adidas nmd city sock adidas nmd city sock adidas nmd city sock gum pack release date info adidas NMD R1 Trail adidas nmd city sock gum soles adidas nmd city sock gum pack adidas nmd city sock nmd city sock primeknit core blacklush blue adidas nmd city sock black gum where to buy adidas nmd city sock winter wool adidas nmd city sock primeknit s79150 core black adidas nmd city sock core black adidas nmd primeknit city sock black adidas nmd city sock core black lush blue release date adidas NMD R1 PK adidas nmd chukka receives og colorway NMD City Sock PK adidas nmd chukka 2 adidas NMD R1 Triple Black comparing og adidas nmd r1 nmd chukka

Questa settimana

Lazzaro felice

sabato 2 giugno, 2018 | di Erasmo De Meo
Lazzaro felice
In sala
1
Facebooktwittergoogle_plusmail
Voto autore:

L’ignoranza è davvero beata?
Lazzaro felice comincia come un documentario sul folklore italiano, riprese sgranate su un’epoca imprecisata mostrano un suonatore di zampogne in ritardo che si è fermato tra alcune case di campagna, forse per guardare la luna. Più avanti lo aspettano per “attaccare” una serenata alcune voci grosse e ineducate. La ragazza a cui è rivolta è restia a mostrarsi, ma infine dopo gli scherzi delle altre ragazze, viene avvitata la lampadina e la luce elettrica disegna il suo profilo alla finestra.

Quando i suonatori sono invitati ad entrare il volto di Lazzaro spicca tra gli altri; imbracciata la zampogna le sue note sono sicure, frutto di istinto e ripetizione, suoni esenti da dubbi e creazioni in linea col suo sguardo chiaro che non cerca sorprese.mediacritica_lazzaro_felice_290 Proprio il suo sguardo che non fa mai domande, per il quale un’erba è un’erba, un fosso è un fosso, un padrone è un padrone, che non sa andare oltre perché non sa che un oltre esiste, è la pietra angolare che sostiene l’architettura di un film originale ma non originalissimo, troppo carico per essere maturo, ma allo stesso tempo troppo maturo per essere sorprendente.
La Rohwacher ricalca i temi di Le meraviglie, un nucleo di persone non allineate, fuori dal tempo, dalla cultura ufficiale e dalla legge, lì la famiglia di apicoltori lo era per scelta e convenienza, ora i braccianti dell’Inviolata lo sono per forza, tenuti in ostaggio dalla spietata Marchesa De Luna, una produttrice di tabacco che per sopravvivere alla concorrenza li trattiene sui campi, in piena schiavitù, assicurandosi del fatto che non abbiano contatti col mondo esterno, che nel frattempo è andato avanti: la mezzadria è stata abolita, i braccianti hanno contratti, diritti, stipendi minimi. Un’abile scelta registica non rivela neppure allo spettatore che ci troviamo negli anni Novanta, i primi indizi arrivano col figlio della marchesa che ha con sé un walkman e un telefono cellulare. Il reato ha quasi le premesse di un esperimento sociale: la marchesa in un dialogo con il figlio afferma che un individuo non cosciente della propria situazione non desidera altro e agisce solo attraverso l’idea di sfruttamento, lei sfrutta l’Inviolata, gli abitanti dell’Inviolata, che lei crede felici e beati della loro ignoranza, sfruttano Lazzaro, che non dice mai di no a qualsiasi richiesta.
Ma Lazzaro chi sfrutta? Il figlio della marchesa scopre che i conti non tornano e che Lazzaro non sfrutta nessuno e non si pone al di sopra di niente. Lazzaro è l’essere puro, incorrotto, inviolato, il buono delle favole, non conosce il sospetto e l’inganno e, in quanto sciolto da ogni nozione di consumo e di necessità, di disfacimento e di conservazione, è immune al tempo, non invecchia, non cambia, ma neppure cresce, non maturando mai. Il film funziona finché l’illusione tiene, quando “il grande inganno” viene denunciato gli abitanti si trasferiscono in città, senza mai trovare un luogo adatto a loro che non sia marginale, criminoso, nascosto. L’idea di cinema della Rohwacher cammina, così, insieme ai suoi personaggi: personalissima e irriducibile a categorie, sempre più simile alla sua Marta di Corpo Celeste, in cerca di qualcosa in cui credere e di rivelazioni. Un cinema evocativo e, perché no, spiritualmente politico.

Lazzaro felice [id., Italia/Svizzera/Francia/Germania 2018] REGIA Alice Rohrwacher.
CAST Adriano Tardiolo, Alba Rohrwacher, Nicoletta Braschi, Luca Chikovani.
SCENEGGIATURA Alice Rohrwacher. FOTOGRAFIA Helene Louvart.
Drammatico, durata 130 minuti.

Lazzaro felice
3.4 5 68%

One Comment

  1. Giulia Romano says:

    A me sembra che la regista abbia fatto un passo indietro rispetto agli altri film.
    Sono convinta anch’io che tutto ruoti attorno allo sguardo di Lazzaro ma perché definirlo politico?
    Mi piacerebbe poi sapere cosa ne pensa l’autore della recensione sulla seconda parte del film a cui non si fa nessun accenno (per non spoilerare?).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

adidas yeezy boost 350 turtle dove transcends sneakers adidas yeezy 350 boost turtle dove restock re release adidas yeezy 350 boost black release date yeezy 350 boost low yeezy boost 350 pirate black yeezy boost 350 low adidas yeezy boost 350 v2 black white yeezy boost 350 moonrock adidas yeezy 350 boost moonrock release date moonrock yeezy 350 boost legit real fake on foot look adidas yeezy boost 350 oxford tan adidas yeezy boost 350 v2 zebra another look adidas yeezy boost 350 oxford tan even more images yeezy 350 moonrock release date adidas yeezy 350 boost black adidas yeezy 350 boost low heres where you can cop the black adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost 10 reasons why the adidas yeezy 350 boost will sell out instantly