adidas nmd city sock adidas nmd city sock adidas nmd city sock gum pack release date info adidas NMD R1 Trail adidas nmd city sock gum soles adidas nmd city sock gum pack adidas nmd city sock nmd city sock primeknit core blacklush blue adidas nmd city sock black gum where to buy adidas nmd city sock winter wool adidas nmd city sock primeknit s79150 core black adidas nmd city sock core black adidas nmd primeknit city sock black adidas nmd city sock core black lush blue release date adidas NMD R1 PK adidas nmd chukka receives og colorway NMD City Sock PK adidas nmd chukka 2 adidas NMD R1 Triple Black comparing og adidas nmd r1 nmd chukka

In questo numero

The Birth of a Nation – Il risveglio di un popolo

sabato 17 Dicembre, 2016 | di Francesco Grieco
The Birth of a Nation – Il risveglio di un popolo
In sala
4
Facebooktwittermail
Voto autore:

Aridatece Rambo
Guardare The Birth of a Nation ha senso solamente come pretesto e punto di partenza per fare un bilancio, ahimé tutt’altro che positivo, tanto del cinema buonista dell’era Obama, quanto dell’indie americano di provenienza Sundance.

Ci si augura che, con l’ascesa al trono di “uomo più potente del mondo” di Donald Trump, arrivi presto a salvare i nostri cuori annoiati di Millennials dal politicamente corretto un’ondata di film tamarri e ultraviolenti – ma con la giusta dose di ambiguità dell’immagine e quindi senza la monolitica seriosità del cinema impegnato –, pari a quella degli anni Ottanta reaganiani, oggi oggetto di un revival esplicito. mediacritica_the_birth_of_a_nation_290Una rinascita del cinema action più deteriore e ignorante, un nuovo mainstream estremista, che per reazione costringa i filmmaker “alternativi” a liberarsi dell’estetica hipster delle musichette bizzarre, delle famiglie pazzerelle, delle sceneggiature cerchiobottiste, da sepolcri imbiancati, scritte apposta per gli Oscar, e a tornare ad un cinema libero davvero, grunge, à la Clerks. Ci saranno così risparmiate delusioni come Selma e Fruitvale Station, dove, come nel film scritto, diretto e interpretato da Nate Parker, i deficit di sguardo erano evidenti. Tanto ormai il cinema “adulto” e politico, erede della New Hollywood, che i grandi studios non vogliono più produrre, è confluito nelle serie tv, dove non è affatto difficile trovare prodotti di qualità. Se cinema religioso dev’essere, che sia almeno visionario e posseduto, come quello che germina inarrestabile dagli opposti temperamenti di Mel Gibson e Terrence Malick. Se si guarda al romanzo storico, che almeno si abbia il rigore, la raffinatezza e la cura dei dettagli del Lincoln spielberghiano. Se si vuole rappresentare il razzismo da sempre dilagante negli States, che ci si ricordi anche della forma, dello stile, della necessità di rielaborazione di un immaginario pop condiviso, come fanno i nemici Spike Lee e Tarantino. E invece l’unica idea interessante, in The Birth of a Nation, è quella di vestire i padroni bianchi quasi sempre di nero e gli schiavi neri di colori chiari. Per il resto, la luce violenta e caravaggesca della fotografia risulta inutilmente estetizzante, banalmente pittoricistica, finalizzata solo a conferire un valore “arty” al film. A livello di movimenti di macchina, ralenti e zoom alla “viva il parroco”. Scelte musicali telefonatissime, visto il tema del film, e usata come semplice accompagnamento gospel, Nina Simone. Cast di attori anonimo, personaggi senza spessore. E il pessimo gusto della scena del bimbo impiccato, con la farfalla sul petto: premio “Telefono Azzurro” dell’anno, ex aequo con la copertina del Manifesto con il bimbo siriano annegato e con la lacrima di sangue di Fuocoammare.

The Birth of a Nation – Il risveglio di un popolo [The Birth of a Nation, USA 2016] REGIA Nate Parker.
CAST Nate Parker, Armie Hammer, Penelope Ann Miller, Aja Naomi King.
SCENEGGIATURA Nate Parker. FOTOGRAFIA Elliot Davis. MUSICHE Henry Jackman.
Drammatico, durata 120 minuti.

4 Comments

  1. Frances says:

    Bell’articolo, anche se non condivido tutto, certo cinema lasciamolo pure agli anni 80 che stiamo bene lo stesso. Era pure quella una negazione, per lo più reazionatia, dei capolavori anni 70 della New Hollywood.
    Detto che l’indie da sundance ha frantumato i cosiddetti.
    Però il voto doveva essere 1/5, nel film scrivi che non funziona nulla, cioè: più stroncatura di così?

  2. Kaiser Franz says:

    (Francesco Grieco)

  3. Kaiser Franz says:

    Ero io l’anonimo di prima, scusate 😀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

adidas yeezy boost 350 turtle dove transcends sneakers adidas yeezy 350 boost turtle dove restock re release adidas yeezy 350 boost black release date yeezy 350 boost low yeezy boost 350 pirate black yeezy boost 350 low adidas yeezy boost 350 v2 black white yeezy boost 350 moonrock adidas yeezy 350 boost moonrock release date moonrock yeezy 350 boost legit real fake on foot look adidas yeezy boost 350 oxford tan adidas yeezy boost 350 v2 zebra another look adidas yeezy boost 350 oxford tan even more images yeezy 350 moonrock release date adidas yeezy 350 boost black adidas yeezy 350 boost low heres where you can cop the black adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost low adidas yeezy 350 boost 10 reasons why the adidas yeezy 350 boost will sell out instantly