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La La Land

sabato 28 gennaio, 2017 | di Andrea Moschioni Fioretti
La La Land
Speciale
2
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Voto autore:

SPECIALE HOLLYWOOD MUSICAL
Brindiamo ai sognatori
Per fortuna che c’è Damien Chazelle che con il suo cinema ci dimostra che si può ancora sognare – certo impegnandosi con dedizione – e raggiungere i nostri scopi. Un cinema “antico”, assoluto nella sua messa in scena “maniacale”, ma anche avanguardistico: La La Land ne è un esempio completo.

Quello che sarà, salvo sorprese, il trionfatore ai prossimi premi Oscar, è un bignami per chi ancora crede ai sogni: il film pensato da anni e finalmente realizzato, due interpreti che si stanno riscattando ricevendo premi su premi, un possibile ritorno ai fasti del passato per l’industria cinematografica americana, un invito a vivere la vita con più leggerezza.mediacritica_la_la_land_290_bis La La Land è un musical quasi atipico, in cui la bulimia dei pezzi musicali non stona con il resto del film, riuscendo a catturare anche lo spettatore meno predisposto, e se inizialmente la trama sembra essere il classico pretesto, nel finale raggiunge una suo autonomo significato. Se si scava sotto la storia d’amore tra Mia e Sebastian, emerge una critica al sistema dello spettacolo pronto a divorarti e soprattutto, una volta entratoci, a cambiarti, come dimostrano gli ultimi venti minuti del film. E da questo si può ripartire per analizzare il lavoro di Chazelle che, come scritto da tutti in questi giorni, è un omaggio sì a tutto il cinema classico dei tanti Minnelli, Donen e Fosse, ma anche alle storie melanconiche di Allen. Come ad esempio Io e Annie in cui, come qua, la città è antagonista alle vicende e fa da sfondo ai turbamenti amorosi ed esistenziali dei personaggi. E come non pensare al recente Café Society sia per la fotografia coloratissima e le ambientazioni, che seppur di epoche diverse, richiamano un certo stile vintage; e i protagonisti che fanno quasi gli stessi mestieri, e sono destinati ad un finale analogo sottolineato da affini sguardi prima delle parole The End? Due registi apparentemente agli antipodi, ma che dialogano tra loro con un’ideale pessimismo amoroso, sincero e per questo molto verosimile. La La Land è un gran film anche per questo: perché sa giocare con la “banalità” ampliandone i connotati nel momento esatto in cui i sogni si tramutano in qualcosa di difficile da governare. E allora non resta che esprimersi con una canzone e un tip tap, alla luce dei fari della notte, e tutto sembra più facile. Gosling e la Stone ormai nell’olimpo delle coppie cinematografiche classiche, Chazelle un maestro furbo ma sincero. Attendiamo il successo.

La La Land [id., USA 2016] REGIA Damien Chazelle.
CAST Emma Stone, Ryan Gosling, J.K. Simmons, Finn Wittrock, Sonoya Mizuno.
SCENEGGIATURA Damien Chazelle. FOTOGRAFIA Linus Sandgren. MUSICHE Justin Hurwitz.
Musical/Commedia/Drammatico, durata 127 minuti.

La La Land
3.69 13 73.85%

2 Comments

  1. Kubrick82 says:

    Un film che però, con tutte le sue “imperfezioni “, ti entra in testa…

  2. slapstick! says:

    Sì, penso sia proprio il sottofondo malinconico e amarognolo il punto di forza del film, quello che perlomeno non lo rende solo un gradevole omaggio ai musical che furono

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