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Spawn

lunedì 16 Gennaio, 2012 | di Mattia Filigoi
Spawn
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Mai fare patti con il diavolo
Quando venne pubblicato il primo numero di Spawn, nel 1992, accadde un miracolo: un milione e settecentomila copie vendute, record tuttora imbattuto nel mondo dei fumetti indipendenti. Il suo autore, Todd McFarlane, era già un nome noto nell’ambiente, avendo contribuito alla fine degli anni Ottanta al restyling, ora considerato storico, di un mostro sacro come l’Uomo Ragno.

Lasciata la Marvel, nel 1992 McFarlane fonda la Image Comics, e la prima pubblicazione è appunto Spawn. Sebbene sembri un supereroe, Spawn è tutt’altro. In origine, Spawn è Al Simmons, super soldato che ha passato la vita a compiere stragi in giro per il mondo per i servizi segreti americani, finché non si è innamorato e sposato. Sensi di colpa e la possibilità di una vita “normale” lo spingono a lasciare il suo terrificante lavoro: purtroppo per lui, conosce troppi segreti. Ucciso a tradimento dal suo compagno di trincea per ordine del capo dei servizi segreti, Al finisce all’Inferno, dove il diavolo Maleborgia gli propone un patto: potrà rivedere la sua amata se condurrà le truppe degli Inferi fino ai cancelli del Paradiso, nel giorno dell’Armageddon. Al accetta immediatamente, e viene rispedito sulla Terra come Spawn, essere demoniaco e deforme, dall’incredibile potere e dotato di una prodigiosa armatura senziente, in grado di proteggere automaticamente chi la indossa. Il suo compito è “reclutare” quante più anime dannate possibile per rimpinguare l’esercito infernale, ovvero uccidere assassini, stupratori, pederasti e chi più ne ha più ne metta. Ma fare patti con un diavolo non è mai cosa saggia: Al scopre ben presto di essere stato ingannato. Maleborgia gli cancella la memoria (facendogliela riemergere pian piano) e lo manda sulla Terra cinque anni dopo la sua morte: scoprirà che sua moglie, per la quale si è dannato, si è risposata con il suo migliore amico e ha avuto una figlia che lui non era stato capace di darle. Inoltre, il suo potere è limitato, e ogni volta che viene usato si consuma: al suo esaurimento, Al sarà costretto a tornare definitivamente all’Inferno con il ruolo di generale degli Inferi; se non lo userà, la sua anima sarà dannata per sempre. Ribellatosi a Maleborgia, Al\Spawn si ritrova solo a New York, trovando rifugio nei lerci vicoli dei bassifondi abitati da placidi senzatetto, di cui diviene amico e protettore. Al rivoleva solo indietro la sua vita, la sua faccia e soprattutto sua moglie, e invece si ritrova braccato dalle forze infernali per il suo tradimento, da quelle del Paradiso che lo vedono come una minaccia, dal capo dei servizi segreti per il quale lavorava, che lo crede ancora vivo e pericoloso, dalla mafia di cui ha eliminato vari sicari e dalla polizia per i suoi delitti.

La trama, incredibilmente originale e appassionante, è solo uno dei punti di forza di un fumetto che in breve si è dimostrato uno dei più influenti degli ultimi vent’anni. Lo stile grafico di McFarlane, innanzitutto, è mozzafiato: la staticità è bandita, tutto è un dinamico divenire, tra scontri devastanti con creature splendidamente mostruose e ambientazioni cupe e derelitte, con vignette capolavoro grandi due pagine alternate ad altre piccole e veloci di ogni forma e dimensione. Così come eccezionali sono tutti i personaggi secondari, da Violator, demone sadico travestito da clown nano e ciccione che con le sue gigionerie splatter spesso ruba la scena allo stesso Spawn, fino alla coppia di sbirri Sam Burke e Twitch che gli danno la caccia. E geniali sono certe soluzioni narrative, come l’affidare riassunti e commenti alle vicende a tre diversi canali televisivi, riprendendo e amplificando quanto fatto, ad esempio, da Frank Miller nel suo Dark Knight Return. In Spawn la CNN fornisce la versione ufficiale dei fatti, su un canale di volta in volta diverso un commentatore propone le sue caustiche opinioni antigovernative e infine su E Entertainment vengono riportate tutte le più frivole informazioni di costume: un trittico che permette un’astuta critica della società massmediologica degli anni Novanta, che risulta valido e sprezzante anche ai giorni nostri, nonostante la diffusione di internet e dei nuovi mezzi di comunicazione alternativi alla televisione.

Infine, ciliegina sulla torta, la presenza di guest star del fumetto del calibro di Alan Moore, Neil Gaiman, Dave Sim e Frank Miller, che hanno sceneggiato alcuni numeri (rispettivamente l’8, 9, 10 e 11), regalando a Spawn personaggi e atmosfere che diventeranno basilari per i numeri successivi, come, ad esempio, la descrizione dantesca dell’Inferno, regno caotico e grottesco (frutto di Moore), e l’opposta visione di un Paradiso estremamente ordinato tramite un freddo e cinico apparato burocratico (opera di Gaiman), portando il fumetto di McFarlane a livelli di complessità e originalità incredibilmente esaltanti.

Chiunque voglia entrare nel mondo di Spawn può iniziare alla grande con il volume Spawn Origins, da poco pubblicato in Italia dalla Panini Comics: un volume da collezione che raccoglie i primi 25 numeri di Spawn, in un formato gigante che permette di apprezzare al meglio la bellezza di questo fumetto, un acquisto obbligato per tutti gli amanti dei comics, nonostante il prezzo proibitivo (59.90 €). Ma sappiate che sono soldi molto, molto, molto ben spesi.

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