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Dope – Follia e riscatto

sabato 7 gennaio, 2017 | di Erasmo De Meo
Dope – Follia e riscatto
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Uscire dallo schema
Dietro questo Dope – Follia e riscatto c’è una bella fetta, e tra le più gustose, del mondo black. Prodotto da Forest Whitaker e Pharrell Williams, che ha anche composto le canzoni originali tra cui la bellissima Can’t Bring Me Down, il film è ambientato nei bassifondi di Inglewood, California, che spopolano di facce note.

Ci sono Shameik Moore da The Get Down, Zoe, la figlia di Lenny Kravitz, il rapper A$AP Rocky e la modella di Victoria’s Secret Chanel Iman. Un cast iconico, che seleziona e attira a sé una parte di pubblico e che di certo ha avuto il suo peso nella ricezione critica e pubblica del film, ma non ingombrante ai fini del racconto che scorre piacevole e leggero non rinunciando alla sostanza. mediacritica_dope_290Quel che è certo è che Famujiwa firma il suo miglior film, dopo aver faticato a trovare la chiave giusta nei lavori precedenti, seppur guardassero nella stessa direzione, nel tentativo di raccontare con occhi nuovi la comunità afroamericana. Lo fa pescando nell’autobiografia: è cresciuto ad Inglewood come il protagonista Malcolm e come lui ha origini nigeriane e “nonostante” l’ambiente difficile e provinciale ha voluto puntare in alto ed entrare al college. Quel nonostante è la sostanza del film, che a voce lieve ma tenace, non esente da quell’odio “dove c’è casa” di cui parla Gil Scott-Heron nella colonna sonora, reclama una non-differenza tra bianchi e neri. Perché il voler andare ad Harvard è scontato per un bianco mentre ad un nero si chiedono motivazioni? Così chiude Malcolm la sua lettera di presentazione, quasi a voler dire che non ci sono possibilità per un ragazzo di colore se oltre ad essere intelligente e sveglio non hai anche la faccia tosta di non dare spiegazioni. Se non ci sono infatti differenze scientifiche tra un ragazzo bianco ed uno di colore, le differenze stanno purtroppo tutte nelle nostre categorie di lettura della realtà. Malcolm ce lo dimostra con l’ esempio di due studenti chiamati A e B corrispondenti, nella descrizione, al tipico schema “If you’re white you’re alright/if you’re brown stick around/but if you’re black, oh brother, get back, get back, get back [Se sei bianco sei a posto/se sei mulatto tieniti alla larga/ma se sei nero, fratello, scappa via]”, come cantava Big Bill Broonzy così tanti anni fa da far vergognare per i risultati tanto scarsi delle politiche egualitarie. Non sappiamo come sia andata per Famujiwa, ma Malcolm, per conquistarsi libertà ed emancipazione, per farsi riconoscere come studente A, ha dovuto prima identificarsi nello studente B, partendo dal bravo ragazzo geek e finendo con lo spaccio di droga e le minacce a mano armata. Così se da un lato Dope vuole abbattere barriere dall’altro ritiene inevitabile che per essere abbattute queste ci siano: il cast all-black lo rende evidente, quasi lapalissiano.

Dope – Follia e riscatto [Dope, USA 2015] REGIA Rick Famujiwa.
CAST Shameik Moore, Tony Revolori, Kiersey Clemons, Zoe Kravitz.
SCENEGGIATURA Rick Famujiwa. FOTOGRAFIA Rachel Morrison. MUSICHE Pharrell Williams, Germaine Franco.
Commedia, durata 103 minuti.

Dope – Follia e riscatto
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