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Manchester by the Sea

sabato 18 febbraio, 2017 | di Chiara Checcaglini
Manchester by the Sea
In sala
5
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Voto autore:

Fendere il dolore
A cinque anni di distanza dal precedente Margaret, il regista e sceneggiatore Kenneth Lonergan scrive e dirige il suo film da sei nomination all’Oscar, Manchester by the Sea, un percorso nel dolore e nel lutto familiare.

Autoesiliatosi in una vita solitaria e indigente, con un lavoro da custode-tuttofare, Lee Chandler è costretto a tornare al paese d’origine Manchester-by-the-Sea, Massachusetts, in seguito alla morte del fratello Joe, improvvisa ma non del tutto inaspettata a causa di una condizione congenita. mediacrtica_manchester_by_the_sea_290Del tutto inaspettato è invece per Lee apprendere che il fratello l’ha designato come tutore del nipote adolescente, Patrick. I piani temporali della passata vicinanza alla famiglia e della lontananza solitaria si alternano, separati dal turning point della tragedia di Lee e della sua ora ex-moglie Randi, che apprendiamo in un flashback drammaturgicamente enfatico e crudo insieme. Quella che fa bisbigliare gli abitanti di Manchester al suo passaggio – “quel Lee Chandler?” – e che segna il momento della fine delle possibilità, più che della quotidiana felicità, perché le precedenti raffigurazioni del quadretto familiare non sono privi di ombre: i litigi tra Lee e Randi (Michelle Williams come sempre intensa), i problemi di alcolismo di Elise, moglie di Joe e mamma di Patrick, che uscirà subito di scena per poi riapparire fugacemente, esteriormente ripulita ma ancora svuotata di una personalità. Nonostante l’irreparabilità della morte che a più riprese colpisce la famiglia Chandler, nonostante il volto annichilito di Casey Affleck, nonostante il focus sulla rabbia inestinguibile di Lee verso se stesso e la sua incapacità di relazionarsi al mondo, Manchester by the Sea riesce a tenersi lontano dalla retorica della redenzione, costruendo una via d’uscita indefinita e imperfetta ma possibile, che riavvia l’esistenza di Lee senza rinnegare né snaturare il peso del suo dolore e del suo lutto. All’ombra del padre/fratello buono e rispettato dalla comunità, il rapporto tra Lee, uomo spezzato, e Patty (Lucas Hedges, già visto in Moonrise Kingdom e qui in coppia con la star del film di Anderson, Kara Hayward, qui sottoutilizzata), animato da un credibilissimo egoismo adolescenziale, è la felice intuizione centrale del film, che lo riscatta dal rischio, a tratti molto concreto, di apparire ricattatorio per eccesso di crudeltà nei confronti di questi personaggi.

Manchester by the Sea [id., USA 2016] REGIA Kenneth Lonergan.
CAST Casey Affleck, Kyle Chandler, Lucas Hedges, Michelle Williams, Gretchen Mol.
SCENEGGIATURA Kenneth Lonergan. FOTOGRAFIA Jody Lee Lipes. MUSICHE Lesley Barber.
Drammatico, durata 136 minuti.

Manchester by the Sea
3.22 9 64.44%

5 Comments

  1. ZimFre says:

    Credo che Lonergan sia uno dei cineasti più sottovalutati degli ultimi dieci/quindici anni. Apprezzo molto questa sua rivalutazione, Margaret mi ha folgorato

  2. Garten says:

    Ho come la sensazione di aver assistito ad un film enorme, di cui è impossibile definire le singole qualità visto il risultato eccellente. Non raccoglierà che una piccola parte di ciò che ha seminato, peccato…

  3. Adone666 says:

    Non credo sia un filmone, ma se non altro sarebbe interessante vedere come questo film, un po’ alla Dardenne, si inserisce all’interno dell’Academy.

  4. Blup84 says:

    Immaginavo avrebbe perso, ma nei confronti di La La Land e mi stava bene. Ma vedere Manchester e il film di Chazelle superati da Moonlight… non ho parole

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