adidas nmd city sock adidas nmd city sock adidas nmd city sock gum pack release date info adidas NMD R1 Trail adidas nmd city sock gum soles adidas nmd city sock gum pack adidas nmd city sock nmd city sock primeknit core blacklush blue adidas nmd city sock black gum where to buy adidas nmd city sock winter wool adidas nmd city sock primeknit s79150 core black adidas nmd city sock core black adidas nmd primeknit city sock black adidas nmd city sock core black lush blue release date adidas NMD R1 PK adidas nmd chukka receives og colorway NMD City Sock PK adidas nmd chukka 2 adidas NMD R1 Triple Black comparing og adidas nmd r1 nmd chukka

In questo numero

Cosmopolis

lunedì 28 Maggio, 2012 | di Massimo Padoin
Cosmopolis
Speciale
1
Facebooktwittermail
Voto autore:

Falsi movimenti
Per chi ha seguito le ultime pellicole di Cronenberg pare abbastanza evidente come il regista canadese abbia sensibilmente cambiato il suo modo di fare cinema: una via delirante e ossessiva tanto da essere costantemente provocatoria (propria di buona parte della carriera fino a eXistenZ), mentre l’altra epidermicamente meno turbante e segnata da uno stile molto rigoroso (da Spider in poi).

Ora, qui non s’intende mettere in evidenza le differenze tematiche dei due registri, ma questa premessa risulta necessaria per tenere a mente come questo scarto sia più stilistico che tematico, vista l’estrema coerenza di Cronenberg nei confronti delle proprie ossessioni.
Cosmopolis diviene di fatto il luogo dove le due anime s’incontrano e convivono, e ciò, prima di tutto, è visibile dall’impianto luministico della scena. Nella sua ultima pellicola, Cronenberg torna ad utilizzare delle luci che vanno a colpire frontalmente i volti dei personaggi, ponendo la macchina da presa trasversalmente dalla fonte di luce (ciò avveniva ad esempio ne Il Pasto Nudo o in Crash). Questo va a unirsi all’uso, in contrapposizione a prima, di un marcato gioco di chiari scuri e di una luce gialla che avvolge o contorna i protagonisti (elementi che inizia ad utilizzare abbondantemente da Spider in poi) e che nell’immediato collega all’idea di malattia sulla quale il regista ha da sempre costruito i propri pensieri e riflessioni, mostrando non tanto le conseguenze ma i sintomi che essa provoca. L’impianto luministico non è fondamentale solo per riconoscere in Cosmopolis la convivenza delle due facce di Cronenberg, ma diventa elemento essenziale anche per cogliere il falso movimento che il protagonista compie all’interno della propria limousine: qui le luci sui personaggi non seguono il movimento dell’auto, facendoci percepire un moto fasullo ed evidenziando come tutte le scene siano state girate in green screen. Questo falso movimento di fatto è il segno di un potere incrollabile, indifferente, che diviene costante all’interno della Storia del Mondo, dove tutto può proseguire, distruggersi o ribaltarsi, ma il potere (incarnato dal capitalismo) sarà sempre inalterabile.
“Distruggere il passato, creare il futuro”: è questa la condizione necessaria affinché il capitalismo possa sopravvivere, cancellare le tracce, togliere il movimento alla Storia per convincere tutti a una falsa stabilità. Questa però è prima di tutto una condizione mentale cui dobbiamo essere indotti a credere, perché tutto del capitalismo è incorporeo e impalpabile, un fantasma che vaga nel mondo. Che accadrebbe se a questa condizione mentale si affiancasse una necessità fisica, sessuale, se “la più logica evoluzione degli affari è l’omicidio” e richiede non più uno stato mentale e nemmeno una predisposizione all’agire, ma contrariamente una riscoperta del corporeo (l’errore fondamentale che il protagonista compie è sottolineato proprio dalla sua prostata asimmetrica)?
Si creerebbe un collasso del sistema. L’incorporeo che scopre e necessita del corporeo non è possibile da accettare, l’unica soluzione è l’implosione dell’essere che sostiene il sistema. Ma se l’implosione ci è già stata mostrata in A Dangerous Method, l’unica via rappresentabile è quella di un nulla interiore (l’impassibilità della recitazione) che ricorda tremendamente quello beckettiano, ma che, al contrario dello scrittore irlandese, questo nulla umano si trasforma in buco nero trascinando a sé tutto (non vediamo quasi mai come gli ospiti capitino dentro la limousine) e facendolo sprofondare in un collasso sempre più inevitabile.

One Comment

  1. Pingback: Strange Days (1995) - Mediacritica – Un progetto di critica cinematografica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

adidas yeezy boost 350 turtle dove transcends sneakers adidas yeezy 350 boost turtle dove restock re release adidas yeezy 350 boost black release date yeezy 350 boost low yeezy boost 350 pirate black yeezy boost 350 low adidas yeezy boost 350 v2 black white yeezy boost 350 moonrock adidas yeezy 350 boost moonrock release date moonrock yeezy 350 boost legit real fake on foot look adidas yeezy boost 350 oxford tan adidas yeezy boost 350 v2 zebra another look adidas yeezy boost 350 oxford tan even more images yeezy 350 moonrock release date adidas yeezy 350 boost black adidas yeezy 350 boost low heres where you can cop the black adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost 10 reasons why the adidas yeezy 350 boost will sell out instantly