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Madre!

sabato 30 settembre, 2017 | di Stefano Lalla
Madre!
In sala
3
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Voto autore:

SPECIALE OSPITI INATTESI
Il cinema come caleidoscopio delle ansie
Di Madre! sorprende la volontà di non costruire un lungo crescendo di emozioni ma piuttosto arrivare rapidamente al parossismo per adottare prima possibile un registro narrativo grottesco e permettere a Darren Aronofsky di giocare, anche in modo pretestuoso, col suo film-allegoria di non si sa bene cosa.

È l’arrivo di un ospite inatteso (Ed Harris) a lanciare un’ombra sulla vita della coppia di protagonisti, con la sua presenza ingombrante e malaticcia e le sue sigarette che riempiono di fumo il loro nido d’amore. Il personaggio interpretato da Jennifer Lawrence ha un legame sentimentale talmente forte con la casa che esso è rappresentato graficamente da un cuore che batte quando lei tocca le pareti. mediacritica_madre!_290Il suo compagno (Javier Bardem) prova invece un senso di isolamento e vede nell’estraneo un’occasione per trovare l’ispirazione e magari riprendere la sua attività di poeta. Lo sconosciuto è presto raggiunto dalla moglie (Michelle Pfeiffer) e di lì in avanti gli ospiti si moltiplicano in modo esponenziale facendo precipitare la situazione con rapidità sorprendente. La casa diviene presto la scenografia – o la vittima – di un incubo nel quale la protagonista si guarda intorno spaesata come se soffrisse di autismo, i suoi sensi diventano ipertrofici e le sue ansie sono ingigantite come in un’allucinazione. Metafora della creazione artistica e iperbole dell’esperienza di chi vede invasa la propria privacy, Madre! è ricco di simbolismi chiarissimi eppure risulta difficile da interpretare in modo univoco. Stratificato o semplicemente contraddittorio, comunque esso sia, il film va guardato come un’allegoria che sviluppa la propria narrativa ben oltre i confini del significato metaforico. È drammatico ma al contempo giocoso poiché ricco di formalismi e influenze di genere, e sorprende la rapidità e l’efficacia con cui passa da un registro, emotivo o stilistico, all’altro. Chiamarlo “horror” sarebbe riduttivo (non offensivo) ma Madre! è certamente imparentato col cinema dell’orrore, tanto che fa uso di alcuni tra i suoi trucchi più vecchi come, ad esempio, avvicinare l’inquadratura al volto della protagonista per farci saltare sulla sedia quando un quadro più largo rivela la presenza di qualcuno dietro di lei. Nel complesso, il film potrebbe deludere se ci si aspetta troppo dai suoi contenuti e non è certo ascrivibile tra i prodotti migliori del suo autore, tuttavia Madre! è apprezzabile per la sua indole allucinante e caotica e per la capacità di amplificare le ansie, proprio come accade in un incubo.

Madre! [Mother!, USA 2017] REGIA Darren Aronofsky.
CAST Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Ed Harris, Michelle Pfeiffer, Brian Gleeson, Domhnall Gleeson.
SCENEGGIATURA Darren Aronofsky. FOTOGRAFIA Matthew Libatique. MUSICHE Jóhann Jóhannsson.
Drammatico/Horror, durata 121 minuti.

Madre!
3.11 9 62.22%

3 Comments

  1. Elio-san says:

    Che film assurdo! Da metà diventa un delirio totale, ma molto affascinante. Vorrei quasi rivederlo, ma non so se sono già pronto per il bis…

  2. Francesco says:

    “film-allegoria di non si sa bene cosa”? Della Bibbia. Meglio: della Genesi nella prima parte e del nuovo testamento nella seconda.

    • StefanoL says:

      Anche se il riferimento biblico è chiaro, credo che da solo non basti a spiegare tutto ciò che accade nel film. La Bibbia è già fatta di allegorie, a che serve filmare un’allegoria di un’allegoria?
      Credo che il film di Aronofsky sia più stratificato di così ma può anche darsi che lo stia sopravvalutando.

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