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Bianca (1984)

sabato 18 Aprile, 2015 | di Eleonora Degrassi
Bianca (1984)
Film History
2
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Voto autore:

SPECIALE NANNI MORETTI
L’uomo che amava una donna
“Il mio Michele combatte contro la superficialità dei sentimenti, contro il disimpegno amoroso, e lo fa, se non come una missione, come un sacerdozio”. Con queste parole Nanni Moretti racconta il protagonista di Bianca, Michele Apicella, maschera smarrita, disarmonica, spietata e disperata, personaggio feticcio alter ego del regista, intorno al quale e dal quale nasce il cinema morettiano.

Michele è affascinato dal modo di camminare, ama gli amici, le scarpe, le storie d’amore, i dolci e vive secondo un suo codice morale: si arrabbia, si indigna e spadroneggia nelle famiglie altrui (pensiamo alla sequenza della cena a casa di una sua alunna). mediacritica_bianca_290Michele arriva nella discutibilissima scuola “Marilyn Monroe”, e lì insegna a una classe che sa già tutto. È estremamente buono, ma anche incredibilmente pazzo, si occupa di cose che non lo riguardano e si preoccupa con ossessionato interesse di amici e studenti, spiandoli (la memoria cinefila corre a La finestra sul cortile). Al centro dei suoi pensieri ci sono le relazioni d’amore: Michele si impegna in modo quasi aggressivo a mettere una toppa, quando i rapporti di chi gli sta intorno si lacerano (“La felicità, se c’è, deve essere assoluta”). Non è pronto all’amore (“Non sono abituato alla felicità”) e, quando incontra Bianca – presenza fisica e proiezione della mente – si innamora subito del suo incedere (“Ogni camminata è una concezione del mondo”, eco a L’uomo che amava le donne di Truffaut). È vinto dal desiderio di lei, ma è anche sottomesso da un’impotenza emotiva, vuole che sia sua ma le chiede di lasciarlo. Michele ha la pedanteria e l’utopia del bambino pieno di domande, in un mondo in cui le cose sono assolute e infinite, ma anche la boria dell’adulto, convinto di avere la verità in mano. Michele si comporta come un odioso Peter Pan, dall’indole psicotica e ossessiva che non gli fa discernere realtà e finzione, giusto e sbagliato, ciò che è importante da ciò che non lo è. In suo aiuto accorrono il Mont-Blanc e la Sacher (dessert che mangiano i due innamorati al primo appuntamento: “Continuiamo così, facciamoci del male” dirà con aria desolata), l’ormai celebre barattolo di Nutella gigantesco e il gelato, che riempiono i vuoti sentimentali della sua esistenza “disfunzionale”. Bianca è un giallo parodiato, una commedia con un’alta percentuale di dolore (“è triste morire senza figli”), un dramma con riso beffardo e grottesco stampato in piena faccia, in cui si indaga un infelice cronico, incapace di gestire attimi di felicità. La pellicola resta ancora oggi un film godibile, ricco di spunti, uno dei cult della filmografia morettiana.

Bianca [Italia 1984] REGIA Nanni Moretti.
CAST Nanni Moretti, Laura Morante, Roberto Vezzosi, Dario Cantarelli, Remo Remotti.
SCENEGGIATURA Nanni Moretti, Sandro Petraglia. FOTOGRAFIA Luciano Tovoli. MUSICHE Franco Piersanti.
Commedia/Drammatico, durata 95 minuti.

2 Comments

  1. Anonimo says:

    Il Moretti pedinatore-voyeur è irresistibile

  2. paco says:

    Io direi: l’uomo che non è capace di amare. Razionale, preciso, maniacale (professore di matematica!), convinto di mettere ordine nelle “cose” quotidiane, si arrende nelle sue stesse contraddizioni fino all’irrazionalità del suo gesto. A mio avviso è un film completo. D’accordo con le tue citazioni e accostamenti, ma ci vergogniamo di accostarlo anche a Woody Allen?

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