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The Twilight Saga: Breaking Dawn parte 1

lunedì 21 Novembre, 2011 | di Alice Cucchetti
The Twilight Saga: Breaking Dawn parte 1
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Breaking everything
Bella Swan avanza lentamente verso l’altare, una camminata malferma e tanto dilatata da sembrare eterna, una vaga espressione di nausea stampata sul volto. A voler fare i seri, si potrebbe dire che questo (intollerabilmente lungo) momento di Breaking Dawn parte 1 riassume alla perfezione l’intero film.

La verità è che Twilight non è cinema, nonostante le apparenze. La sua categoria d’appartenenza è quella del fanservice, cioè tutto ciò che in un prodotto seriale serve a far contenti i fan (in origine, la parola fanservice stava ad indicare le scene di sesso gratuite inserite nella trama, ma, a causa della fede mormonica della creatrice Stephenie Meyer, di sesso in Twilight non se ne vede nemmeno per sbaglio, non lasciatevi fregare dall’ingannevole trailer). In Breaking Dawn parte 1, come d’altronde negli altri episodi della saga, non succede nulla. Per lo spettatore è un calvario, proprio come l’infinito incedere di Bella verso il suo sospirato Edward. Ci sono un matrimonio, un viaggio di nozze, un bambino in arrivo. Ma se i film di Twilight si rivolgono esclusivamente ai fan dei romanzi, sta proprio in quel punto di partenza – i libri di Stephenie Meyer – il nodo dolente e irrisolvibile. Di motivi per cui Twilight – libri, film – sia un fenomeno imbarazzante e deleterio ce ne sono a bizzeffe, a partire dall’inaccettabile assunto sessista di base (la protagonista è uno dei personaggi più passivi mai raffigurati, non prende alcuna decisione, vive perennemente lacerata nella lotta tra due superuomini che si contendono l’onore di proteggerla), al fallimento narrativo su tutta la linea (la serie è costruita sulla sistematica rimozione del conflitto, su personaggi monodimensionali la cui assenza di ombre contrasta comicamente con il contesto fantasy/horror in cui si vorrebbe vivessero). In quest’ultimo episodio gli esempi di tutto questo abbondano. Bella ed Edward consumano finalmente il proprio amore, ma il sesso è per forza di cose violento e penoso, lei si risveglia coperta di lividi e, nonostante tutto, implora il marito di ripetere l’esperienza “perché non è colpa sua, ma della sua natura”. E subito la poveretta resta incinta, e la gravidanza è quanto di più doloroso si possa pensare, il pargolo si nutre di lei, le toglie ogni forza, le spezza letteralmente schiena e costole, e nonostante tutto lei soffre e sopporta “perché il figlio dell’amore non può essere un male”. Sul piano narrativo, il terzo vertice del triangolo amoroso, l’uomo-lupo Jacob, si vorrebbe combattuto tra l’appartenenza alla tribù e l’affetto per Bella, ma in realtà non c’è gara: lui, ovviamente, farà di tutto per proteggerla. E anche il conflitto sentimentale si risolve senza un confronto ma con un espediente narrativo ridicolo. Ecco, appunto, il ridicolo: è questo il punto cardine che domina Twilight, tra attori incompetenti concentrati nello sforzo sovrumano di fornire una galleria di primi piani intensi, e dialoghi surreali che chiamano a gran voce la presa in giro da parte del pubblico (non fan) in sala. Ogni pretesa di romanticismo, ogni vocazione melodrammatica viene spazzata via dall’inconcludenza narrativa e dalla piattezza dei protagonisti (pensate a quando Edward racconta il suo oscuro passato: ci aspettavamo qualche rivelazione succulenta, e invece scopriamo che, per nutrirsi, uccideva i serial killer, dunque è buono anche quando è cattivo!). Quel che resta sono stereotipi semplicemente brutti o, peggio, pericolosi, e una lezioncina sull’astinenza e sulle gravidanze indesiderate, degna di un episodio di Settimo Cielo. Sperando che funzioni un po’ come i Darwin Awards e impedisca ai twilighter di riprodursi ancora.

The Twilight Saga: Breaking Dawn – Parte 1 [The Twilight Saga: Breaking Dawn – Part 1, USA 2011] REGIA Bill Condon.
CAST Robert Pattinson, Kristen Stewart, Taylor Lautner, Lee Pace, Joe Anderson, Noel Fisher.
SCENEGGIATURA Melissa Rosenberg. FOTOGRAFIA Guillermo Navarro. MUSICHE Carter Burwell.
Fantastico/Avventura, durata 117 minuti (124 minuti versione estesa).

 

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