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Going Clear – Scientology e la prigione della fede

sabato 27 Giugno, 2015 | di Luca Giagnorio
Going Clear – Scientology e la prigione della fede
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SPECIALE SE QUESTA È RELIGIONE
Billion Dollar Church
L’ultimo film dell’autorevole e coraggioso documentarista Alex Gibney, premio Oscar nel 2008 per Taxi to the Dark Side (inchiesta sulle torture a Guantanamo), spiega e porta alla luce i molteplici lati oscuri di Scientology, la religione (tale è riconosciuta negli Stati Uniti e in Australia) fondata nel 1954 da Ron Hubbard.

Going Clear comincia la sua indagine dalla più che controversa figura di Hubbard, uomo dotato di una fervida capacità inventiva, sia come scrittore di fantascienza di discreto successo, sia nel magnificare i suoi atti di eroismo durante la Seconda Guerra Mondiale – frutto solo della sua fantasia. Una fantasia che partorì nel 1950 il best-seller Dianetics, le cui teorie sulla mente e sullo spirito furono poi elaborate nel culto di Scientology, che però, nonostante mediacritica_going_clear_290le velleità dell’autore, non ebbe alcun credito in ambito scientifico. Ma il grande successo commerciale fece capire a Hubbard di aver trovato una potenziale miniera d’oro: si trattava solo di capire come sfruttarla. Gibney ripercorre l’ascesa del fondatore e della setta, svelando sia i dettagli privati della vita di Hubbard – i disturbi psichici e paranoici (ammessi da lui stesso), il rifiuto della psichiatria, ma anche il grande ascendente sui giovani adepti (importante a questo proposito The Master di Paul Thomas Anderson) – sia l’evoluzione del movimento pseudo-religioso dalle origini fino a oggi. Punto decisivo l’annosa questione fiscale che fu il primo problema di Hubbard (costretto a vivere su una nave per sfuggire agli ispettori del fisco) e che pendette minacciosa sull’organizzazione fino al suo riconoscimento ufficiale, a inizio anni ’90, come religione – con annesso diritto a non pagare le tasse – e che di fatto salvò Scientology dotandola di nuova legittimazione sotto l’egida dell’erede David Miscavige, guida di una macchina piccola, meno di cinquantamila scientologists attivi, ma ricchissima, con tre miliardi di dollari di patrimonio. Con atmosfere da thriller, Gibney racconta sia delle sessioni di auditing in cui gli adepti, con l’obiettivo di diventare “clear” – ripuliti da ogni paura ed emozione negativa – confessano segreti, debolezze e traumi del presente e del passato, tutti debitamente annotati e pronti a diventare fonte di ricatto per chi abbandona la chiesa, sia del tortuoso meccanismo che, sulla “via dell’illuminazione”, impone di pagare cospicue somme per scalare le gerarchie della conoscenza, sia dei meccanismi coercitivi che impongono ai praticanti di disconnettersi (allontanarsi) da tutti coloro che non fanno parte della cerchia del culto. Attraverso varie interviste, di celebri ex adepti come Paul Haggis e di persone che avevano ruoli di potere nell’organizzazione, e a immagini dei più noti testimonial di Scientology, John Travolta e Tom Cruise (particolarmente invasato), Gibney costruisce una sorta di film horror in cui il denaro si mischia con la suggestione e il fanatismo: un delirio allucinatorio in cui tutto è inquietantemente vero.

Going Clear – Scientology e la prigione della fede [Going Clear: Scientology and the Prison of Belief, USA 2015] REGIA Alex Gibney.
SOGGETTO Alex Gibney. FOTOGRAFIA Samuel Painter. MUSICHE Will Bates.
Documentario, durata 120 minuti.

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