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Il mangiachilometri

domenica 17 Luglio, 2011 | di Redazione Mediacritica
Il mangiachilometri
Festival
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Premio Sergio Amidei, Gorizia, 14-23 luglio 2011

Il moto del tempo Presentato come evento speciale all’interno del Premio Sergio Amidei, con accompagnamento musicale dal vivo, Der Kilometerfresser (Il Mangiachilometri) è un film che racconta il viaggio in moto dello sportivo Ernst Ganauser attraverso la Mitteleuropa: dalla Svizzera ai Balcani, passando per l’Italia, e di nuovo su verso l’Europa centro-orientale.

Diretto da Karl Imelsky, il film si pone a metà strada tra il documentario e il film di finzione: è presente una lieve trama che tiene unito il percorso del protagonista, e ha la consapevolezza di essere un documento capace di descrivere la propria epoca non solo al suo pubblico ma anche a quello che seguirà. Infatti la pellicola, girata nel 1924, chiaramente ci mostra un’Europa estremamente diversa, dove le ferite del primo conflitto mondiale sono ancora aperte e ben visibili.

Il film riflette sull’immutabilità di un luogo nel tempo; nella scelta dei campi lunghissimi è chiaro che il regista cerca di esaltare la fisionomia e l’architettura del luogo e gli uomini rimangono solo piccoli puntini che si muovono per le strade (pensiamo alla sequenza del Duomo di Milano, dove una serie di riprese molto ricercate ci mostra l’intera piazza della metropoli meneghina, e gli edifici prendono il sopravvento sulle figure umane). Una lettura, questa, aiutata dalla facilità che lo spettatore ha di confrontare le immagini di Der Kilometerfresser con quelle odierne che tutti abbiamo in mente.

Nonostante questo l’uomo non viene lasciato in secondo piano: la regia rompe le vedute panoramiche per avvicinarsi alle celebrazioni folkloristiche, vere manifestazioni che si tramandano nel tempo, legate all’esistenza di una cultura propria del luogo.


Rimanendo fedele a questo principio, l’accompagnamento musicale ha cercato di proporre temi che si adattassero allo spirito del luogo mostrato; li riconosciamo come appropriati dal momento che le musiche scelte erano capaci di trascendere il tempo (la decisione di usare il tema di Amarcord è stata esemplificativa).


Il protagonista diventa un vero e proprio cicerone nei confronti dello spettatore in questo viaggio attraverso i luoghi noti della Mitteleuropa, ma esterno ad una logica temporale che è racchiusa in ogni inquadratura del film.

Massimo Padoin, Barbara Busato

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