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Abou Leila

sabato 4 Gennaio, 2020 | di Emanuele Rauco
Abou Leila
Festival
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Voto autore:

37° Torino Film Festival, 22-30 novembre 2019, Torino

Gli anni di sabbia
Quando si dice il coraggio: esordire nel lungometraggio parlando del terrorismo del proprio paese, mettendo da parte i codici del realismo e affrontando il tema con le dinamiche della ricostruzione onirica. Amin Sidi-Boumédiène con Abou Leila racconta il periodo che distrusse la propria nazione, gli anni ’90 del terrorismo islamico, compiendo un gesto artistico dentro il discorso politico, facendo dello sfondo desertico un indizio metaforico.

Un poliziotto sta dando la caccia a un pericoloso terrorista assieme a un vecchio amico: il viaggio nel deserto algerino si trasforma presto in una sorta di incubo dentro le rispettive ossessioni. Fin dalla sceneggiatura scritta in solitaria, Sidi-Boumédiène vuole spiazzare lo spettatore, anche nella scelta dei registri e dei campi d’azione, non vuole dare paletti o confini narrativi e stilistici, perché intende restituire, attraverso il sentimento del racconto, la sensazione apocalittica dell’approdo del terrorismo islamico.
È chiaramente un lavoro politico, ma anche, soprattutto, un lavoro “fatto politicamente”, per citare Godard: il regista sceglie stile e direzione del racconto e della sua messinscena per restituire un’idea, un concetto, un approccio e una sensazione. È un’operazione difficilissima, ma Sidi-Boumédiène la compone con cura e senza fretta, operando per frammenti e poi assemblandoli, dando a ognuno di loro uno sguardo pertinente e sorprendente. Il mosaico che ne esce è tutt’altro che armonico e di sicuro diseguale, ma è anche una testimonianza di talento.
Fin dal bell’inizio, Abou Leila è la prova di un autore ambizioso e abbastanza intelligente da non tramutare le ambizioni in velleità, esemplare nel modo di mettere in scena e comunicare (la sequenza dell’esecuzione), di dosare gli scarti e le deviazioni, di raccontare un’epoca e le sue conseguenze attraverso il puro cinema, quello che sonda con la forza delle immagini la dimensione mentale, senza inabissarsi nell’oscurità e nel criptico. Anzi traendone la luce, per quanto in modo paradossale.

Abou Leila [id., Algeria/Francia 2019] REGIA Amin Sidi-Boumédiène.
CAST Slimane Benouari, Lyès Salem, Azouz Abdelkader.
SCENEGGIATURA Amin Sidi-Boumédiène. FOTOGRAFIA Kaname Onoyama.
Drammatico, durata 135 minuti.

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