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Lasciati andare

sabato 15 aprile, 2017 | di Andrea Moschioni Fioretti
Lasciati andare
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Puzza di vecchio
Chi scrive questa recensione, ama il cinema comico e di genere, ma davanti a Lasciati andare di Francesco Amato si trova in difficoltà.

Realizzare remake di film esteri, spesso ispirati a stili e tematiche lontani anni luce dal quotidiano italico, è una tendenza che si sta insinuando drammaticamente nel nostro cinema. Amato dimostra di conoscere la commedia e, soprattutto, il cinema romantico americano fatto di storie sempre uguali ma che, bisogna riconoscerlo, soddisfano il proprio target. Ma più di tutti conosce Woody Allen e così decide di reclutare Toni Servillo (in parte e credibile come sempre) per impersonare un alterego venuto male del regista/attore newyorkese.mediacritica_lasciati_andare_290 Lasciati andare racconta, con un’ esilissima trama, la storia di Elia, psicanalista “divorziato” che ama ancora la ex-moglie e che dopo aver conosciuto un’avvenente personal trainer spagnola, cambierà il suo modo di approcciarsi alla vita. Psicanalisi, ebraismo superfluo, una protagonista femminile svampita ma allo stesso tempo “maestra di vita” (La dea dell’amore), battute colte su filosofi e pedagoghi ecc… Ma, anche se desolante dal punto di vista creativo, non è tutto ciò a non far funzionare il film. Perdonate la volgarità: ci siamo rotti le palle di vedere l’ennesima vicenda di un borghese annoiato che conduce la sua vita senza sapere cosa c’è “là fuori”, una Roma da cartolina con ristoranti chic dove la coppia media al venerdì sera va a vedere la lirica. Si aggiunge lo stereotipo di una donna (la Signoris) remissiva, rassicurante e materna fino allo sfinimento. Siamo ritornati ad essere veramente così, come nel cinema buio di fine anni ‘90? Forse sì, allora non resta che difendere la surreale ma almeno esistente Italia di Checco Zalone o di Massimiliano Bruno, in cui per fortuna i protagonisti sanno vivere: si barcamenano come la maggior parte della popolazione, fottono il prossimo come da tradizione e, soprattutto, non ci prendono in giro. Il colto che dialoga spocchiosamente con il popolo e, guarda te, riesce ancora ad imparare da esso sentendosi finalmente libero. Quando poi subentra l’ennesimo occhiolino alla moda del racconto sulla malavita romana crolla tutto, e con lui Luca Marinelli che rischia di diventare uno degli attori peggio sfruttati degli ultimi anni. Certo, in alcune scene si sorride e gli interpreti sanno quello che fanno, ma rimane un lavoro vecchio e mortifero. E trascurabile…

Lasciati andare [Italia 2017] REGIA Francesco Amato.
CAST Toni Servillo, Veronica Echegui, Carla Signoris, Luca Marinelli, Pietro Sermonti.
SCENNEGGIATURA Francesco Bruni, Davide Lantieri, Francesco Amato. FOTOGRAFIA Vladan Radovic. MUSICHE Andrea Farri.
Commedia, durata 102 minuti.

Lasciati andare
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