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XXX – Il ritorno di Xander Cage

sabato 21 Gennaio, 2017 | di Emanuele Rauco
XXX – Il ritorno di Xander Cage
In sala
10
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Oltre il demenziale
Si abbatta ogni remora: dopo aver flirtato con l’ironia e un certo distacco meta-linguistico, il cinema di Vin Diesel (che in quanto attore-icona e produttore dei suoi film, ne è in qualche modo l’autore) vira direttamente nell’auto-parodia con XXX – Il ritorno di Xander Cage, terzo film della serie action, a 12 anni di distanza dal secondo, diretto da D.J. Caruso.

Basterebbe il prologo per avere l’impressione di essere di fronte a uno dei film che negli anni ’90 facevano il verso alla premiata ditta Zucker-Abrahams-Zucker: Samuel L. Jackson in un ristorante cinese spiega a Neymar (sì, lui, l’attaccante del Barcellona e Brasile) cosa è e cosa fa un agente xxx mentre il calciatore non capisce nulla ma sventa una rapina con un calcio a un portatovaglioli.mediacritica_xXx_ritorno_xander_cage_290 La scena finisce con un satellite che distrugge tutto e uccide i due: è qui che la NSA richiama in servizio Cage, chiedendo a lui e alla sua squadra di recuperare “Il vaso di Pandora”, un’arma che può controllare tutti i satelliti militari. Anche nel plot, F. Scott Frazier guarda direttamente agli anni ’90, all’action ormonale e maleducato, rozzo prima di tutto cinematograficamente, ma Caruso e Diesel lo correggono con l’immaginario visivo e musicale di Fast & Furious e con una struttura da serial televisivo tradizionale. Il cuore dell’operazione sta però nell’approccio che va oltre la linea che separa l’umorismo dalla stupidità: ciò che nel primo film (più che nel secondo, in cui non a caso mancava Diesel) e in tutta la serie su Torello impedisce allo spettatore di prendere sul serio le vicende sullo schermo, in XXX 3 si trasforma in humour puerile, in una boutade grottesca che sarebbe surreale se non fosse pedestremente realizzata. Perché ci si potrà anche appellare al film senza pretese ma vedere una CGI così pietosa e stunt realizzati su tremendi fondali è un po’ offensivo per una macchina industriale multi-milionaria. Però è un film che, come sempre fa il cinema popolare, dice qualcosa del mondo: per esempio, è curioso vedere come, dopo anni di estremismi altrui, il nemico torni a essere interno, i militari e la CIA contro un pugno di dropout da manuale che rispolverano la voglia di isolamento che da sempre regna in una parte d’America e che l’avvento di Trump riporta in auge. Un’affermazione “politica” paradossale visto che il film è prodotto con capitali cinesi e indiani, ma è la nuova globalizzazione hollywoodiana. Certo, fa un po’ tristezza vedere fenomeni come Donnie Yen e Tony Jaa coinvolti in questo mix di regia, montaggio e scrittura sotto la soglia di decenza, ma seppure a mandorla, il denaro non puzza. Anzi.

XXX – Il ritorno di Xander Cage [XXX: Return of Xander Cage, USA 2017] REGIA D.J. Caruso.
CAST Vin Diesel, Donnie Yen, Tony Jaa, Nina Dobrev, Toni Collette, Samuel L. Jackson.
SCENEGGIATURA F. Scott Frazier. FOTOGRAFIA Russell Carpenter. MUSICHE Brian Tyler, Robert Lydecker.
Azione, durata 107 minuti.

10 Comments

  1. Moschio says:

    …mi sa che l’era Trump ci porterà molti di questi filmetti di merda! 🙁

  2. Ezz92 says:

    Vin Diesel e Caruso potevano generare solo qualcosa del genere. Tutti i difetti del film, che ben recensite, sono riscontrabili nella loro poco gloriosa carriera. Certo Vin qualche soldo lo ha fatto, questo è già un miracolo

  3. Ettopino says:

    un film senza pretese che deve solo intrattenere, foste tutti un po’ ignoranti come me passereste due ore allegre!!

    • Emanuele Rauco says:

      io adoro i film ignoranti per passare due ore allegre. Per esempio sono un fan di Die Hard, apprezzo la serie Fast & Furious eccetera. Ma devono divertire e coinvolgere, anche stupire. Questo è talmente brutto nella sua realizzazione che mi sento offeso se penso che per avere lo stesso risultato alla Asylum spendono un centesimo

      • Ettopino says:

        Die Hard, almeno il primo, quello dell’88, non può essere paragonato a questa porcheria 🙂 Pensa solo al cast. Qui voliamo molto più basso, dai grattacieli alle baracche! Però, è pensato (bene a mio avviso) per un target ben preciso che lo apprezza. Difficile capirlo se non si è abbastanza ignoranti 😉

  4. Zip says:

    Praticamente è come la Asylum girerebbe I Mercenari!

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