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In questo numero

Ave, Cesare!

sabato 19 Marzo, 2016 | di Teresa Nannucci
Ave, Cesare!
Speciale
7
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Voto autore:

SPECIALE BEHIND THE SCREEN – II PARTE 
La Fabbrica dei Sogni
Ci sono interi decenni di cinema dentro Ave, Cesare!, film che costruisce un mosaico fotografico di nomi, personaggi, meccanismi e professionalità ritratti in pochi secondi. Ogni nome trova riferimenti storico-culturali, ogni persona dà corpo a un genere, ogni opera rappresentata è una finestra socchiusa su più di un mondo.

Eddie Mannix, tuttofare e problem solver degli Studios, incarna il punto di contatto tra gli ingranaggi cinematografici e le persone in essi coinvolti, lo snodo grazie al quale i sogni e le fantasie prendono vita. Sicuramente meno cerebrale rispetto ad altri film dei fratelli Coen, lo spettacolo qui messo in scena è puro intrattenimento, mediacritica_ave_cesare_290sfoggio di colori e linguaggi fino alla loro giustapposizione al limite dell’incomunicabilità (il cowboy che si scontra con il damerino, per esempio). Il caleidoscopico racconto si muove tra un set e l’altro, lasciandosi conquistare dalle farse in corso, cancellando di continuo ogni possibile confine tra generi, tra fuori e dentro il cinema, tra fuori e dentro lo schermo. Individuare la trama che tiene insieme questa collana di perle è semplice quanto inutile, visto che il giallo dai risvolti inaspettati (come la conversione della vittima) interessa a pochi, finendo quasi con il risolversi da sola, aiutata soltanto dalla genuinità di Hobie Doyle, umile mestierante al servizio della popolarità. Proprio a lui, alias Alden Ehrenreich, e a Channing Tatum va un encomio per la capacità (in)espressiva, per la perfetta resa dei loro personaggi, che sono quelli con la maggiore quantità di sfaccettature personali e con una profondità nascosta dietro a due maschere di cera. Con una costruzione simmetrica e una Tilda Swinton sfacciatamente rigorose (come sapeva essere l’educatrice di Moonrise Kingdom), il buon costume che di fatto muove le acque nei retroscena divistici resta fuori dalle inquadrature, relegando copertine e foto patinate lontano dall’obiettivo. Nell’iperframmentazione del mondo inscatolato nei teatri di posa niente viene lasciato al caso, tutto viene almeno accennato, in un gioco che colpisce e coinvolge lo spettatore e che proprio (e solo) grazie a esso è possibile. Nonostante il caos e l’apparente assenza di stabilità, la fiducia accordata a questa macchina da guerra inarrestabile e del tutto autarchica è totale. Così, l’Ave, Cesare! intradiegetico si abbandona alla sicurezza del collaudato sistema produttivo, che non perde mai la fede in se stesso, neanche di fronte all’emergere di un mondo alternativo a quelli costruiti dalla Fabbrica dei Sogni per eccellenza.

Ave, Cesare! [Hail, Caesar!, USA/Gran Bretagna 2016] REGIA Joel ed Ethan Coen.
CAST George Clooney, Josh Brolin, Channing Tatum, Ralph Fiennes, Scarlett Johansson, Jonah Hill.
SCENEGGIATURA Joel ed Ethan Coen. FOTOGRAFIA Roger Deakins. MUSICHE Carter Burwell.
Commedia/Drammatico, durata 106 minuti.

7 Comments

  1. Vins says:

    Ho dato 5 anche io e sono d’accordissimo con la recensione

  2. Moschio says:

    Capolavoro! E ottima recensione Tere!

  3. Sensei says:

    D’accordo con l’analisi, non sul voto. Capolavoro proprio no,i Coen hanno fatto di meglio.

  4. Gianduia says:

    Ottimo film, più stratificato di quanto possa sembrare, splendidamente dissacrante e pure un po’ nichilista, ma di un nichilismo beffardo alla “Drugo”. Ottima analisi, brava: io gli avrei solo dato una stella in meno (ottimo film, non capolavoro)

  5. harley_quinn says:

    Quando è finito volevo alzarmi in piedi e applaudire comne se non ci fosse un domani. Fantastica recensione, concordo su tutto. Al prossimo capolavoro dei Fratelli Coen.

  6. Max says:

    D’accordo con la recensione ma definirlo un cavolavoro è esagerato.

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