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Indivisibili

sabato 1 Ottobre, 2016 | di Edoardo Peretti
Indivisibili
In sala
2
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Voto autore:

Viola e Dasy
Indivisibili rappresenta per il regista napoletano Edoardo De Angelis allo stesso tempo un passo in avanti e una conferma delle sue caratteristiche più promettenti. Al suo terzo film il regista campano smussa infatti i difetti che avevano appesantito il precedente Perez. mantenendo però gli aspetti più promettenti, come una certa visionarietà, lì ancora acerba ma della quale i segnali erano già chiari, e soprattutto la capacità di esaltare gli ambienti, sia a livello strettamente scenografico e d’atmosfera, sia in un senso più significante, rendendo i luoghi casse di risonanza di problemi e storture sociali.

Viola e Dasy (interpretate dalle gemelle Marianna ed Angela Fontana) sono due gemelle siamesi diventate, grazie alla guida del padre/padrone, star neomelodiche del litorale domiziano. Le due sognano di fuggire dalla realtà di miseria, squallore e mancanza d’orizzonti, ognuna però in maniera diversa: Dasy, apparentemente più orgogliosa, forte e convinta, mediacritica_inseparabili_290vorrebbe approfittare della possibilità di separarsi, mentre Viola, apparentemente più tranquilla, smarrita ed arrendevole, vorrebbe mantenere il legame anche fisico con la sorella, rifiutando l’idea dell’operazione. Raccontando questa sulla carta delicata vicenda, il regista campano realizza un film vitale e contagioso nella descrizione del rapporto tra le due protagoniste e nel racconto delle loro speranze, oltreché cupo nei significati più vasti e nella rappresentazione di tutto ciò che le circonda, scegliendo come tono adatto a tenere legate le due tendenze il realismo magico, richiamando modelli codificati. La mappatura dei luoghi ricorda il Garrone de L’imbalsamatore, con cui condivide soprattutto l’idea di un realismo quasi metafisico – qui più all’insegna dei colori solari e dei tramonti sul mare che della nebbia e delle ombre, ma ad ogni modo comunque spiazzante –, mentre i momenti più caustici sullo sfruttamento delle due ragazze ricordano il Marco Ferreri de La donna scimmia (del resto, per rendere ancora più chiara la cosa, Marco Ferreri è il nome di un personaggio del film, in un richiamo un po’ ingenuo). Indivisibili funziona – nonostante un certo squilibrio tra l’ottimo comparto stilistico e visivo e quello più claudicante della scrittura e della definizione dei personaggi secondari – proprio per il continuo contrasto tra la vitalità e la sete di speranza e di futuro delle ragazze, forte anche nei momenti più disperati, e il piattume e la stagnazione del contesto, geografico, culturale e sociale. Si veda per esempio come alcuni personaggi ed elementi, dai lavoratori extracomunitari sfruttati ai non luoghi dell’abusivismo edilizio, siano sapientemente lasciati quasi sullo sfondo, agendo però, con la loro presenza costante, come moniti per una realtà apparentemente condannata.

Indivisibili [Italia 2016] REGIA Edoardo De Angelis.
CAST Marianna Fontana, Angela Fontana, Massimiliano Rossi, Antonia Truppo, Peppe Servillo.
SCENEGGIATURA Edoardo De Angelis, Barbara Petronio, Nicola Guaglianone. FOTOGRAFIA Ferran Paredes. MUSICHE Enzo Avitabile.
Drammatico, durata 100 minuti.

2 Comments

  1. Spencer says:

    Recuperato recente, l’ho trovato davvero un buon film! Sono d’accordo con i richiami e riferimenti citati nella recensione. Secondo me sono da notare anche i vari movimenti di macchina, mai invadenti o compiaciuti.

    Si sa perché non è stato messo in concorso all’ultima Mostra di Venezia?

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