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La famiglia (1987)

lunedì 5 Dicembre, 2011 | di Francesco Grieco
La famiglia (1987)
Film History
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Voto autore:

Sky Classics, mercoledì 7 dicembre 2011, ore 21

La famiglia deve cominciare da noi stessi
È lo scorrere continuo del tempo, inesorabile ma quasi impercettibile, il tema principale di La famiglia di Scola, film aperto e chiuso da due foto di famiglia: quella scattata in occasione del battesimo di Carlo, il protagonista, e quella del suo ottantesimo compleanno.

Dal 1906 al 1986, in cui termina il racconto di ottant’anni di vita di questa famiglia borghese romana, il tempo alterna periodicamente nascite e morti, amori e rancori. L’impressione, però, è che in fondo nulla davvero cambi. Di sicuro non cambia molto Carlo, sempre un po’ insoddisfatto e spesso indeciso, tormentato dal rimpianto di una passione non consumata per Adriana, che, come un fantasma, appare e scompare più volte, lasciandolo alla sua mediocrità da professore di lettere. Per ben tre volte vediamo Carlo rincorrere Adriana per le scale e non riuscire a trattenerla. È solo una delle ricorrenze e ripetizioni del film, che rappresentano efficacemente la concezione ciclica del tempo alla base della sceneggiatura. Ritorna ossessivamente il motivo musicale di Trovajoli e ritorna, in apertura di sequenza, il travelling esplorativo nel corridoio della casa, all’interno della quale si svolge tutta la vicenda, facendo dello spettatore un ospite invisibile, come uno di famiglia, appunto. I salti temporali sono spiegati dalla voce narrante di Vittorio Gassman, che interpreta Carlo da adulto, in un confronto impari con il Carlo giovane impersonato da Andrea Occhipinti. Non è un caso che nell’incipit Gassman abbia anche il ruolo del nonno di Carlo, ulteriore conferma della staticità di questa famiglia, peraltro quasi impermeabile ai cambiamenti politici dell’Italia novecentesca, che rimangono sullo sfondo e qui non interessano particolarmente Scola. Singolare che in un film così ricco di dialoghi e voci, con i personaggi spesso costretti a tavola o inquadrati in banali momenti di vita quotidiana, a volte il visivo prevalga nettamente sul sonoro e Scola, con la sapiente fotografia di Ricardo Aronovich, si conceda momenti folgoranti di cinema puro, senza bisogno di parole. Si pensi alla seconda sequenza del film, in cui la madre di Carlo canta al piano, mentre la macchina da presa si muove da un personaggio all’altro, come per ricordarci i loro volti. Scola sembra oscillare tra la commedia italiana, con momenti farseschi, come i battibecchi delle acide zie zitelle, e l’ambizione autoriale da grande affresco alla Fanny e Alexander. Sembra inoltre che Scola si diverta a costruire un elegante equilibrio formale e narrativo, per poi romperlo volutamente in scene madri, anch’esse ripetute con una certa scansione, volte a raggiungere picchi emotivi che talvolta paiono di natura melodrammatica. Ci si riferisce al primo, sdolcinato, temporaneo addio tra Carlo e Adriana, al pianto irrefrenabile del piccolo Paolino dopo lo scherzo del fascistissimo zio Nicolino, all’ultima cena tra Carlo e Adriana, alla scenata di Giulio chiuso in bagno, che dice di voler morire. In questi momenti Scola gioca da cinefilo con la tradizione del melò, come in Passione d’amore, e il film non risulta affatto incoerente, riuscendo anche a evitare il rischio del sentimentalismo.

La famiglia [Id., Italia/Francia 1987] REGIA Ettore Scola.
CAST Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli, Fanny Ardant, Massimo Dapporto.
SCENEGGIATURA Ruggero Maccari, Furio Scarpelli, Ettore Scola, Graziano Diana. FOTOGRAFIA Ricardo Aronovich. MUSICHE Armando Trovajoli.
Drammatico, durata 137 minuti.

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