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South Park – Il Bastone della Verità

mercoledì 9 Aprile, 2014 | di Mattia Filigoi
South Park – Il Bastone della Verità
videogiochi
1
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E dal cul fece trombetta
Paradossalmente, nel Bel Paese, di South Park sono arrivati prima i videogiochi che la serie animata. L’FPS South Park (1998), il party game Chef’s Luv Shack (1999), South Park Rally (2000), versione povera di Super Mario Kart, erano boiate pazzesche, produzioni istantanee distribuite della Acclaim subito dopo la messa in onda statunitense della prima stagione (1997), dove il contributo di Stone e Parker era limitato al doppiaggio dei personaggi.

Passano gli anni, ma a Parker e Stone la sciatteria di quei videogiochi resta sempre nel gozzo, così come il desiderio di porvi rimedio di persona: la risposta è South Park – The Stick of Truth, uscito finalmente questo marzo dopo un anno di attesa a causa del fallimento della casa distributrice, la storica THQ (e rilevato poi dalla Ubisoft).
Immersi nella grafica piatta ed essenziale che è marchio di fabbrica della serie, nei panni di un misterioso ragazzino appena arrivato a South Park ci troveremo in mezzo alla battaglia tra gli umani di Cartmanmediacritica_south_park_the_stick_of_truth_290 e gli elfi di Kyle per il controllo del Bastone delle Verità, che consente il dominio dell’universo a chi lo possiede. Niente più che un gioco, ovviamente, finché i nostri non si troveranno ad affrontare un invasione di zombi nazisti e una ridicola organizzazione governativa che vuole nuclearizzare South Park per contenere la piaga dei morti viventi.
Summa del meglio della serie, straripante riferimenti che faranno sghignazzare alla grande i fan, The Stick of Truth è un gioco di ruolo dalle meccaniche simili a quelle di Final Fantasy, splendidamente sviluppato dagli esperti della Obsidian, che si pone come risposta satirica ai blockbuster open world stile Skyrim: la cittadina di South Park è microscopica, a differenza dello sconfinato mondo creato dalla Bethesda (eppure funziona, forse anche meglio), e i nostri poteri magici sono chiamati “Urla del Drago”, proprio come in Skyrim. Ma se da una parte la cosa è incredibilmente seriosa, qui la si butta sullo scatologico (è pur sempre South Park): le nostre urla sono infatti peti devastanti, ancor più potenti se prima di esalarli ci mangiamo un burrito. Dalla “Loffia Silente” alla terrificante “Nakasaki” (che ci insegneranno Trombino e Pompadour), a suon di scoregge abbatteremo avversari e sveleremo aree segrete della mappa, senza dimenticare che è possibile rilasciare gas in qualsiasi momento e in faccia a chiunque, nemici sconfitti compresi. Ok, detta così pare una cagata (per restare in tema), invece la cosa è terribilmente liberatoria e, inutile negarlo, assolutamente divertente. E soprattutto non offusca il resto del gioco, che nelle sue 10-15 ore di durata condensa una serie di situazioni sempre più grottesche (tipo lo scontro con il feto zombi nazista gigante, appena abortito da una Kardashian) e un sacco di sub quest esilaranti.
Rimangono svariate perplessità: è possibile giocare con quattro classi differenti – il guerriero, il mago, il ladro e l’ebreo – ma le differenze tra loro sono minuscole, cosa che unita al fatto che il level cap si raggiunge tranquillamente ben prima dello scontro finale, inferisce un duro colpo alla rigiocabilità, così come alle volte verrà chiesto di compiere una scelta (tipo schierarsi con Cartman o con Kyle), ma qualsiasi strada percorreremo non porterà ad alcuna variazione nella trama. Nel gioco, inoltre, possiamo spaccare qualsiasi cosa per recuperare accessori, ma questi altro non sono che inutile spazzatura, da rivendere per pochi centesimi: per un genere che oramai di base permette di crearsi le proprie armi con gli oggetti trovati in giro, non si capisce la mancanza di questa possibilità. Probabilmente, è sempre per satireggiare Skyrim (che in questo eccelle), ma qui la cosa è davvero controproducente. Confidiamo in un prossimo DLC che implementi questa opzione, e nel frattempo godiamoci quel che abbiamo, un videogioco veloce, divertente, liberatorio, consigliatissimo non solo ai fan sfegatati della serie, ma anche a chi comincia ad approcciarsi al mondo dei videogiochi di ruolo.

South Park – Il Bastone della Verità [South Park – The Stick of Truth, USA 2013]
SVILUPPATORI Obsidian Entertainment, South Park Digital Studios.
DISTRIBUTORE Ubisoft.
PIATTAFORME X-Box 360, Play Station 3.
Gioco di ruolo, durata 10 – 15 ore.

One Comment

  1. cartmanrules says:

    la cosa più geniale è il Canada a 8-bit

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