adidas nmd city sock adidas nmd city sock adidas nmd city sock gum pack release date info adidas NMD R1 Trail adidas nmd city sock gum soles adidas nmd city sock gum pack adidas nmd city sock nmd city sock primeknit core blacklush blue adidas nmd city sock black gum where to buy adidas nmd city sock winter wool adidas nmd city sock primeknit s79150 core black adidas nmd city sock core black adidas nmd primeknit city sock black adidas nmd city sock core black lush blue release date adidas NMD R1 PK adidas nmd chukka receives og colorway NMD City Sock PK adidas nmd chukka 2 adidas NMD R1 Triple Black comparing og adidas nmd r1 nmd chukka

In questo numero

Il cinema di Stanley Donen

sabato 30 Marzo, 2019 | di Edoardo Peretti
Il cinema di Stanley Donen
Stanley Donen
0
Facebooktwittermail

Evoluzioni, balli, mutamenti e sciarade
Dopo lo speciale dedicato al cinema di Bertrand Mandico e al suo immaginario unico, questo mese approfondiamo un autore classico, continuamente citato e conosciuto, ma raramente davvero studiato e approfondito: Stanley Donen, recentemente scomparso all’età di 97 anni.

Secondo quel destino comune a molti registi del cinema statunitense classico, di cui semmai si sono analizzati i singoli capolavori mettendo in secondo piano uno sguardo più vasto sulla loro poetica e sul loro impatto complessivo, raramente il cinema di Donen è stato affrontato nella sua completezza. Stanley Donen non è stato solo un maestro del musical e della commedia autore di due o tre capolavori, ma anche di altrettanti film validissimi rimasti nel dimenticatoio della percezione comune (su tutti, È sempre bel tempo), e di altrettante opere minori ma interessanti, appunto, se inserite in un’ottica più vasta che abbraccia le tensioni e le evoluzioni della settima arte. Anche tenendo conto degli alti e bassi di un’intera carriera, il regista di origini inglesi è stato un protagonista dello sviluppo del cinema statunitense classico nella fase di transizione dal classicismo più tipico alla modernità, sia per quanto riguarda specificatamente i due generi principali di riferimento, sia, più in generale, per quanto riguarda i mutamenti e le evoluzioni della fabbrica dei sogni.
Partiamo dal musical. All’alba degli anni Cinquanta, il sodalizio con Gene Kelly ha prodotto il primo musical con sequenze che escono dagli studios ed entrano nel vero delle strade (Un giorno a New York); una delle prime riflessioni, rafforzata da un equilibrio raro tra parti musicali e non e con connotazioni quasi metacinematografiche, sulla storia e sulla capacità mitopoietica del cinema (Cantando sotto la pioggia); e un’opera, in contrasto con la tipica fluorescenza del genere musical, amarissima sul tempo e sulle illusioni che passano (È sempre bel tempo). Insieme a Sette spose per sette fratelli e ai lavori di Vincente Minnelli, sono questi tra gli ultimi grandi esempi di un genere che stava vivendo il suo ultimo decennio di vera centralità e sfruttamento, prima di diventare sempre più comparsa occasionale e sporadica nel sistema dei generi. Inoltre, sotto certi aspetti, alcuni dei primi grandi musical del cinema moderno sembrano approfondire proprio alcune delle suggestioni date dai lavori di Donen; per esempio, si può considerare Un giorno a New York come il primo passo del cammino che avrebbe portato ad un film come West Side Story.
Per quanto riguarda la commedia, il percorso di Donen è stato sotto certi aspetti ancor più emblematico. Seguendo la strada che unisce Indiscreto (1957) a Due per la strada (1967), possiamo vedere come film dopo film si radicassero sempre più elementi della commedia moderna. Se Indiscreto e in parte il più “cattivo” L’erba del vicino è sempre più verde erano ancora “film calco” della sophisticated comedy, esempi del decennio più statico della commedia statunitense, Sciarada al contrario è un’originalissima, anche sul piano formale, “commedia del matrimonio”, un gioco che destabilizza le fondamenta del realismo e una rilettura del cinema hitchcockiano dalla forte personalità, già simile a certe operazioni del nuovo cinema americano. Due per la strada invece immette nella ricerca della felicità tipica del genere una forte dose di realismo, ambientale e psicologico, di amarezza e di fugacità, anche in questo caso contribuendo a ciò che il genere sarà negli anni Settanta.
Un film minore, per quanto esilarante e riuscito, come la scatenata rilettura del mito di Faust in salsa “swinging London” che è Il mio amico il diavolo conferma, infine, come Donen fosse un cineasta capace di donare spessore a film leggeri e di aggiornare il proprio classicismo ai cambiamenti del tempo.
Assistiamo quindi, approfondendo la carriera e la poetica di Stanley Donen, a evoluzioni e mutamenti, talvolta più netti e talvolta più sotterranei. Questo speciale diventa quindi anche un’occasione per riflettere sulla Hollywood degli anni Cinquanta, la decade di graduale trasformazione del classicismo a stelle e strisce, perlomeno per come questo viene inteso nella sua percezione più diffusa, e soprattutto uno dei decenni più interessanti per come le paure maturate dal contesto e le condizioni dettate dalle realtà sociali, culturali e politiche abbiano assunto forme definite sulla celluloide.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

adidas yeezy boost 350 turtle dove transcends sneakers adidas yeezy 350 boost turtle dove restock re release adidas yeezy 350 boost black release date yeezy 350 boost low yeezy boost 350 pirate black yeezy boost 350 low adidas yeezy boost 350 v2 black white yeezy boost 350 moonrock adidas yeezy 350 boost moonrock release date moonrock yeezy 350 boost legit real fake on foot look adidas yeezy boost 350 oxford tan adidas yeezy boost 350 v2 zebra another look adidas yeezy boost 350 oxford tan even more images yeezy 350 moonrock release date adidas yeezy 350 boost black adidas yeezy 350 boost low heres where you can cop the black adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost 10 reasons why the adidas yeezy 350 boost will sell out instantly