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The Dinner

sabato 20 Maggio, 2017 | di Eleonora Degrassi
The Dinner
In sala
2
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La Scimmia è nuda
Una cena, due coppie e un conflitto sono alla base di The Dinner, l’ultimo film di Oren Moverman, tratto dall’omonimo romanzo di Herman Koch, oggetto già di due trasposizioni, Het Diner di Menno Mejyes e I nostri ragazzi di Ivano De Matteo.

Nel libro di Koch si intrecciano responsabilità familiari, civili, sociali e politiche e in esso muove e monta la pericolosa e disperata contemporaneità. Moverman inserisce tutto ciò in un thriller “da camera” teso, che ricorda Polański (Carnage), costruito sulle portate servite, paravento del vivere malato. mediacritica_the_dinner_290Ancora una volta il binomio cibo-morte si ricostituisce: mentre mangiano, i Lohman parlano di un omicidio − e lo spettatore ne scopre colpevoli e dinamiche − e essi stessi sembrano “avvizzire” per la perdita del loro essere uomini. A poco a poco la Scimmia, travestita da Homo Sapiens, si spoglia e viene mostrata in tutta la sua nudità, con le sue fragilità, brutture e patologie, e ciò che resta è uno spettacolo “osceno”: la vita degli altri perde di senso. A quella tavola c’è dolore e livore, amore e rancore, bestialità e subumanità, e su ciò si innesta una guerra civile (come quella americana) il cui casus belli è l’orribile crimine commesso dai cugini Lohman che rinvigorisce il rapporto conflittuale tra i fratelli Stan e Paul – e le rispettive mogli, Kathelyn e Claire. L’uno, sostenuto dall’interpretazione di Richard Gere che lavora per sottrazione, è un politico in corsa per la carica di governatore, assorbito completamente dalla sua carriera, l’altro, sostenuto da quella sopra le righe di Steve Coogan, è un professore di storia, idealista, in lotta perenne con gli altri e con se stesso a causa dei suoi problemi psicologici. Tra loro la guerra, uno scontro che nasce e genera altre battaglie anche queste familiari, civili, sociali e politiche. Intorno a quel tavolo, durante la cena del titolo, c’è una voragine, quella dei quattro in bilico tra ciò che mostrano e ciò che nascondono e quella di una società piena di crepe, ferite mai rimarginate, orfana di santi e eroi, pronta a scusare e a proteggere e mai a punire. Al di là di quel tavolo c’è un universo spaventoso e penoso contaminato da un conflitto che cresce a dismisura da quello di coppia a quello ideologico, da quello razziale a quello generazionale. Si mescolano passato e presente, e ciò che risulta ancora più drammatico è l’esplosione fragorosa del gesto immorale dei due cugini, espressione delle colpe e dei disagi degli adulti. Nonostante alcune lentezze e qualche scena di troppo, soprattutto nei flashback, The Dinner è in grado di smuovere il pubblico che esce dalla sala pieno di interrogativi, pervaso da rabbia e frustrazione.

The Dinner [id., USA 2017] REGIA Oren Moverman.
CAST Richard Gere, Steve Coogan, Laura Linney, Rebecca Hall, Chloë Sevigny, Charlie Plummer.
SCENEGGIATURA Oren Moverman (tratta dall’omonimo romanzo di Herman Koch). FOTOGRFIA Bobby Bukowski. MONTAGGIO Alex Hall.
Thriller/Drammatico, durata 120 minuti.

2 Comments

  1. Jeff Cage says:

    Visto che ho trovato insopportabile la messinscena di De Matteo… ora sono proprio curioso di vedere questa nuova trasposizione 🙂 Anche perché mi piace questa nuova “fase” della carriera di Gere

  2. AlixCalix says:

    Io capisco che facendo critica si debba in qualche modo sempre di giustificare un’opera d’arte… ma in questa recensione si difende l’impossibile! The Dinner è orribile, detto da una che ha letto sia il libro che visto l’altro film. La “rabbia e frustrazione” con cui si esce dal cinema è quella per aver perso due ore di vita, scusatemi

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