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Black Sea

sabato 18 Aprile, 2015 | di Maria Cristina Andrian
Black Sea
In sala
11
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Voto autore:

Giù nell’abisso
Il capitano Robinson è reduce dal fallimento del suo matrimonio e da quello della sua carriera lavorativa. Assembla una ciurma altrettanto disperata per tentare una missione di recupero suicida, evitando possibilmente di farsi silurare dalla marina russa nel tentativo di impossessarsi dei lingotti custoditi nel ventre di un sottomarino nazista affondato durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il filone dei film d’azione ambientati nei sottomarini coniugano giocoforza l’esperienza adrenalinica con una visione più intimistica e Black Sea trova felicemente il suo, meritato, spazio. I corridoi e gli intrichi di tubi d’acciaio del sommergibile – un moderno Olandese Volante – capitanato dal novello capitano Vanderdecken-Robinson, mediacritica_black_sea_290si chiudono ferrei sui corpi di un equipaggio allo sbaraglio, una ciurma di dannati, anelante una redenzione concretissima tramite il raggiungimento di una ricchezza che sembra sempre sfuggire per un passo. Man mano che l’equipaggio e Robinson scendono in mare la scrittura fa emergere il loro affogare senza sosta in una follia che puzza di avidità. Il tutto però senza disdegnare lotte, fughe e qualche colpo di scena davvero “a sorpresa”, che ben si coniugano alle scoperte sui personaggi e che aiutano a mantenere una certa tensione per tutta la durata del film. Un insolito Jude Law si destreggia senza esitazione nel suo ruolo di motore della vicenda e pacificatore obbligato di un gruppo che sembra pian piano impazzire divorato dalla sua stessa avidità, mentre il buio oceanico toglie raziocinio al gruppo facendo emergere i singoli. Si schiva, dunque, il rischio di una ciurma scalcagnata usata come mero pretesto per far partire una narrazione puramente action. Indubbiamente, Black Sea è un film che riesce a bilanciare tutti gli elementi ottenendo un cocktail con un discreto gusto di suspence e pericolo, mescolato ad una recitazione mai sopra le righe e che regala Jude Law in una versione nuova ed apprezzabile, pur fuori dai confini in cui l’attore si è costruito la propria carriera cinematografica.

Black Sea [Id., Gran Bretagna 2014] REGIA Kevin Macdonald.
CAST Jude Law, Ben Mendelsohn, Grigoriy Dobrygin, Scoot McNairy, David Threlfall.
SCENEGGIATURA Dennis Kelly. FOTOGRAFIA Christopher Ross. MUSICHE Ilan Eshkeri.
Azione/Drammatico, durata 115 minuti.

11 Comments

  1. Daria78 says:

    Concordo, ottima prova per un attore spesso sottovalutato.

    • Maria Cristina says:

      Allora concordiamo anche su questo. Secondo me, ha fatto un’ottima mossa ad uscire da ruoli che, nel bene e nel male, l’hanno parecchio ingabbiato.

  2. Giulio76 says:

    Devo ancora vederlo, ma la tua recensione mi ha incuriosito 🙂

  3. A most Sir Screen says:

    Sinteticamente: merita o no?

  4. Buffalo '66 says:

    Visto ieri sera! La tensione c’è tutta, e per tutta la durata del film. Secondo me ci sono dei buchi di sceneggiatura piuttosto grossi però… peccato!

    • Maria Cristina says:

      In qualche punto posso concordare. Diciamo, però, che penso li abbiano coperti efficemente con la costante presenza di pathos.

    • Pino says:

      la prima parte del film ha un buon ritmo e, ha tratti, anche una regia di qualità. Recita bene persino Jude Law (a me sembra sempre uguale e scialbo in tutti i ruoli che interpreta, boh). Ma poi il ritmo cala e la sceneggiatura è un susseguirsi di situazioni prevedibile e stereotipate… come la “guerra” ai russi col colbacco! Avesse chiuso in un’ora e venti con qualche idea in più si sarebbe meritato la sufficienza. Invece se la tira senza alcuna ragione due ore per virare verso quel patetico finale…

      • Maria Cristina says:

        Mi sa che la cosa di allungare i tempi è diventata una moda. Ogni tanto mi chiedo se paghino i film a cottimo!

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