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La dinastia dei Paperi

giovedì 20 Settembre, 2012 | di Edoardo Peretti
La dinastia dei Paperi
Fumetti
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Un papero nella Storia
La saga di Paperon de’ Paperoni di Don Rosa è un’opera enorme, non solo per qualità, varietà di stili, toni usati e tematiche presenti, ma anche per il lavoro di documentazione alla sua base: anni di ricerche, consulti con autori disneyani di tutto il mondo e con esperti di paperi, due anni di disegni e un approccio filologico all’opera di Carl Barks.

Verso il maestro del fumetto disneyano, l’oregoniano Uomo dei paperi, l’approccio del suo maggiore erede è caratterizzato da una grande fedeltà allo spirito di base arricchita da una evidente caratura personale. La saga può essere considerata una sorta di prequel delle storie di Barks, a partire da Natale a Monte Orso (1947), in cui Uncle Scrooge esordì e di cui nell’ultimo capitolo vengono riprese quasi identiche alcune vignette. In dodici capitoli, cui se ne aggiungeranno negli anni altri sei scritti e disegnati sempre da Don Rosa, è raccontata la vita di Paperone, da quando ha guadagnato la mitica Numero 1 e, poco più che bambino, ha dovuto lasciare il natìo borgo scozzese per emigrare in America e cercar fortuna. Si vede come pian piano, con avventure in tutto il mondo e incrociando grandi momenti della Storia con la S maiuscola, il sempre più determinato e volenteroso papero abbia superato gli inizi difficili e accumulato ricchezze sempre più grandi. Si vede anche come, parallelamente, sia mutato il suo carattere, nel finale più cattivo, avaro, intollerante ed egoista, fino alla catarsi finale. Compaiono numerosi personaggi creati da Barks e diventati famosi nell’immaginario, che fanno così la loro prima comparsa nella vita del papero di cui poi un giorno saranno protagonisti o antagonisti fissi, attraverso antenati a loro molto simili (Archimede), sia “di persona” (dai Bassotti a Rockerduck ad Amelia a Doretta Doremì fino naturalmente a Paperino e Qui, Quo, Qua), così come sono numerosi i riferimenti alle sue storie (dal Gongoro alle uova quadrate). La Saga è una graphic novel di formazione, che raggiunge in più di un punto il tono epico: lo scheletro è quello del racconto d’avventura, attraversato da una comicità costante (per cogliere la quale è necessario spesso fare attenzione alla profondità di campo di molte vignette) e aperto da struggenti squarci melodrammatici. Il riferimento cinematografico più consono è quello con il cinema western, cosa che permette di toccare alcuni elementi fondamentali della cultura statunitense: dal rapporto con la Wilderness al Self Made Man, dalla mitologia dell’età della frontiera fino all’idea secondo la quale, terminata questa, lo sviluppo economico del paese e l’arrivo della modernità hanno tradito i valori più genuini e fondanti. Non a caso, da questo punto di vista, il cambiamento in senso negativo del carattere del papero inizia dopo la fine dell’era della frontiera e al mutamento dei suoi valori, ed è parallelo alla crescita della ricchezza e del potere: Paperone si fa sempre più avaro, irascibile, inavvicinabile, egoista e questo solo man mano che diventa più ricco, avvicinandosi alla figura tipica del magnate rapace e senza scrupoli. Paperone, da giovane pieno di volontà e dedito all’etica del lavoro, caratterizzato da un’onestà di fondo e comunque felice nonostante le difficoltà e gli insuccessi dell’inizio, diventa un “papero” ossessionato dall’accumulo compulsivo della ricchezza fine a se stessa e dall’obiettivo di diventare il più ricco del mondo: tutto questo gli fa mettere in secondo piano alcuni valori di gioventù, i rapporti con i parenti e gli fa compiere alcuni atti criminali (es: la distruzione del villaggio africano nel capitolo undici Il cuore dell’impero). Parallelamente a questa evoluzione anche il tono del racconto diventa più cupo, la narrazione più sintetica e i momenti comici, pur sempre presenti, diventano più radi. C’è un punto di svolta in questo cambiamento, un momento spartiacque: lo struggente addio all’amata Doretta Doremì nel capitolo nove, Cuori nello Yukon, e alla possibilità di una vita felice, recuperata solo nel finale che si mostra come punto di partenza delle centinaia di avventure raccontate da Carl Barks ed entrate nella mitologia dell’arte a nuvolette.

La dinastia dei Paperi [The Life and Times of $crooge McDuck, USA 1994-96]
TESTO e DISEGNI Don Rosa.

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