adidas nmd city sock adidas nmd city sock adidas nmd city sock gum pack release date info adidas NMD R1 Trail adidas nmd city sock gum soles adidas nmd city sock gum pack adidas nmd city sock nmd city sock primeknit core blacklush blue adidas nmd city sock black gum where to buy adidas nmd city sock winter wool adidas nmd city sock primeknit s79150 core black adidas nmd city sock core black adidas nmd primeknit city sock black adidas nmd city sock core black lush blue release date adidas NMD R1 PK adidas nmd chukka receives og colorway NMD City Sock PK adidas nmd chukka 2 adidas NMD R1 Triple Black comparing og adidas nmd r1 nmd chukka

In questo numero

E ora parliamo di… Marvel Cinematic Universe

sabato 25 Aprile, 2015 | di Massimo Padoin
E ora parliamo di… Marvel Cinematic Universe
Review
0
Facebooktwittermail

In un mondo di supereroi
Qualcuno un tempo diceva “chi guarderà i guardiani”? Poi un fumetto ne riprese il quesito, ma con un sottinteso malizioso che potrebbe esser letto così: “chi ci guarderà dai guardiani”?

Non andiamo troppo avanti. In principio fu Iron Man, prima vera trasposizione cinematografica di un fumetto non pensata esclusivamente al singolo supereroe, ma come parte di un universo più largo e interconnesso, che ha visto poi aggiungersi L’incredibile Hulk, Thor e Captain America con relativi seguiti. La domanda che ci si chiede, “chi reggerà le redini dell’esperienza della Marvel Cinematic Universe (MCU)?”, è un quesito fondamentalmente sterile. mediacritica_marvel_cinematic_universe_290Perché tra il produttore esecutivo e presidente della Marvel, Kevin Feige, e il sovrintendente creativo, Joss Whedon, la rivoluzione che l’intera operazione ha messo in atto è stata quella d’aver portato al cinema il modello produttivo televisivo di suddivisione del lavoro episodica. Un processo che ha garantito sì un lavoro in sinergia preciso, ma allo stesso anche la possibilità di mascherare la monodimensionalità narrativa di eroe vs villain, per giocare principalmente con diversi generi e identità narrative. Un’offerta ampliatasi anche alla serialità televisiva, ma non solo: se diegeticamente tutto persegue il medesimo fine, lo stesso si può dire anche per quello che si trova all’esterno, con gli Avengers identificati fortemente negli attori, legati in quanto gruppo. Chiaro, qui si parla di marketing, ma l’intenzione di confondere continuamente i due piani è palese, identificando profondamente i personaggi con i volti degli attori (Robert Downey Jr. in Tony Stark), non solo volti-immagine del marchio, ma componenti di un gruppo riunito solo nel testo e paratesto dei main event (i tre film previsti sugli Avengers appunto), e che presi singolarmente alimentano un fanatismo sulla loro unione. Per questo allora sono continui i camei degli altri protagonisti all’interno degli episodi dedicati ai singoli, divenendo carburante che alimenta l’attesa al piacere spettatoriale, culminando, sia in The Avengers che in Age of Ultron, in quel piano sequenza che li racchiude uno di fianco all’altro in un orgiastico combattimento sinergico. Le famose scene post-credits non sono allora solo sequenze di connessione tra micronarrazioni e una macronarrazione, ma cliffhanger a un piacere spettatoriale rilanciato costantemente verso il futuro che non è solo di natura narrativa. La capacità del MCU è stata quella di far percepire al pubblico quelli che sono veri e propri blockbuster come step in avvicinamento all’Evento, senza far perdere importanza ai singoli episodi, aggiungendoci la geniale scheggia impazzita fuori da questo schema di divismo supereroistico (I guardiani della galassia), ma che ne conferma l’aura scanzonata. L’universo che si delinea è come un enorme sistema nervoso composto da tanti capillari che portano agli Avengers come centri nevralgici. Episodi realizzati non solo per soddisfare il godimento spettatoriale, ma soprattutto per convogliare tutto questo in un cruciale scontro e confronto di divismo supereroistico – il primo The Avengers – e che Age of Ultron ne scoperchia il punto nevrastenico, tra debolezze rivelate in sogni a occhi aperti, e una prostrazione di ego sempre più insicuri della fattibilità del mantenimento di un gruppo a difesa della Terra. La debolezza suscitata della possibilità di perdere il resto della compagine diegetica trae forza anche dalla possibilità di vedere il gruppo di Avengers in situazioni quotidiane sia come personaggi che come attori. Per questo la scena post-post-credits di The Avengers con i sei vendicatori seduti in un fast food a mangiare con gli sguardi persi nel vuoto racchiude in un certo senso l’operazione MCU, creare una certa vicinanza in un clima di scanzonato decadentismo divistico e supereroistico. Parafrasando Wachtmen, oggi viene quasi spontaneo il quesito: “come si guarderà ai guardiani?”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

adidas yeezy boost 350 turtle dove transcends sneakers adidas yeezy 350 boost turtle dove restock re release adidas yeezy 350 boost black release date yeezy 350 boost low yeezy boost 350 pirate black yeezy boost 350 low adidas yeezy boost 350 v2 black white yeezy boost 350 moonrock adidas yeezy 350 boost moonrock release date moonrock yeezy 350 boost legit real fake on foot look adidas yeezy boost 350 oxford tan adidas yeezy boost 350 v2 zebra another look adidas yeezy boost 350 oxford tan even more images yeezy 350 moonrock release date adidas yeezy 350 boost black adidas yeezy 350 boost low heres where you can cop the black adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost 10 reasons why the adidas yeezy 350 boost will sell out instantly