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The Founder

sabato 14 gennaio, 2017 | di Juri Saitta
The Founder
Speciale
7
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Voto autore:

SPECIALE CINEMA LOBBISTA
Dollari e hamburger
Dopo il Walt Disney di Saving Mr. Banks, il regista statunitense John Lee Hancock torna con The Founder a descrivere un altro grande capitalista americano: il fondatore della McDonald’s Ray Kroc.

E mentre il titolo precedente si concentrava sulla dialettica tra due modi di narrare (quello di Disney e quello dell’autrice di Mary Poppins P.L. Travers), l’opera in questione è incentrata sullo scontro tra due tipi di capitalismo. Infatti, il film – raccontando come negli anni ’50 e ’60 il venditore di frullatori Ray Kroc riuscì a fare del piccolo mediacritica_the_founder_290ma innovativo fast food dei fratelli McDonald’s una grande multinazionale – mostra due modelli imprenditoriali (quasi) agli antipodi: quello familiare dei McDonald’s e quello rapace del protagonista. Se il primo – pur inserendosi nell’ottica individualista del self made man e mirando al massimo del guadagno possibile – non supera mai certi limiti etici anche a costo di non espandere i propri affari, il secondo è invece molto più aggressivo e vorace, pronto a tutto pur di aumentare il profitto. Due “culture” diverse ma comunque legate, in quanto la seconda è, in fondo, la figlia degenere della prima. Infatti, l’economia lobbista di Kroc parte dagli stessi valori del modello seguito dai McDonald’s, ma li modifica e li distorce, trasformando per esempio l’intraprendenza in rapacità e il senso della famiglia in un vuoto slogan pubblicitario. Tutto ciò viene descritto dall’autore con una regia invisibile, impegnata soprattutto a seguire con fluidità la narrazione e a lasciare spazio alla buona e un po’ gigiona interpretazione di Michael Keaton, in quelle che sono scelte formali tradizionali e “corrette”, ma a tratti un po’ anonime e convenzionali. Caratteristiche che non impediscono però a The Founder di essere un’opera superiore alla media, in quanto sottilmente critica e a tratti persino ambigua nei confronti della materia trattata. Merito soprattutto della sceneggiatura, che da un lato ci fa ammirare il protagonista per la sua determinazione e la sua brillante dialettica da affabulatore, mentre dall’altro sottolinea il suo cinismo e la sua ferocia, mostrandoci con ironia quanto i valori di collaborazione sbandierati altro non sono che delle fragili coperture che nascondono il suo unico e vero credo: il dollaro. E come viene efficacemente suggerito in un dialogo iniziale, lo stesso logo della McDonald’s non sarà il simbolo della famiglia tanto annunciato negli spot, ma piuttosto quello più taciuto ma più reale dell’arrembante capitalismo nordamericano. Una serie di sottotesti che rendono quello di Hancock un lavoro acuto e abbastanza stratificato che – dietro la sua convenzionalità formale – cela un notevole spirito critico e dissacrante.

The Founder [id., USA 2016] REGIA John Lee Hancock.
CAST Michael Keaton, Nick Offerman, Laura Dern, Linda Cardelini, Patrick Wilson.
SCENEGGIATURA Robert D. Siegel. FOTOGRAFIA John Schwartzman. MUSICHE Carter Burwell.
Commedia/Biografico, durata 115 minuti.

The Founder
3 10 60%

7 Comments

  1. Uvo says:

    a me ha fatto venire solo voglia di un Quarter Pounder Deluxe con patatine. E soprattutto del Sunday al fiordilatte, lo preferisco alle migliori gelaterie italiane!

  2. Lino says:

    Saving Mr. Banks era retorico… questo di più

  3. Sensei says:

    Retorico per nulla! E’ un ritratto molto lucido, onesto e anche critico. Assume il punto di vista del protagonista, ma raccontandolo con la “giusta distanza”, in modo piuttosto critico alla fine.
    L’ho trovato un film equilibrato e meno banale nel contenuto di quanto non sia nello stile (comunque ineccepibile).

    • Juri S. says:

      Sono d’accordo, non l’ho trovato affatto retorico! Casomai lo sono i discorsi del protagonista, che però sono evidentemente mirati a convincere i propri clienti e/o i propri potenziali soci, quindi quella di Kroc è una retorica voluta e studiata a tavolino.

  4. Luca says:

    Bell’articolo Juri, condivido in pieno.

  5. Edop says:

    Recuperato! concordo con la recensione. In particolare sul discorso dello scontro tra i due tipi di capitalismo, che secondo me è il punto di forza del film, rendendolo sottilmente ambiguo

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