adidas nmd city sock adidas nmd city sock adidas nmd city sock gum pack release date info adidas NMD R1 Trail adidas nmd city sock gum soles adidas nmd city sock gum pack adidas nmd city sock nmd city sock primeknit core blacklush blue adidas nmd city sock black gum where to buy adidas nmd city sock winter wool adidas nmd city sock primeknit s79150 core black adidas nmd city sock core black adidas nmd primeknit city sock black adidas nmd city sock core black lush blue release date adidas NMD R1 PK adidas nmd chukka receives og colorway NMD City Sock PK adidas nmd chukka 2 adidas NMD R1 Triple Black comparing og adidas nmd r1 nmd chukka

Questa settimana

Le luci della sera (2006)

sabato 8 aprile, 2017 | di Gabriele Baldaccini
Le luci della sera (2006)
Film History
0
Facebooktwittergoogle_plusmail
Voto autore:

SPECIALE AKI KAURISMÄKI
Il mondo è fatto a scatole
Sono strani i personaggi dei film di Kaurismäki, non ci vuole molto a capirlo. Sì, lo so, è un’affermazione estremamente generica e sarebbe troppo semplice fermarsi qui.

Ma il fatto è che si ha sempre a che fare con individui che incarnano perfettamente la definizione di un aggettivo tanto banale quanto ricco di sfumature e quindi non se ne può fare a meno. Perché forse sono proprio quei personaggi a risultare tanto banali da essere strani. Prendiamo appunto Koistinen, la guardia giurata protagonista de Le luci della sera: è un solitario e anche un po’ individualista,mediacritica_le_luci_della_sera_290 è un po’ gretto ma anche – in un certo qual modo – idealista. La sua unica speranza è che un giorno possa cambiare rotta alla sua triste e misera esistenza riuscendo a mettere in piedi un’agenzia di vigilanza tutta sua. Un sogno banale, sì. Ma la cosa veramente strana (e non è un caso che continui a ripetere questo splendido aggettivo) è che pare non faccia in realtà niente per cercare di realizzarlo. Questa specie di stranezza collide dunque ben presto con la dimensione disagevole dell’esistenza; non c’è speranza quando non si prova a cambiare il mondo che ci vive attorno e, soprattutto, non si può fare a meno degli altri perché – a prescindere da ogni possibile ed eventuale ragionamento su ciò che veramente sia la natura umana – gli altri fanno sempre a meno di noi. Ma Kaurismäki, intelligentemente, pone spesso in lontananza una via d’uscita: questa risiede quasi sempre in una persona che simpatizza con questa misera esistenza, cercando di provare a farla uscire dal torpore in cui si trova. In questo caso specifico è Aila, una ragazza che quasi impercettibilmente si invaghirà di Koistinen provando così a salvarlo. Le luci della sera forma un’ideale “trilogia dei perdenti” con Nuvole in viaggio e L’uomo senza passato, assumendosi l’ingrato compito di farne da capitolo finale. Forse non è al livello degli altri due film, ma questo non ci interessa più di tanto. Il punto sembra casomai essere che in quest’opera, di perdenti, non ve ne sia nemmeno lontanamente l’ombra. Semmai Koistinen assomiglia di più a un rassegnato. Ma se riflettiamo con più attenzione, neppure a quello: egli lotta per non esserci, ostinatamente si impegna a far sì che nemmeno un po’ di serenità si affacci all’uscio della sua porta. Ed è tutto qui: la realtà che Kaurismäki cuce addosso al suo povero personaggio non permette niente di lontanamente simile alla felicità. Schiacciato all’interno di ognuna delle inquadrature che prova con riottosa diffidenza ad abitare, Koistinen ci dice alla fine una cosa molto importante: non importa di quante scatole sia fatto il mondo, la cosa che conta è capire come poter aprire i coperchi.

Le luci della sera [Laitakaupungin valot, Finlandia 2006] REGIA Aki Kaurismäki.
CAST Janne Hyytiäinen, Maria Heiskanen, Maria Järvenhelmi, Ilkka Koivula. SCENEGGIATURA Aki Kaurismäki. FOTOGRAFIA Timo Salminen. MUSICHE Melrose.
Drammatico/Noir, durata 78 minuti.

Le luci della sera (2006)
3.67 3 73.33%

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.