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L’erba del vicino è sempre più verde (1960)

giovedì 17 Novembre, 2011 | di Edoardo Peretti
L’erba del vicino è sempre più verde (1960)
Film History
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Il cuculo si prende gioco dell’uomo sposato
L’erba del vicino è sempre più verde di Stanley Donen si ricollega e si inserisce nella tradizione di un certo tipo di commedia brillante americana: la sophisticated comedy, in auge soprattutto tra gli anni Trenta e Quaranta, e caratterizzata dall’ambientazione nell’alta società, dall’eleganza di ambienti, costumi e scenografia, dall’origine molto spesso teatrale e dalla quasi assoluta prevalenza dei dialoghi rispetto all’azione e quindi di un ironica e brillante comicità di parola.

Ritroviamo tutte queste caratteristiche nel film di Donen, in cui è in scena un triangolo amoroso che coinvolge una nobile coppia inglese (Cary Grant e Deborah Kerr, bravi entrambi)  e un petroliere miliardario americano (Robert Mitchum, un po’ fuori parte), a cui si aggiunge la migliore amica della coppia (Jean Simmons, la migliore) a mediacritica_l_erba_del_vicino_e_sempre_piu_verde_290scompaginare le carte. Il miliardario petroliere si innamora della nobile inglese, riuscendo presto a farla cadere tra le sue braccia: lo scaltro marito capisce l’inghippo, e organizza un fine settimana in cui i due maschi si sarebbero contesi la donna. Come accennato, a dominare sono i dialoghi, carichi di ironia e allusioni varie: se molto spesso questi vanno a segno toccando alti livelli di sarcasmo e di elegante perfidia, in altri momenti, soprattutto in quelli più intimisti, non riescono a conferire il ritmo giusto, dando la sensazione di una certa prolissità. Il dominio della parola permette a Stanley Donen di limitarsi a dirigere con mestiere il traffico per tre quarti dell’opera, cosa che non gli impedisce nel restante quarto di regalare pezzi di bravura: per esempio, le carrellate con cui nella parentesi londinese fa capire, in un capolavoro di allusione, che la donna e il petroliere se la stanno godendo, oppure lo split screen al momento della telefonata, in cui viene attuato un divertente gioco di rimandi tra le due parti dello schermo, senza contare la maestria, ereditata dal suo periodo musical, nel gestire la colonna sonora. The Grass Is Greener agisce inoltre su due piani di significato: da un lato il più evidente, cioè la messa in scena di ambienti aristocratici favolistici e un po’ fuori dal mondo e di storie che facciano “sognare” il pubblico; dall’altra l’innesto tra le righe, nei dialoghi, di elementi di cattiveria e di riferimenti culturali e sociali che lo rendono aderente al contesto, e che mettono un po’ di amarezza di sottofondo. Negli anni Trenta della Grande Depressione questo aspetto era più evidente, urgente e consono, si pensi all’archetipo Pranzo alle otto di George Cukor, ma anche nel film di Donen troviamo graffianti frecciate, per esempio, alla mentalità economica dominante, o all’ipocrisia e all’egoismo mascherati da un’elegante cortesia.

L’erba del vicino è sempre più verde [The Grass Is Greener, Gran Bretagna 1960] REGIA Stanley Donen.
CAST Cary Grant, Deborah Kerr, Robert Mitchum, Jean Simmons.
SCENEGGIATURA Hugh Williams, Margaret Vyner. FOTOGRAFIA Christopher Challis. MUSICHE Noel Coward, Douglas Gamley.
Commedia, durata 105 minuti.

L’erba del vicino è sempre più verde (1960)
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