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Song to Song

sabato 13 maggio, 2017 | di Marco Longo
Song to Song
In sala
2
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Voto autore:

Fight for your love
Song to Song è l’ideale quarto capitolo della ricerca che Terrence Malick ha inaugurato con The Tree of Life e proseguito in To the Wonder e Knight of Cups. Di To the Wonder, Song to Song rinnova la riflessione sull’amore terreno e le relazioni che vi si intrecciano; di Knight of Cups abbraccia una simile ambientazione, là lo show business hollywoodiano, qui la scena musicale dei grandi concerti e le sue spirali di ricchezza e perdizione; The Tree of Life, come stella madre, emette il suo riflesso a tutelare un approccio visivo unico, che in questi anni ha diviso pubblico e critica, e pochi hanno desiderato indagare per davvero.

Song to Song è insomma un film in continuità con i precedenti, ma fino a un certo punto: nel dispiegare il triangolo amoroso che unisce e costantemente separa l’incerta Faye (R. Mara), giovane cantautrice in cerca di protezione, il potente produttore Cook (M. Fassbender) e il musicista estatico BV (R. Gosling), ai quali si aggiungerà la figura della cameriera Rhonda (N. Portman),mediacritica_song_to_song_290 Malick sembra articolare il flusso dei molti e spesso bellissimi dialoghi in una successione drammaturgicamente più accessibile, indagando il divenire dell’uomo e della donna entro una struttura che aspira, pur secondo continue lacerazioni, all’ideale liberatorio di una pacificata compiutezza. In questo film girato a Austin e dintorni, in contemporanea ad alcuni dei più importanti eventi musicali della stagione, che spesso incrocia volti noti della scena statunitense, intriso di musica rock che senza soluzione di continuità trascende nel già noto repertorio classico, gli sguardi di Faye e BV si riconoscono e inaugurano una danza dei sentimenti, una coreografia di carezze, promesse, bugie, rivelazioni, che i corpi attoriali spesso improvvisano e il tempo filmico rafforza, divide, rilancia: un vortice rispetto al quale la presenza del mefistofelico Cook, figura che tutto vuole dominare e piegare alle proprie pulsioni, diviene necessaria a un viaggio di trasformazione più consapevole. Nella ronde sentimentale di Song to Song, dove la ricerca dell’altro corre parallela alla ricerca del sé e del proprio posizionamento rispetto a una realtà di sola superficie, di sola adrenalina, di soli palcoscenici, Faye e BV si lasciano e si ritrovano come milioni di altri esseri umani, ma tra il prima e dopo c’è un salto – c’è sempre un salto, una nuova prospettiva, l’augurio di un ridimensionamento all’essenza delle cose: in mezzo altri legami, altre delusioni, altri sacrifici che hanno semplicemente invocato più forte il nome di un amore antico. Sono le zone d’ombra che Patti Smith, vera nume tutelare del film, non teme di descrivere passo dopo passo, così come canzone dopo canzone si sono succeduti i giorni lieti. Per questi giorni bisogna ancora lottare.

Song to Song [id., USA 2017] REGIA Terrence Malick.
CAST Rooney Mara, Michael Fassbender, Ryan Gosling, Natalie Portman, Cate Blanchett.
SCENEGGIATURA Terrence Malick. FOTOGRAFIA Emmanuel Lubezki. MONTAGGIO A.J. Edwards, Keith Fraase, Rehman Nizar Ali, Berdan, Hank Corwin.
Drammatico, durata 129 minuti.

Song to Song
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2 Comments

  1. Moschio says:

    Io ammiro il cinema di Malick da sempre, ammiro i suoi lirismi, le sue scelte registiche, i suoi “quadri” ma questa volta l’unica parola che più si addice è: troppo. Averne di registi così, però penso che il senso di tutto ciò che ho visto e di, indubbiamente, tutto il cinema degli ultimi anni di Malick sia racchiuso nel finale di “Song to Song”: è giunto il momento di tornare alla normalità, di abbandonare “la festa” per tornare ad un cinema più essenziale ma allo stesso tempo mitico. Speriamo. Comunque, ripeto, averne di registi così…!

  2. Gabbo88 says:

    Sbaglio, perché so che sbaglio, ma io i grandangoli e la voice off di Malick non li reggo più! Sono stufo di guardare film in cui sembra che dall’alto ci vengano impartite lezioni su come vivere e come amare… era meglio quando Malick faceva un film ogni 20 anni!

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