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In questo numero

Deadpool

sabato 20 Febbraio, 2016 | di Gabriele Baldaccini
Deadpool
In sala
22
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Voto autore:

Tarantino vs Deadpool
Pare ci sia di che lamentarsi in questo periodo a causa del fatto che Tarantino non faccia più Tarantino. Credo che sia importante allora partire proprio da questo punto per parlare di quello che è stato uno dei film più attesi degli ultimi mesi: Deadpool.

Infatti molti sono stati coloro che hanno criticato l’ultima opera del (con molta probabilità) più importante regista statunitense degli ultimi 25 anni; ritengono appunto che The Hateful Eight sia “noioso”. E allora ecco materializzarsi il problema dei problemi − quella che sembra essere la madre di tutti i mali − nell’era del nerdismo sfrenato: la noia. Un film non deve annoiare, deve riuscire a rispettare quelli che sono i canoni (?) del divertimento. mediacritica_deadpool_290Ma attenzione: questa forma di intrattenimento deve essere sempre e comunque intelligente (??). In che modo? Sinceramente non sono riuscito ancora a capirlo. No, ma che dico, forse Deadpool mi ha dato veramente una mano in questo senso. È lui il prototipo del supereroe che combatte la monotonia, è lui che con il suo fare caustico sconfigge i bacchettoni di tutto il mondo. Un personaggio finalmente irriverente, che permette al linguaggio di emanciparsi dall’incubo del politicamente corretto. Poi è anche immortale e con la capacità di auto-rigenerarsi, mica roba da poco. E sconfigge un cancro (o come lo chiama lui, ironizzando, “el cancer”), anzi fa di più: lo sconfigge divenendo un supereroe, oltrepassa il male facendosi carico delle grandi responsabilità che un grande potere comporta. Torniamo a Tarantino; un’altra accusa: la verbosità. Vuoi mettere invece Deadpool come se la palleggia con le sue battute frizzanti che fanno sbellicare grandi e piccini? No, aspettate, piccini ma non troppo, negli Stati Uniti è stato vietato ai minori di diciassette anni (poi non si è capito bene se fosse un pesce d’aprile o cosa, se devono andarci accompagnati dai genitori o meno, ma alla fine sapete una cosa? Chi se ne fotte). E che cazzo, diciamolo! Deadpool è il nostro nuovo fumetto cinematografico preferito, gridiamolo come se ci avessero infilato un palo nel culo! C’ha pure una fidanzata strafica, che lo accetta nonostante sia sfigurato. C’è di che divertirsi in questo filmone della Marvel, mica The Hateful Eight, quello fa venire due palle così, tutto girato in una baita, personaggi senza senso, dialoghi senza senso, nemmeno un “my name is Buck, and I’m here to fuck”. Come dite? Sono un po’ sboccato? Mi sono involgarito? E che male c’è? Anzi, se poteste sentire le scoregge che sto sparando in questo momento, vi piscereste addosso dalle risate. Fare film di merda oggi è una missione e nemmeno di quelle facili da compiere. Meno male che ci sono supereroi che riescono, senza grandi sforzi, in questa impresa di vitale importanza per gran parte dell’umanità.

Deadpool [id., USA 2016] REGIA Tim Miller.
CAST Ryan Reynolds, Morena Baccarin, Ed Skrein, T. J. Miller, Gina Carano, Brianna Hildebrand.
SCENEGGIATURA Rhett Reese, Paul Wernick. FOTOGRAFIA Ken Seng. MUSICHE Junkie XL.
Azione/Commedia/Fantascienza, durata 128 minuti.

Deadpool
2.8 18 55.56%

22 Comments

  1. Perplesso says:

    Ma che recensione è? I Tarantini inaciditi sono sempre i “migliori”.
    Questo film è stupido? Certo. Verboso? Assolutamente. La gente che dice che l’ultimo di Tarantino è inguardabile e non capisce che lui è colui al quale devono questo Deadpool, scopiazzatura blanda del suo modus operandi? Ingenui, per essere gentili.
    Il contenuto della recensione è impeccabile.
    La forma lascia a desiderare.
    Rimandato a settembre.

    • Gabriele Baldaccini says:

      Quindi sei d’accordo con me! 😀
      Per quanto riguarda la forma, chiedo venia, ma non ho potuto fare a meno di adeguarmi a quella inconsistente e odiosa di “Deadpool”. Ho dovuto comportarmi allo stesso modo di questo film idiota, era l’unica via percorribile. Abbiate pietà di me (e soprattutto di voi: non andate a vederlo).

      • Persona Qualunque says:

        No, non sembra essere d’accordo con te, almeno da quanto mi sembra di capire.
        E sinceramente mi trovo a dovergli dar ragione. Questa non è per niente una recensione,. Già solo il titolo “Tarantino vs Deadpool” fa capire subito che non si tratta di una recensione del film ma solo di una “sfuriata” dell’autore che ha apprezzato il primo ed è infastidita dal fatto che il secondo abbia riscosso maggior successo, cercando di dimostrare quanto il primo sia migliore del secondo arrampicandosi sugli specchi.
        Poi si può essere d’accordo o meno con l’opinione sul film, ma la mia critica era alla recensione e il modo in cui è stata scritta, non al film.

    • cristina.abeni@fastwebnet.it says:

      Cogliere l’ironia no, eh?

  2. Moschio says:

    Figo il pezzo Gabriele!!!! 🙂 quando vedrò il film ti farò sapere…

  3. MaxiMax says:

    Questa non è una recensione. è solo una lamentela che vorrebbe essere graffiante e ironica contro le persone che a Tarantino hanno preferito Deadpool. Peccato, ho letto gli altri tuoi pezzi, sei bravo a scrivere. Che è successo, qui?

    • Gabriele says:

      Niente, ho deciso semplicemente di incarnarmi nella forma deadpooliana e di abolire ogni sorta di “servizio pubblico”. Anche perché credo più poco nella recensione classicamente intesa; per me la critica oggi deve far dialogare i film con il mondo e quando si è impossibilitati a far questo (per demerito dei film), non si può fare altro che issare bandiera bianca. Seriamente, questo film non ci parla di niente, lo fa fuori tempo massimo (non è un caso che abbia tirato in ballo Tarantino, uno che ha capito che il post moderno è deceduto pur avendolo praticamente teorizzato e che si è accorto che per poter “parlare di niente” ci vuole, appunto, l’epoca adatta) e, oltretutto, – la cosa più grave in assoluto – non fa ridere. Stare a parlare dei difetti di un’opera che è essa stessa il suo difetto più grande, lo trovavo poco entusiasmante.

      • MaxiMax says:

        Capisco. Non condivido la forma, ma capisco. Il film, però, lo voglio vedere lo stesso… mi perdoni?

      • Frances says:

        Quindi una recensione di “Vacanze a…” dovrebbe essere tutto un figa, cazzo, tette, che gnocca etc.?
        Se vedessimo “Transformers 1-2-3 etc.” dovremmo scrivere: Arriva un robot e poi boom e si trasforma e boom e scoppio e “Ti salverò” “Aiuto” “Aargh” “Fuggite” “Kaboom”?

        Capisco la provocazione della tua scelta, ma se per ogni film non riuscito e con contenuti superficiali, già visti, volgari etc. (e ce ne sono in quantità), dovessimo “issare bandiera bianca” senza esprimere un punto di vista critico – anche ironico anche paradossale – argomentato e puntuale, rinunciando in pratica ad analizzare il film ma lasciando parlare solo “la pancia” (al di là del fatto che per me è pretestuoso il parallelismo con l’ultimo, bellissimo, film di Tarantino), beh sarebbe grave.
        E per inciso controproducente perchè un articolo così mi fa venire voglia di andare a vedere il film.
        Perchè mi aspetto di trovare un linguaggio e argomentazioni simili su uno stato di facebook come “sfogo”.
        Non su un sito come Mediacritica.
        Dopo di che, se l’intento era “purchè se ne parli”, direi che l’obiettivo è raggiunto.

        • Gabriele says:

          Beh, non mi pare di aver scrito “figa,cazzo,tette,prot,burp”, mi pare di aver assunto la forma dell’oggetto in questione, ma non aver sbracato in quel modo. Comunque sì, era una provocazione, perché questo film vuole essere una provocazione. Trasformers non è una provocazione. Vacanze di Natale non è una provocazione. Questo film invcece si atteggia in quel modo, c’è una sostanziale differenza. Se hai letto un poco più sotto ho usato Tarantino in quanto ritenuto baluardo di certo postmodernismo e, ora che ha quasi completamente perso quelle caratteristiche, odiato da tanti proprio per questa scelta. Mi è sembrato giusto utilizzarlo come esempio massimo e mi è sembrato giusto farlo per restare nell'”attualità” del dibattito (anche da social, perché oggi, purtroppo o per fortuna, che lo si voglia o meno, è importante anche la voce che da lì proviene). Altrimenti facciamo come Fofi, che si trincera nella sua critica-fortezza e non ne usciamo veramente più.

          • Frances says:

            Per carità lasciamo perdere Fofi o quel che ne è rimasto che fa tenerezza (tristezza).
            E se mi permetti, il tuo articolo è in un certo senso molto vicino all’ultimo Fofi (quello del pezzo delirante con cui ha stroncato The hateful eight per esempio). Nei modi e nei toni.

            Non hai scritto “figa, cazzo, tette, burp”, perchè – se hai notato – mi riferivo a un’ipotetica recensione sullo stesso tono di un qualunque “Vacanza a..” o gli ultimi film di De Sica e co.

            Non condivido lo stile della recensione e l’argomentazione critica (se vogliamo chiamarla così).
            Il personaggio di Deadpool nel fumetto è provocatorio e dissacrante, poi che questo spirito non sia presente nella trasposizione cinematografica, o sia male espresso è un altro discorso. E avrei preferito leggere una recensione che mi facesse capire i motivi per cui hai trovato il film pessimo. Altrimenti potevi abbreviare dicendo semplicemente: “Deadpool è una merda, non andate a vederlo! A meno che non abbiate trovato noioso e verboso l’ultimo Tarantino, allora potrebbe fare al caso vostro!”

  4. harley_quinn says:

    Non capisco questa recensione che non sembra una recensione. Quello che capisco è che non devo andare a vedere Deadpool. Ebbene dopo Tarantino ho visto proprio Deadpool. Li ho trovati entrambi film ben costruiti e fatti, tutti e due con la loro logica ( Tarantino e i dialoghi e Deadpool aveva tutti gli elementi provenienti dal fumetto) e ben recitati. Non capisco proprio questo accanimento con Tarantino e la noia. Deadpool punta sulla cultura popolare e la rotturad ella quarta parete (suo marchio di fabbrica); Tarantino sa giocare con i dialoghi e la siocietà americana del momento (suo marchio di fabbrica). Ognuno è originale a suo modo e sa con che pubblico sta parlando. Quindi, noioso a chi?

    • Gabriele says:

      Ho usato Tarantino come “scudo” ed ero ironico (pensavo si fosse capito): a me infatti The Hateful Eight è piaciuto molto. Per quanto riguarda Deadpool trovo che tutto quello che hai elencato sia già stato messo in scena in passato e con modalità decisamente più attraenti. Del fumetto non me ne occupo; il film è un oggetto indipendente (io la penso così) e devo giudicare quello, non mi importa quale sia la sua matrice. Deadpool insomma è un prodotto che denota la stanchezza di certa cultura postmoderna e di certo “nerdismo” scriteriato. Sinceramente credo che il buon cinema si trovi altrove (quando ad esempio penso a irriverenza+Stati Uniti+qualità mi viene sempre in mente la filmografia di John Waters, che sarebbe uno con il quale dovremmo ricordarci di fare i conti più spesso).

  5. Moschio says:

    Mi piace questa “critica alla critica”! Mi sembra comunque ovvio che il pezzo di Gabriele sia una provocazione che gioca con la materia del discorso. Come sottolinea Gabriele, ormai è superata la critica fine a se stessa che dice “questo film è bello/brutto”…ben venga un approccio irriverente e divertito come questo. Ormai la fortuna di un film non è più (ahimè) in mano a noi critici, e quindi non ci resta che contestualizzare e analizzare i film attraverso i “messaggi” che veicolano. E comunque meno pippe mentali e più ironia non guastano mai…

  6. Vins says:

    A me il film è piaciuto un sacco, ma anche la recensione di Gabriele che lo stronca senza pietà! Mica possiamo rimanere critici imbalsamati in forme vecchie e stantie, no?

  7. Stefano says:

    Mi sembrava una recensione troppo incazzata ma poi sono andato a vederlo e devo concordare su tutto. Avrò riso si e no tre volte durante tutto il film. Non basta rompere la quarta parete per essere simpatici. Devo precisare, però, che l’ho visto doppiato.

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