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Un re allo sbando

sabato 11 febbraio, 2017 | di Juri Saitta
Un re allo sbando
Speciale Sovrani in Crisi
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SPECIALE SOVRANI IN CRISI
Il re che si fece uomo
Circa quattro anni dopo La quinta stagione, i registi belgi-statunitensi Peter Brosens e Jessica Woodworth tornano al cinema con Un re allo sbando, opera meno ermetica e intellettualistica della precedente ma altrettanto interessante e stratificata nei contenuti.

Come sottolineato da uno dei protagonisti, il film è un’ironica “Odissea moderna” su un sovrano che compie un viaggio travagliato per ritornare in Patria. Il protagonista è il re del Belgio Nicola III, che mentre è in Turchia per una visita istituzionale scopre che la Vallonia si è dichiarata indipendente. mediacritica_un_re_allo_sbando_290L’uomo deve così tornare nel suo Paese per gestire la situazione, ma sarà fermato da una tempesta solare che ha messo fuori uso aerei e cellulari. Per risolvere l’impasse, il monarca percorrerà una strada non autorizzata che lo porterà ad attraversare i Balcani insieme al suo staff e a un video-maker inglese che sta girando un documentario su di lui. Se l’indipendenza della Vallonia sembra una chiara allegoria satirica sui conflitti dell’Unione Europea (il Belgio, in quanto sede di molte istituzioni comunitarie, si fa riflesso dell’intera Europa e delle sue divisioni), la storia di Nicola III è quella di un re fuori luogo e fuori contesto. Un aspetto, quest’ultimo, che viene portato avanti fino alle sue estreme conseguenze, in quanto qui si vede un regnante trovarsi addirittura in mezzo alla campagna balcanica, tra camion fatiscenti e cecchini serbi: situazione che genera una dialettica tra un’ingessata aristocrazia e un “ruspante” mondo contadino, incontro/scontro che risulta il vero motore comico dell’opera. Un umorismo che serve anche ad accompagnare l’interessante percorso di formazione del protagonista, il quale – grazie a un’avventura che lo libera momentaneamente dalle sue vesti istituzionali – passa dall’essere una figurina manovrabile e senza personalità a un uomo maturo e (quasi) indipendente, finalmente consapevole del suo ruolo pubblico e della propria identità privata. Il tutto girato con la struttura del mockumentary, in quanto le immagini provengono dalla telecamera del (finto) videomaker inglese, che spesso le commenta con sarcasmo e ironia. Una scelta che dà forma anche a un sottotesto sul potere dell’immagine, e su quanto questa possa penetrare nelle vite delle persone, rivelare i lori lati più oscuri e incidere sul loro vissuto. Una riflessione laterale che emerge tanto tramite il linguaggio adottato quanto attraverso la storia del sovrano (e di un personaggio secondario). Questo in un’opera apparentemente semplice e volutamente sgangherata, la quale cela però una serie di riflessioni che la rendono assolutamente acuta e intelligente.

Un re allo sbando [King of the Belgians, Belgio/Olando/Bulgaria 2016] REGIA Peter Brosens, Jessica Woodworth.
CAST Peter van den Begin, Bruno Georis, Lucie Debay, Titus de Voogdt, Nina Nikolina.
SCENEGGIATURA Peter Brosens, Jessica Woodworth. FOTOGRAFIA Ton Peters MONTAGGIO David Verdurme.
Mockumentary/Commedia, durata 94 minuti.

Un re allo sbando
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2 Comments

  1. Edop says:

    Ha il ritmo un po’ incostante e qualche lungaggine di troppo, ma nel complesso è un’opera acuta, divertente e ricca di significati; merita di essere vista

    • Juri S. says:

      Sì, in linea di massima sono d’accordo con te! Forse nel complesso l’ho preferito anche a “La quinta stagione”.

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