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Special Exits

sabato 11 marzo, 2017 | di Edoardo Peretti
Special Exits
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Un’epopea quotidiana
Special Exits, l’esordio nella graphic novel di Joyce Farmer, storica protagonista del fumetto underground statunitense, è stato pubblicato nel 2011, sulla base di vicende autobiografiche dell’autrice; per fortuna da quest’anno anche il pubblico italiano ha la possibilità leggere quest’opera, che ha avuto l’endorsement, per esempio, di Robert Crumb.

È un’opera allo stesso tempo lieve come una carezza per come racconta, e dura come un pugno in faccia per quello che racconta; radicale nel non nascondere nulla e nel non tralasciare i particolari più sgradevoli, e dolce per l’atmosfera di serenità ovattata e malinconica che trasmette, basandosi su quel realismo che non è mai davvero fino in fondo tale tipico di molto underground statunitense, mediacritica_special_exits_290non lontano dal tratto di Robert Crumb. Special Exits racconta gli ultimi 4 anni di vita di Rachel e Lars, accuditi dalla figlia Laura, il cui punto di vista si unisce a quello dei due protagonisti, in una sagace (per quanto, anche qui, apparentemente semplicissima) costruzione narrativa che unisce, quasi mescolandoli, i punti di vista dei tre personaggi. Racconta il disfacimento fisico e mentale dei due anziani coniugi, le loro manie talvolta simpatiche e più spesso problematiche e la forza dell’affetto e dei ricordi; le piccole difficoltà che pian piano diventano ostacoli insormontabili, e la forza d’animo di chi sa di stare facendo la cosa giusta per sé e per l’altro; la consapevolezza e la paura che Caronte è dietro l’angolo e la dignità di chi è pronto e sereno. Il presente dei quattro anni viene spesso interrotto dal passato dei ricordi, capaci così di riassumere le due vite intere e di tirare meglio le fila delle due psicologie e di alcune loro manie. Volendo fare un paragone cinematografico, Special Exits è l’esatto opposto di Amour di Haneke: mancano il cinismo al limite del sadico e l’insistenza sulla sgradevolezza con cui il regista austriaco ha cercato lo shock e la radicalità. Qui la radicalità e la forza sono proprio nella semplicità con cui Joyce Farmer racconta il lento tramonto dell’esistenza, senza nascondere nulla, ma anche senza cercare lo shock facile insistendo su ciò che è più respingente. Farmer mischia sentimenti, toni (dal melodramma, al dramma, dal ritratto psicologico fino alla commedia) e stati d’animo, facendo sì che nella mente del lettore capiti lo stesso mescolamento, e in questo modo realizza un affresco completo, dalla durezza nascosta e pronta ad esplodere in determinati momenti, particolari e vignette e dalla tenerezza costante. Un graphic novel toccante che non lascia scampo, per la consapevolezza che crea così come per le emozioni che produce.

Special Exits [id., USA 2011] TESTO Joyce Farmer.
DISEGNI Joyce Farmer. EDITORE Eris Edizioni. COLLANA Kina.
Graphic Novel, b/n, 208 pagine.

Special Exits
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