adidas nmd city sock adidas nmd city sock adidas nmd city sock gum pack release date info adidas NMD R1 Trail adidas nmd city sock gum soles adidas nmd city sock gum pack adidas nmd city sock nmd city sock primeknit core blacklush blue adidas nmd city sock black gum where to buy adidas nmd city sock winter wool adidas nmd city sock primeknit s79150 core black adidas nmd city sock core black adidas nmd primeknit city sock black adidas nmd city sock core black lush blue release date adidas NMD R1 PK adidas nmd chukka receives og colorway NMD City Sock PK adidas nmd chukka 2 adidas NMD R1 Triple Black comparing og adidas nmd r1 nmd chukka

In questo numero

La pelle che abito

lunedì 26 Settembre, 2011 | di Ilaria Tozza
La pelle che abito
Speciale
0
Facebooktwittermail

Oggi shopping, cambio pelle!
Una donna distesa sul letto legge un libro. Un monitor racchiude la sua immagine all’interno di una cornice. Zoom-in, e dalla figura intera si passa ad un primo piano tremante. Vera, la nostra “Venere distesa”, guarda in camera e fissa il proprio osservatore. Lo sguardo è commosso e gli occhi pieni di lacrime.

Imprigionata in una stanza, spiata dalle telecamere orwelliane di un chirurgo megalomane, e protetta solo da una tutina color carne si offre allo sguardo del proprio carceriere rendendosi oggetto del desiderio. Un modo per proteggersi e, forse, per salvarsi. “Ti piace quello che vedi?” chiede Vera al dottor onnipotente (Robert Ledgard/Antonio Banderas), ma il progetto -purtroppo- non è quello di raccontare il rapporto tra vittima e carnefice. Un tocco di grottesco con la comparsa dell’uomo-tigre, figlio della domestica dalle “viscere malate” e fratello del dottor onnipotente, un po’ di sangue e si va avanti. Già guarita dalla violenza subita Vera (Elena Anaya) chiede allo scienziato un po’ di complicità: l’apertura della propria cella d’osservazione in cambio di fedeltà ed obbedienza.
Lo sguardo commosso non lo ritroveremo più, se non alla fine. Almodòvar cambia un po’ meccanicamente la prospettiva abituale imponendo ad un personaggio abbozzato (Vicente/Jan Cornet) la figura di una donna. Il dolore di vivere in un corpo non proprio svanisce semplicemente in questo. Non conosciamo Vicente nel corpo di Vicente, il dramma dunque non può esistere. Il dolore di vedere manipolata la propria immagine e di vedersi imposto il riflesso di un’altra persona non può affondare radici profonde nello spettatore. Conosciamo Vera e Vicente come due persone separate, identità, abitudini, due nomi diversi. Nello sguardo di lei/Vera non c’è niente di lui/Vicente che si è visto drogato, legato, imprigionato, mutato. Non c’è tensione, né odio, né attaccamento alla propria immagine e alla propria identità. Il rapimento, gli affetti e gli anni rubati svelano -solo alla fine- ben poco amaro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

adidas yeezy boost 350 turtle dove transcends sneakers adidas yeezy 350 boost turtle dove restock re release adidas yeezy 350 boost black release date yeezy 350 boost low yeezy boost 350 pirate black yeezy boost 350 low adidas yeezy boost 350 v2 black white yeezy boost 350 moonrock adidas yeezy 350 boost moonrock release date moonrock yeezy 350 boost legit real fake on foot look adidas yeezy boost 350 oxford tan adidas yeezy boost 350 v2 zebra another look adidas yeezy boost 350 oxford tan even more images yeezy 350 moonrock release date adidas yeezy 350 boost black adidas yeezy 350 boost low heres where you can cop the black adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost 10 reasons why the adidas yeezy 350 boost will sell out instantly