passato riemerge…mediacritica_lion_290 Tratto da una storia vera, chiaramente romanzata per il cinema, Lion è lo spunto per sviluppare numerose tematiche, una su tutte la potenza e l’utilità di internet. La Rete supera la sua propensione di minaccia alla vita di tutti i giorni e diventa l’unico strumento utile a Saroo per fare finalmente i conti con il suo passato. Attraverso Google Earth, dopo uno studio approfondito e maniacale, il ragazzo ritroverà le sue origini con una “facilità” che solo la nostra società permette. Quindi rispetto alle ultime pellicole viste al cinema, su tutti Snowden di Stone e Citizenfour che parlano dello stesso argomento, internet è visto come uno strumento positivo. La tecnologia a servizio dell’uomo moderno che con essa si apre all’esterno. Altro aspetto significativo, e parecchio contemporaneo in questi giorni confusi, è la voglia di riconoscersi con la quale sia il protagonista che i suoi genitori si devono continuamente confrontare, per sgomitare nel Mondo. L’uno alla ricerca delle sue radici, gli altri nella consapevolezza di “aiutare chi già è al mondo senza invece aggiungere altri uomini alla popolazione” non per egoismo ma per giustizia. Ritornando a Davis dispiace che non riesca a mantenere una forma autoriale risolta e scada nel cinema mainstream: i paesaggi e i volti, forse in parte stereotipati, delle sequenze ambientate in India vengono soppiantati dalla messa inscena patinata e da soap opera del Saroo adulto. C’è però da sottolineare l’ottima prova degli interpreti: da una parte la dimessa Rooney Mara e dall’altra la madre sofferta di Nicole Kidman (statuetta anche per lei?). Lion incolla alla poltrona, e quando sembra sfiorare i cliché del “biopic”, arrivano gli ultimi venti minuti che smuovono anche lo spettatore più cinico. La vita dimostra che per sopravvivere bisogna essere dei bravi leoni.

Lion – La strada verso casa [Lion, Australia/USA/Gran Bretagna 2016] REGIA Garth Davis.
CAST Dev Patel, Nicole Kidman, Rooney Mara, David Wenham, Sunny Pawar.
SCENEGGIATURA Luke Davies (tratta dal libro di memorie La lunga strada per tornare a casa di Saroo Brierley e Larry Buttrose). FOTOGRAFIA Greig Fraser. MUSICHE Volker Bertelmann, Dustin O’Halloran.
Drammatico, durata 129 minuti.

Lion – La strada verso casa
2.5 10 50%

5 Comments

  1. Anonimo says:

    Sembrerebbe,guardando il film,che Garth Davis dopoaver completato la prima parte dove racconta la storia del bambino smarrito a Calcutta con mano ferma e ritmo eccellente quanto angosciato, abbia dovuto prendere un aereo per prrcedente impegno ed obbligsto a lasciare la regia alla sua segretaria di produzione!! Non si spiega altrimenti il modo di raccontare cinematograficsmente la seconda parte del film. Temo perfino che Garth si sia portsto appresso l’unica copia edistente della sceneggiatura e ce il suo sostituto abbia dovuto improvvisare, presssto oltretutto dslla produzione, desiderosa di indurre gli spettatori ad un complice e remunerativa commozione natalizia.Peccato pel Garth che ha perduto una grande occasione per raggiungere l’en plein con la sua prima vera regia cinematografica.Nel caso che la mia strampalata ipotesi sia vertiera, il consiglio e’ quello di tornare a girare la seconda parte e guadagnarsi veramente i galloni di GRANDE REGISTA.þ

  2. Brics says:

    Davvero un’occasione buttata al vento

  3. Ornella Nalon says:

    In verità, io ho preferito la seconda parte. Anvedi!

  4. Pingback: La Top Ten Mediacritica 2016 - Mediacritica – Un progetto di critica cinematografica

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