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Ice Scream: intervista a Vito Palumbo e Roberto De Feo

sabato 20 Luglio, 2013 | di Paolo Guerriero
Ice Scream: intervista a Vito Palumbo e Roberto De Feo
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E’ la prima volta in assoluto – nella storia del cinema – che un cortometraggio italiano ispira un film americano. I giovani registi Vito Palumbo e Roberto De Feo, infatti, sono stati chiamati a girare il remake del loro cortometraggio Ice Scream a Hollywood. “Girare il nostro lungometraggio d’esordio in America, con il produttore di uno dei nostri film preferiti (American Psycho), è un’emozione incredibile – spiegano i due registi pugliesi.

“La loro scelta di puntare sul remake di un corto indipendente realizzato in Puglia ci riempie d’orgoglio. Speriamo che la nostra storia possa essere un segnale importante anche per altri giovani filmmakers”. Vito Palumbo e Roberto De Feo sono la dimostrazione che lavorando con passione, tenacia e coraggio nessun sogno sia impossibile da realizzare. Qui di seguito vi proponiamo l’ intervista ai registi e le prime tre clip inedite dal backstage del film, accompagnate dal commento di Roberto De Feo.mediacritica_intervista_ice_scream
Ciao Vito, ciao Roberto. Che cosa è per voi il cinema? Quale è stato il vostro percorso formativo? Quando è nata la vostra collaborazione?
V: Per me il cinema è la capacità di sognare che diventa desiderio di emozionare gli altri. Ho sempre amato il cinema nella sua essenza, in quanto poesia e mezzo di espressione. Il percorso formativo di ogni regista inizia sulla poltrona di un cinema, inizia sin da bambini… poi si tratta solo di prendere consapevolezza, di studiare, di crescere tecnicamente senza però mai dimenticare la penombra del piccolo cinema nel quale centinaia di volte ti sei seduto ed emozionato. Mi sono prima formato come attore all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma e poi ho frequentato un corso di regia e montaggio con gli insegnanti della NUCT a Cinecittà. La nostra collaborazione è nata davvero per caso come forse tutte le collaborazioni importanti. Abbiamo capito che, seppur profondamente diversi nello spirito e nelle idee eravamo accomunati da un sogno e da un grande obiettivo.
R: Mi sono innamorato del cinema quando mia madre mi portò, da ragazzino, a vedere il primo capitolo di Ritorno al futuro. Rividi quel film decine di volte e capii subito che avrei voluto fare cinema. Io ho studiato alla Scuola d’Arte Cinematografica di Genova. Fin dalle prime nostre collaborazioni ci siamo subito resi conto che le nostre differenze sostanziali costituivano una completezza. Sognavamo di far qualcosa che mai nessuno prima avesse fatto, di proporre qualcosa di nuovo. Innanzitutto perché siamo amanti di un genere che differisce da quello italiano e inoltre perché con qualcosa di diverso potevamo farci notare e distinguerci dalla massa. Ice Scream di Vito Palumbo e Roberto De Feo è un cortometraggio pulp-horror del 2009 ispirato ad una storia vera: racconta la vicenda di Mickey, un giovane timido e solitario che ordinando un gelato in un bar si scontra accidentalmente con due bulli; come conseguenza dell’affronto subito questi decidono di trascinarlo in un luogo sperduto della campagna e torturarlo. Il grande successo ottenuto da Ice Scream in molti festival internazionali ha convinto il produttore Christian Halsey Solomon a svilupparne un lungometraggio.
Come è nata l’idea del corto da cui è stato tratto il film? Come avete fatto a finanziarlo, a farlo conoscere e a distribuirlo?
Ice Scream si ispira ad un episodio di cronaca nera accaduto nel 2009 in provincia di Catanzaro. Un ragazzino cadde con il proprio scooter raschiando la fiancata dell’auto di un delinquente suo coetaneo. Per fargliela pagare fu portato dal bullo e da un suo amico in una campagna lì vicino, dove fu torturato e ucciso. Il nostro corto parte da quell’episodio costruendo però una storia più fumettistica ma non meno estrema. Quando abbiamo iniziato a lavorare ad Ice Scream ovviamente non ci saremmo mai aspettati di arrivare lassù fino alle colline di Hollywood ma sapevamo di avere in mano una storia che non avrebbe lasciato indifferenti. Durante l’infinito tour mondiale del corto abbiamo ricevuto critiche di ogni tipo, da chi voleva linciarci per la troppa violenza a chi ci abbracciava e osannava per il coraggio e la capacità di raccontare una storia maledetta. Il corto è costato pochissimo rispetto a quello che ha scatenato ed è stato realizzato con soldi provenienti dal padre di Roberto (da sempre nostro produttore affezionato!), investitori privati e dalla Apulia Film Commission. Alla promozione del corto ha lavorato intensamente Roberto che per mesi ha spedito il corto in giro per il mondo.
Come avete catturato l’ attenzione di Christian Halsey Solomon? Nessun produttore italiano si è mai interessato a fare del vostro corto un lungometraggio?
Il merito del coinvolgimento di Christian Solomon è stato della nostra manager italoamericana Alexia Melocchi che ha subito creduto al fatto che questo corto potesse interessare ai produttori americani. Ice Scream è un film di genere e l’Italia ha dimenticato tale mercato ormai da troppi anni, nonostante questo tutto il mondo ricorda i grandi maestri italiani del calibro di Deodato, Bava, Fulci, Di Leo… Appena abbiamo deciso di realizzare un remake del nostro corto abbiamo puntato agli States. Ovviamente ci auguriamo che possa essere distribuito anche nel nostro Paese e che contribuisca a rilanciare il film di genere in Italia.
Come è stato lavorare per una produzione internazionale? Vi siete occupati di tutte le fasi produttive del film (pre-produzione, produzione, post-produzione)?
Esattamente, abbiamo avuto la fortuna di poterci avvalere di collaboratori incredibilmente preparati e professionali. Per la prima volta nella nostra vita abbiamo sentito forte il concetto di team, eravamo tutti fianco a fianco e camminavano assieme verso un’unica direzione. In particolare Christian Solomon ha sempre dato un peso enorme alle nostre scelte in qualsiasi aspetto della produzione. Quando abbiamo saputo che, dicendo semplicemente “sì”, potevamo avere nel cast attori come Laura Harring, Spencer Treat Clark e Wade Williams siamo scoppiati a ridere: fino ad allora avevamo lavorato solo in produzioni indipendenti! A differenza dell’ Italia, in America si affronta tutto in modo meno serioso e gravoso. Christian ci chiamava molto spesso dicendoci: “ragazzi, oggi abbiamo un incontro di lavoro, portatevi il costume da bagno!”. Con questo non vogliamo dire che si lavori poco, anzi, dopo i primi giorni di meeting in piscina e cene nei ristoranti di Beverly Hills ci siamo immersi nel lavoro. Spesso lavoravamo fino a sedici ore al giorno rintanati tra l’ufficio nella sede della Warnes Bros e il nostro splendido loft di Downtown.
In cosa differisce il lungometraggio rispetto al corto? Mi potete parlare della campagna sociale legata al film?
La prima domanda che ci siamo posti quando abbiamo deciso di sviluppare un lungometraggio di Ice Scream è stata: “Perché sviluppare in 90 minuti una storia che si racconta in 20?” Da lì abbiamo capito che il remake doveva avere un’anima propria e uno sviluppo maggiore dei personaggi. Il nostro obiettivo era quello di realizzare un film che fosse il più possibile smarcato dal cortometraggio. La prima idea è stata quella di allargare un episodio di violenza individuale ad una piaga diffusa, e molto sentita specialmente negli Stati Uniti, quale quella del bullismo. Ice Scream si confronta con gli angoli più oscuri del bullismo, risponde alla domanda: “fin dove si può spingere questo fenomeno e cosa provoca non soltanto fisicamente, ma psicologicamente?”. La scelta di lanciare una campagna sociale contro il bullismo è venuta da sé come prolungamento dell’esperienza del film. L’obiettivo è quello di sensibilizzare gli adolescenti e di contribuire ad una riforma culturale e sociale che inverta la tendenza alla prevaricazione del più forte ai danni del più debole.
Il cortometraggio non sarebbe stato lo stesso senza la grande interpretazione di Damiano Russo (morto in un incidente stradale a Roma nel 2011, all’età di 28 anni), è vero che riuscirete a trovare uno spazio anche per lui nel remake americano?
Esattamente, Damiano ci ha accompagnato lungo tutto il nostro percorso, ricordo ancora quando abbiamo fatto i casting per il ruolo di Mickey, forse è stato paradossalmente il ruolo più semplice perché ci bastava guardare i candidati negli occhi per capire se avessero la stessa luce di quelli di Damiano, la sua stessa fame. Quando Spencer Treat Clark è entrato nella stanza, io e Roberto ci siamo guardati e non abbiamo avuto dubbi… Anche lo stesso Spencer ha sentito molto la responsabilità di raccogliere l’ eredità di Damiano ed è impressionante quanto i due si somiglino.
Cosa consigliereste ai giovani italiani che sognano di lavorare nel cinema? Quali difficoltà avete riscontrato lungo il vostro percorso?
La vera difficoltà è quella di vivere in un Paese dove la cultura viene considerata un surplus e in cui chi decide di avvicinarsi al nostro mestiere viene considerato come folle, sognatore… La sensazione è quella di un sistema quasi piramidale dove risaltino in pochi a scapito di migliaia di ragazzi che sognano di potersi esprimere. Questo in realtà viene smentito dalle possibilità realizzative che oggi si sono teoricamente moltiplicate in modo esponenziale grazie all’avvento del digitale. Il nostro consiglio è quello di crederci, mai mollare o arrendersi. Bisogna approfondire costantemente le proprie conoscenze e guardare centinaia, migliaia di film.
Sapete già quando uscirà Ice Scream? Quali sono i vostri progetti futuri?
Il film sarà terminato entro la fine dell’anno ma non possiamo e vogliamo sbilanciarci circa la sua uscita nelle sale, anche per sana scaramanzia. Tra i nostri progetti futuri c’è nell’immediato la realizzazione di un cortometraggio dal respiro internazionale che gireremo in Puglia nel mese di giugno. Abbiamo decine di altre idee nel cassetto, la nostra speranza è quella che ci portino a varcare l’oceano ancora una volta…

Sinossi: Mickey (Spencer Treat Clark) è uno studente fragile e introverso che subisce continue umiliazioni fisiche e psicologiche da Brando (Brendan Miller) e Alex (Zach Cumer), i bulli della scuola. Il ragazzo è solo una delle tante vittime di bullismo e dell’uso di prevaricazione e violenza sui più deboli. L’adolescente affronta con il supporto dell’unico amico Donald (Patrick Mapel) l’insostenibile condizione di emarginato, dopo l’abbandono da parte di Alice (Noell Coet), la ragazza di cui è profondamente innamorato e unico punto di riferimento della sua vita.  Mickey non accetta l’idea che lei si sia emancipata lasciandolo dalla parte dei perdenti e riconquistarla diventerà per lui un’ossessione.  Ma Il giorno del compleanno della ragazza, quando tra i due tutto sembra volgere per il meglio, Mickey si imbatte in Brando e Alex. È l’inizio di una giornata che ben presto si trasformerà in un incubo…

Ice Scream [Id., USA 2013] REGIA Vito Palumbo, Roberto De Feo.
CAST Spencer Treat Clark, Laura Harring, Wade Williams, Brendan Miller, Zach Cumer, Patrick Mapel.
SCENEGGIATURA V. Palumbo, R. De Feo, David Castaldo. FOTOGRAFIA Checco Varese. PRODUTTORI Christian Halsey Solomon, Marco Colombo, Alexia Melocchi, Alexandra Yacovlef.
Horror/Thriller.

“Los Angeles National Forest, con la troupe stiamo girando tutte le scene ambientate nelle strade che portano al bosco, quelle riguardanti il giro in macchina a cui Mickey viene costretto dai due bulli, Brando e Alex.”

“West Los Angeles, quartiere residenziale, stiamo girando una scena a casa di Alice. Mickey va a trovarla e i due parlano di quanto accaduto a scuola nei giorni precedenti. Nella seconda parte vi proponiamo la lavorazione del prologo del film.”

“Los Angeles National Forest, filmiamo alcune scene di violenza nel bosco, è la prima scena con Wade Williams (Prison Break). Wade interpreta il detective Tucci, incaricato di investigare sul rapimento di Mickey. La clip si conclude con un suo messaggio scherzoso.”

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