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I sogni nel cassetto (1957)

sabato 4 Luglio, 2015 | di Edoardo Peretti
I sogni nel cassetto (1957)
Festival
1
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Voto autore:

Il Cinema Ritrovato, XXIX Edizione, 27 giugno – 4 luglio 2015, Bologna

Tra speranza e disillusione
Quest’anno, Il Cinema Ritrovato ha dedicato una retrospettiva a un regista, per quanto in generale buono ma non eccelso artigiano, che ha comunque avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del cinema italiano: Renato Castellani, uno dei fondatori del cosiddetto “neorealismo rosa”.

Uno dei suoi film più interessanti, riusciti e misconosciuti è I sogni nel cassetto. I sogni nel cassetto del titolo sono quelli di una giovane coppia di studenti, interpretati da una magnifica e splendida Lea Massari – in uno dei suoi ruoli più importanti – e da Enrico Pagani: i due giovani inseguono questi sogni – che si possono sintetizzare nel voler passare la vita insieme a dispetto delle regole, delle convenzioni e del “buonsenso” – combattuti tra le aspirazioni piccolo borghesi dell’ambiente e delle famiglie d’origine,mediacritica_i_sogni_nel_cassetto_290 e le pulsioni all’anticonformismo e alla libertà. Una sorta di ribellione, ingenua e “gentile” fin che si vuole, che, moderata dal tono garbato e bozzettistico della commedia, non assume mai davvero le connotazioni dello scontro frontale e drammatico, ma la cui rappresentazione proprio per questo motivo pone delle questioni importanti sulla società italiana degli anni Cinquanta in cambiamento, sempre più lontana dalle ferite della guerra e sempre più vicina all’ubriacatura del boom economico. In particolare sulle pulsioni e sulle tendenze, ancora in erba e pronte a esplodere nel decennio successivo, di attori sociali nuovi o alla ricerca di un’inedita idea di sé (i giovani e le donne). Nella vicenda narrata, il confine tra ribellione e accettazione degli schemi già radicati è labile e confuso, proprio come, del resto, lo era nella società italiana in quegli anni di trasformazione; il film di Renato Castellani diventa così un’importante testimonianza storica e culturale, anche aldilà dei comunque alti meriti propri del film. Nel suo bozzettismo di fondo, sottolineato stilisticamente dalle frequenti dissolvenze, che regala una galleria di significativi e gustosi personaggi secondari che diventano brevissimi e acuti ritratti dell’universo di provincia, I sogni nel cassetto è anche una delle ultime vere testimonianze del neorealismo, di quel cosiddetto “neorealismo rosa” che lo stesso regista aveva contribuito a creare, e che, col senno di poi, ha probabilmente mantenuto più a lungo certe fondamenta poetiche del movimento rispetto al neorealismo più tradizionale, già da una manciata di anni esaurito o diventato di maniera. Il neorealismo “formato commedia” (si veda, per esempio, il quasi contemporaneo Poveri ma belli) come filone più adatto a raccogliere il testimone della rappresentazione della realtà e delle sue problematiche in un decennio in cui gradualmente la speranza, l’entusiasmo e il miraggio del benessere crescevano. Senza però l’ottimismo ingenuo e acritico, come dimostra il tragico e inaspettato finale.

I sogni nel cassetto [Italia 1957] REGIA Renato Castellani.
CAST Lea Massari, Enrico Pagani, Lilla Brignone, Sergio Tofano, Cosetta Greco.
SCENEGGIATURA Renato Castellani, Adriana Chiaromonte. FOTOGRAFIA Leonida Barboni. MUSICHE Roman Vlad.
Commedia, durata 90 minuti.

One Comment

  1. Wilder 87 says:

    Sono d’accordo con la recensione di Peretti. “I sogni nel cassetto” è un buon film che rispecchia il suo tempo!

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