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Amidei 40: un bilancio finale

sabato 31 Luglio, 2021 | di Leonardo Cabrini
Amidei 40: un bilancio finale
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Il premio Amidei vira a Est
È Antonio Pisu il vincitore della quarantesima edizione del “Premio Sergio Amidei” di Gorizia. Il suo Est – Dittatura last minute è un road movie ambientato nell’ottobre del 1989, alla vigilia della dissoluzione della cortina di ferro, e racconta della vacanza di tre amici cesenati proprio nell’Europa dell’Est. Dalla vicenda emerge una certa naïveté dei protagonisti e dell’Italia provinciale del periodo, insieme al ritratto crudo della situazione dei paesi del blocco comunista. Convince, inoltre, il controllo stilistico dell’operazione, che si serve di materiale d’archivio come contrappunto alla linea narrativa principale. Una vittoria, quella del film di Pisu, che stupisce positivamente, se pensiamo all’ottima qualità anche degli altri film in concorso.

Nonostante l’assenza di Pupi Avati, surrogata da un suo breve video-messaggio in differita durante la proiezione serale del suo ultimo Lei mi parla ancora, il premio alla carriera a lui dedicato ha permesso una retrospettiva di alcuni suoi film importanti degli anni Settanta e Ottanta. Si tratti di gotico padano, di romanticismo nostalgico o di impietose raffigurazioni dell’Italia rampante, la bravura di Avati emerge non solo nella direzione d’attori, ma anche nella perfetta calibratura degli elementi tensivi delle vicende rappresentate. Mediacritica si è occupata dell’introduzione in sala dei film di questa rassegna, assieme a quelli della retrospettiva “Avere 40 anni: Scritture italiane 1981”, curata da Roy Menarini. Di gran pregio è stata la breve personale sul regista sassarese Bonifacio Angius, che ha dialogato con il pubblico, non senza una piccola polemica costruttiva sul pessimismo del suo cinema. I suoi film sono caratterizzati da una visione autentica della sua terra e da una cristallina estetica della verosimiglianza che rende le situazioni e i personaggi delle sue storie – soprattutto il recente Ovunque proteggimi – particolarmente efficaci.

Com’è noto, i film sono solo una porzione del Premio Amidei. Il cinema come discorso, cultura e insieme di pratiche sociali, è il vero protagonista. A Piera Detassis, direttrice di “Ciak” fino al 2019, è dedicato il premio alla cultura cinematografica. Nelle due occasioni di dialogo con il pubblico, Detassis ha raccontato il suo percorso professionale, che ha intercettato l’accademia, la critica più specialistica – la ricordiamo redattrice del famoso journal “Cinema e cinema” – e la divulgazione. Nonostante la sua formazione da studiosa fosse incentrata su una disciplina complessa come la semiotica, Detassis ha sottolineato l’importanza della chiarezza nell’analisi e nel giudizio critico, non nascondendo la sua antipatia nei confronti di un certo esoterismo cinefilo che è spesso presente nell’ambiente della critica cinematografica. La sezione “Pagine di cinema” ha visto invece la presentazione di quattro volumi. Ugo Pirro: La scrittura del conflitto di Donata Carelli ed edito da Universitalia è la prima monografia sul celebre scrittore e sceneggiatore, mentre A Roma con Nino Manfredi di Nicola Manuppelli (Perrone Editore) è un curioso e divertente viaggio nella vita dell’attore ciociaro. Di ottima fattura e di fondamentale importanza sono Il cervello di Carné: Letterario 1939-1943, a cura di Simone Dotto e Andrea Mariani, pubblicato da La Nave di Teseo e Culture del film: La critica cinematografica e la società italiana, a cura di Michele Guerra e Sara Martin per Il Mulino. Il primo mette insieme le lettere scritte da Ugo Casiraghi in soli due anni dal fronte albanese, dalle quali emerge la passione e la cultura filmica del critico milanese e del suo maggiore interlocutore Glauco Viazzi. Il secondo è una raccolta di saggi puntuali sulla critica cinematografica italiana, comprendendo sia casi di studio specifici, sia suggestioni teoriche.

Infine, non è mancata Mediacritica che ha proposto, insieme ai fondatori Roy Menarini e Sara Martin, una masterclass in occasione dei 10 anni dalla nascita del progetto. I relatori hanno delineato la storia della rivista, mettendone in luce le varie fasi in relazione alle evoluzioni della critica cinefila sul web. 

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